THIP Tap - Torino Historical Info Point

THIP Tap - Torino Historical Info Point Pillole storiche, notizie e curiosità per visitare Torino città e provincia. Assaggi di visite

Auguri dai Volontari di Torino&You di un sereno Natale!!
21/12/2023

Auguri dai Volontari di Torino&You di un sereno Natale!!

Nel 1855 il pittore G. Ferri annuncia, in un suo dipinto, un solenne funerale che durerà più di 2 mesi. E' quello di Car...
29/06/2023

Nel 1855 il pittore G. Ferri annuncia, in un suo dipinto, un solenne funerale che durerà più di 2 mesi. E' quello di Carlo Alberto morto in esilio a luglio del 1849 e sepolto a ottobre. La tela, esposta ai Musei Reali, ricorda il "Re martire" chiamando tutti i piemontesi a lutto attraverso il gesto del parroco nel dare la triste notizia al soldato porgendogli la Gazzetta con la foto del Re. A riguardo, ancora prima dell'arrivo effettivo della salma reale a Torino, la cittadinanza non mancò di innescare una lunghissima trafila di celebrazioni religiose in suo suffragio che durarono fino all'effettiva sepoltura a Superga nell'ottobre dello stesso anno.

Vi sarà capitato di passarci tante volte senza aver memoria di cosa simboleggiò quell'ultimo platano in corso Vinzaglio ...
28/06/2023

Vi sarà capitato di passarci tante volte senza aver memoria di cosa simboleggiò quell'ultimo platano in corso Vinzaglio all'angolo di via Cernaia nel 1945. I suoi rami ressero i corpi impiccati di partigiani e di fascisti. Uno di questi è appartenuto a G. Solaro, ispettore regionale delle Brigate Nere del Partito Fascista e ancora oggi è ricordato come "albero Solaro".

Fiuto da tartufo: Silvio Pellico (1789-1854) a ricordarcelo due targhe marmoree una posta sulla facciata di palazzo Baro...
27/06/2023

Fiuto da tartufo: Silvio Pellico (1789-1854) a ricordarcelo due targhe marmoree una posta sulla facciata di palazzo Barolo (via Orfane 7) è una in via Barbaroux 20 a Torino.

Chi era Lidia Poët? (1855–1949) prima donna a entrare all’Ordine degli Avvocati in Italia rispetto a cause penitenziarie...
27/06/2023

Chi era Lidia Poët? (1855–1949) prima donna a entrare all’Ordine degli Avvocati in Italia rispetto a cause penitenziarie. Di famiglia agiata valdese del pinerolese con un prestigioso studio legale seguito dal fratello Giovanni.
Una carriera iniziata nel 1871 con la patente di maestra superiore normale, nel 1874 di maestra di lingue, nel 1877 la licenza liceale, nel 1878 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza terminando nel 1881 discutendo la tesi sulle condizioni femminili nella società e sul diritto femminile al voto.
Al termine del praticantato, fece richiesta di iscrizione all’Ordine degli Avvocati che venne rifiutato in prima istanza e poi ridiscussa nel 1883 sulla base che “a norma delle leggi civili italiane le donne sono cittadini come gli uomini.”
Trascorse 30 anni occupandosi dei diritti dei detenuti e di minori e nel 1885 partecipò al Congresso Penitenziario internazionale a Roma da cui iniziò una sua presenza nel 1890 a San Pietroburgo e nel 1895 a Parigi dove ricevette l’onorificenza accademica.
Non la si può classificare come una suffragetta inglese ma combatte per l'emancipazione della donna già dal 1903 con la sua attiva partecipazione durante i primi congressi femminili dibattendo argomenti attuali ancora oggi. .italia ’

Rijkmuseum Amsterdam - Rembrandt e la moda del tempo
07/04/2023

Rijkmuseum Amsterdam - Rembrandt e la moda del tempo

Torino 27 marzo 1955 venne disputata la gara extra campionato di Formula 1 sul circuito automobilistico del Parco del Va...
06/09/2022

Torino 27 marzo 1955 venne disputata la gara extra campionato di Formula 1 sul circuito automobilistico del Parco del Valentino.
Alberto Ascari a bordo della Lancia D50 n.6 termina il percorso imponendosi sugli avversari vincendo la sua penultima competizione della sua carriera.
Oggi si può ancora vedere la postazione da cui partì di fronte al Castello del Valentino.

Katia è stata una delle ultime "signorine" .... "Katia dalle poppe imperiali" urlava la maitresse....Lavorava in una cas...
04/09/2022

Katia è stata una delle ultime "signorine" .... "Katia dalle poppe imperiali" urlava la maitresse....
Lavorava in una casa chiusa e in un'intervista, ha raccontato come la sua giornata era scadenzata da orari molto rigidi.
Si svegliava alle 7 del mattino con la colazione a letto portata dalla cameriera del bo****lo, dalle 8 alle 10 poteva uscire per acquisti, dalle 10 alle 13 si concedeva. Dalle 13 alle 15 si riposava e dalle 15 alle 19 riprendevano gli appuntamenti.
Giusto il tempo della cena e dalle 20 fino all'1 di notte lavorava nuovamente.

Era consuetudine, ogni 15 giorni, cambiare casa di piacere e città per non affezionare i clienti anche se capitava che alcune di loro convolavano a nozze con i frequentatori più assidui.

Conoscete la storia del cri-cri, il cioccolatino con il cuore di nocciola ricoperto di palline colorate di zucchero, ves...
03/09/2022

Conoscete la storia del cri-cri, il cioccolatino con il cuore di nocciola ricoperto di palline colorate di zucchero, vestito da caramella con carte colorate?

Pare che una giovane sarta torinese di fine 1800 di nome Cristina avesse un fidanzato che la chiamava affettuosamente "Cri".
Prima di ogni loro appuntamento il giovane era solito comprarle questi cioccolatini ed entrando nella pasticceria li indicava come "cri".

🥰Il proprietario, vedendo crescere questo "dolce amore", decise di dare a questi dolcetti il nome di cri-cri in loro onore divenendo un vero e proprio patrimonio della tradizione torinese.

Risposta alla storia..Dov'erano le "case chiuse"e perchè si chiamavano così?👀... per le persiane sempre abbassate a prot...
02/09/2022

Risposta alla storia..
Dov'erano le "case chiuse"e perchè si chiamavano così?

👀... per le persiane sempre abbassate a protezione della privacy e della morale. 👉Si dividevano per classi sociali: i meno abbienti si recavano in via Conte Verde, la fascia media in via Calandra o in via Principe Amedeo e i facoltosi in via Michelangelo, via Massena o corso Raffaello in cui pare ci fosse una collezione in cristallo Lalique di falli.

👉Vi era anche un servizio denominato “libero” che era riservato ai clienti del Babi in via Barbaroux e in via Cellini che, a termine della visita, i signori potevano raggiungere le loro auto con assicurata prudenza nel non essere visti.

👉In via Conte Verde, invece, i clienti dovevano costeggiare la latrina comune e, saliti al primo piano, entrare in una sala dove la maitresse dava indicazioni enunciando le caratteristiche delle ragazze. Chi poteva permetterselo, si appartava e chi non aveva possibilità rimaneva a “far flanella” (chiacchierare).

⚠️Era obbligatorio lasciare all’entrata armi, ombrelli e bastoni.

💰In molte case venivano fatte agevolazioni a studenti, militari, “giovanotti di primo pelo”. In alcune venivano dati gratuitamente sapone e asciugamano o calcolati a parte.
⚠️Erano assolutamente vietate risse e baldorie.
Non circolava droga, né alcool (al massimo si offriva il tè nei bordelli di lusso).

👉Ecco la risposta alla storia dei panettieri e dei mattoni..Chi non ha mai addentato un tramezzino? Conoscete la leggend...
01/09/2022

👉Ecco la risposta alla storia dei panettieri e dei mattoni..
Chi non ha mai addentato un tramezzino? Conoscete la leggenda legata a questo spuntino?

Pare sia legata all'ultimo boia di Torino Pietro Pantoni che non ricopriva i favoritismi del popolo per il compito a cui era chiamato. 

🍞I panettieri, in accordo con la popolazione, erano soliti a offrirgli il pane al contrario per sottolineare il loro disprezzo. Questo gesto, offese tremendamente il boia tanto da rivolgersi alle autorità dell'epoca per emettere un'ordinanza che facesse terminare questa usanza.
🍞I panettieri, quindi, inventarono una forma di pane pari a un mattone (pancarrè - dal francese carrè ossia quadrato) da presentargli e che non avesse nessun appiglio di villania ma, che risultasse alla base, sempre un segno di disprezzo per il compito che andava a eseguire.

👩‍🍳Nella realtà chi diede i natali al tramezzino furono le mani di Angela Demichelis Nebiolo nel 1926 al Caffè Mulassano in piazza Castello che lo propose per rilanciare il cafè al ritorno dagli Stati Uniti e il suo nome fu coniato qualche anno dopo da Gabriele D'Annunzio che ne fece il suo spuntino preferito.

Torino - Rondò della forcaIl suo nome ha radici latine quando si chiamava "vallis occisorum" ossia valle degli uccisi. P...
30/08/2022

Torino - Rondò della forca
Il suo nome ha radici latine quando si chiamava "vallis occisorum" ossia valle degli uccisi.
Percorrendo corso Valdocco, si giunge al Rondò della forca che fa comprendere senza ombra di dubbio cosa in passato accadeva in questa piazza.

👉Qui tra il 1835 e il 1853 avvenivano le esecuzioni a morte per i cospiratori politici e gli omicidi.

👉Il luogo era posto in piena campagna vicino alla prigione che, all'epoca, era in via Corte d'Appello con ampi spazi per "ospitare" parecchio pubblico.

👉Questo macabro spettacolo era per dissuadere gli spettatori a poter fare uguale fine.

👉Curiosità che emerge dai testi dell'epoca è che si scommetteva di quante convulsioni avrebbe avuto l'impiccato prima di morire e che il contorno dell'esecuzione fosse popolato da cantastorie, saltimbanchi e venditori. Una sorta di festa popolana.

👉Sempre in questo luogo, nel 1945, venne fucilata dai Partigiani un'ausiliaria della Repubblica Sociale, Marilena Grill a 16 anni.

👉Oggi al posto della forca, vi è la statua dedicata a San Giuseppe Cafasso (il prete della forca) che accompagnava i condannati.

# condannatiamorte

Indirizzo

Torino
Turin
10100

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