25/05/2026
In occasione della mostra di Silvia Levenson “El plan era perfecto” e per festeggiare il primo anno di apertura della nuova sede della galleria, siamo lieti di invitarvi alla performance
Natalia Saurin e Silvia Levenson
WORK OUT
Allenamento per la distruzione del patriarcato
Giovedì 4 giugno dalle ore 18
Le artiste utilizzano lo sport della boxe come simbolo della lotta contro il patriarcato: una lotta che richiede costanza e perseveranza come in un'attività sportiva per raggiungere il benessere fisico e mentale. La boxe femminile è stata riconosciuta negli ultimi decenni e solo nel 2012 è stata inclusa nelle Olimpiadi.
Un'opera artistica che mira a riflettere sullo sforzo fisico e psicologico che le donne affrontano ogni giorno a causa della discriminazione, del controllo e del giudizio in una società che si dice ugualitaria.
Entrambe le artiste, sia individualmente che come duo, affrontano tematiche di genere con l’obiettivo di indirizzare la riflessione sul ruolo della donna nella società contemporanea, al fine di sensibilizzare il pubblico sui fenomeni discriminatori che la vedono persona offesa all’origine della violazione dei diritti umani.
La collaborazione artistica fra Silvia Levenson e Natalia Saurin è iniziata nel 2005 con “Something wrong”, un video tutto rosa dove affrontano la quotidianità di coppia e le tensioni nascoste pronte ad affiorare per un non nulla.�Nel 2018 iniziano il progetto partecipativo “Il luogo più pericoloso” ponendo il focus sul linguaggio e sui femminicidi: un progetto corale in tre atti che ha coinvolto la comunità e le istituzioni (il Comune di Firenze nel 2019 e il Comune di Milano nel 2020 e 2021).
Nel 2023 presentano per la prima volta l’installazione “Workout” nel cortile Nobile di Palazzo Reale, azione patrocinata dal Comune di Milano e realizzata grazie all’assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità. Nel 2024 l’azione viene presentata in occasione del Festival “La Violenza illustrata” a cura della Casa delle Donne di Bologna.
Natalia Saurin (nata in Argentina nel 1976, vive a Finale Ligure) si esprime principalmente attraverso fotografia, video e installazione. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e all’Università dell’Immagine, scuola su comunicazione e cinque sensi. ��Nel 2018 viene pubblicato un libro monografico sulla sua ricerca artistica Natalia Saurin. Tra mito e quotidiano edito da Moondi Edizioni e curato da Balloon Art Project.�
Ha partecipato a programmi di residenza presso la fondazione americana The Camargo Foundation (FR), Künstlerdorf Schöppingen Foundation (GE), FORME (IT), My little house (IT), Salerno Creativa (IT). Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni, gallerie e spazi indipendenti italiani e stranieri tra cui: Palazzo Vecchio (Firenze, IT), Consolato Argentino (Roma, IT), La casa Encendida (Madrid,ES), Chiostro di Santa Cristina (Bologna, IT), Galleria Arthobler, (Oporto, PT), Archivio di Stato (Napoli, IT), Galleria Civica d’Arte Moderna (Spoleto,IT), Galleria Esther Montoriol (Barcellona,ES). Nel 2010 vince a Londra il primo premio al Renaissance Arts Prize, nella categoria videoarte. E’ rappresentata dalla distributrice di video arte Visualcontainer con sede presso [.BOX] Videoart Project space di Milano.
Silvia Levenson (nata in Argentina nel 1957, vive in Italia dal 1980) nei suoi lavori esplora lo spazio sottile situato fra ciò che si vede e ciò che si intuisce e usa il vetro come una lente di ingrandimento per osservare da vicino i conflitti nelle famiglie e nella società. La sua mostra itinerante Identidad Desaparecida, che allude alle centinaia di bambini che sono stati rapiti e dati in adozione illegale durante la dittatura militare in Argentina ha girato il mondo. Ha collaborato con diversi progetti indirizzati all’integrazione di rifugiati e migranti, come Multaka con Berlin Glas e Memories of Home della British Glass Biennale in Inghilterra. Nel 2004 riceve il Rakow Commission Award dal Corning Museum of Glass di New York. Nel 2008 è finalista del Bombay Sapphire Prize e nel 2016 riceve il premio The Glass in Venice Award dall’Istituto Veneto di Venezia. Il suo lavoro fa parte delle collezioni di più di 30 musei in tutto il mondo, tra cui il Corning Museum of Glass, New York; New Mexico Museum of Art, Santa Fe (Usa); Houston Fine Art Museum (Usa); Mint Museum, Charlotte (Usa), Toledo Museum of Art; Alexander Tutsek-Stiftung, Monaco (Germania); MUDAC, Lausanne (Svizzera); Museo del Castello Sforzesco, Milano.
DR Fake Cabinet
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