16/04/2022
Venerdì 8/04 abbiamo conosciuto Riccardo D'Aquila e abbiamo chiacchierato con lui sul suo primo romanzo "Zia Dot", edito da Fandango Libri, insieme agli autori di Crack Rivista Giorgio Ghibaudo e Manuela Barban presso la Libreria Trebisonda in San Salvario a Torino.
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Trentenne di Chieti, ci racconta che è proprio dalla passione per i fumetti e per la letteratura americana che nasce il suo primo "road-movie" letterario, in cui troviamo i due protagonisti Dot e Marvin in giro per l'Arizona a bordo di un pickup. Ben chiara la volontà dell'autore di evadere con la fantasia e attraverso la scrittura, allontanandosi da location italiane e dalla contemporaneità, a favore di storie ambientate in America indietro nel tempo, negli anni '90, in totale assenza di cellulari e connessioni internet, con la parola come mezzo di comunicazione esclusivo. Manuela Barban ci tiene a sottolineare che proprio i dialoghi sono il fiore all'occhiello di tutto il romanzo, rapidi, da film, che consentono tempi di lettura estremamente veloci. Anche i personaggi secondari non appaiono mai piatti, ma hanno un'esistenza, lasciano il segno. Ne emerge un quadro dove non c'è nulla che non sia funzionale alla storia.
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Noi di QUEERZONE abbiamo chiesto se con il personaggio lesbico di zia Dot ci sia la volontà di lanciare dei messaggi al lettore (ad esempio, di inclusività) o se si sia puntato a dare un tocco di modernità, inserendo un elemento non etero nella storia. Riccardo ci ha risposto ".. nulla di tutto questo. Semplicemente, Dot nella mia testa è sempre stata lesbica, oltre che acida, forte, ribelle (è, infatti, fuggita dalla sua famiglia che non accettava la sua omosessualità). Doveva essere così, una persona come tutte le altre, che soffre, ama e vive a suo modo, lontana da stereotipi e dalla comunità. È lei, è un essere umano che interagisce con altri esseri umani. Nient'altro." Dalle parole di Riccardo emerge una sana e genuina visione del mondo, in cui etero e gay non hanno importanza in quanto tali, ma per ciò che vivono e comunicano. E ci auguriamo dal profondo che un giorno il mondo possa essere davvero così, come le pagine di "Zia Dot", dove più che per chi si ama le persone rimangano impresse nella memoria per chi sono nello loro integrità di esseri umani.