14/07/2024
La nuova CFP di «Filosofia» (2025) è online!
"Prima e dopo il logos"
Scadenza per l'invio degli abstract: 15 ottobre 2024
Scadenza per l'invio delle proposte: 15 febbraio 2025
[Versione inglese e dettagli sulle modalità di presentazione delle proposte sono disponibili al link allegato]
La seconda metà del Novecento è stata caratterizzata da una vera e propria “contestazione del logos”:
ciò che chiamiamo “logos” non è più inteso come ganglio centrale che organizza la realtà e ne gestisce
l’articolazione. Altrimenti detto, la “pienezza della presenza” non è in grado – tramite la sua densità
– di esercitare una forza di attrazione tale da costituire attorno a sé un vero e proprio sistema,
vincolando i suoi pianeti e i suoi satelliti a orbite più o meno prefissate. Si potrebbe anche dire che
l’enzima della differenza – così si esprimeva Renato Barilli – s’insinua nella cittadella, supposta
essere salda e ben difesa, della coscienza. Il pensiero filosofico rintraccia differenze capaci di porre
in discussione l’identità, assenze che in qualche modo “operano” alle spalle della presenza,
genealogie e archeologie che mettono in crisi la linearità e la coerenza dell’argomentazione logica.
In particolare, il pensiero italiano si è fatto carico di questa eredità, per molti versi attingendo alle
risorse e alle figure più preziose del panorama francese, ma con la capacità di approfondire i risultati
ottenuti rilanciandoli verso nuove prospettive.
Tra i vari filoni d’indagine si presterà particolare attenzione ai seguenti ambiti:
- Il problema del rapporto tra segno e metafisica, con particolare riferimento agli sviluppi della
grammatologia derridiana: l’indagine del supporto segnico, della natura dell’alfabeto, così come
emerge per esempio nei saggi di Carlo Sini.
- La ricezione dei problemi connessi alla tradizione fenomenologica che emerge in un pensatore come
Enzo Melandri, dedito a rintracciare quegli ambiti della cultura che si sottraggono e che anzi giungono
a porre in crisi un andamento strettamente logico del pensiero, come ad esempio l’impiego
dell’analogia in tutte le sue varie sfaccettature.
- L’indagine genealogica e archeologica che verte – a vari livelli – sul problema dell’unitarietà della
scienza. In particolare, ci riferiamo al pensiero di Enzo Paci per un verso, ma anche alle indagini di
Colli sul pensiero di Nietzsche, alle ricostruzioni delle origini della filosofia greca proposte in
particolare da Diano col binomio forma ed evento, ma anche da Calogero attraverso il riferimento
alla polarità tra noetico e dianoetico.
- Il rilievo assegnato da parte dell’indagine filosofica e filologica novecentesca al periodo cosiddetto
“presocratico”, inteso come testimone dello sviluppo e dell’esercizio di pratiche di pensiero non
ancora segnate dal predominio delle leggi della logica.
- La presenza di “momenti di rottura” e di aporie interne allo sviluppo delle grandi architetture di
pensiero che si sono susseguite nel corso della tradizione occidentale, indagate e documentate in vario
modo nella seconda metà del Novecento.
Call for papers: Prima e dopo il logos (2025) 2024-07-14 «Filosofia» 2025 Call for Papers: Prima e dopo il logos La seconda metà del Novecento è stata caratterizzata da una vera e propria “contestazione del logos”: ciò che chiamiamo “logos” non è più inteso come ganglio centrale che o...