29/12/2025
Oggi ho sfogliato la galleria in cerca di foto del 2025 da stampare.
La mia mente caotica non inquadra mai bene i tempi: questo è successo quando? Boh, non lo so quasi mai dire.
Per questo è stato un esercizio interessante, pieno di piccoli colpi di scena.
Tra viaggi, abbracci di amici, tanti gatti e bimbi adorati, ho visto che una bella fetta di foto riguardava il lavoro.
Sono grata alle persone che mi hanno accompagnata quest’anno: ai ragazzi della redazione di Quello che voglio dirti di Ivrea, alla preziosa Chiara Luna, alle insegnanti, alle colleghe sensibilissime, a chi mi ha affidato i ritratti dei propri cari, a chi ha partecipato ai laboratori, a chi ha discusso, creato e riflettuto insieme a me.
A Giulia e Irene, a Capitan Tomin, ad Anna che mi sostiene da lontano anche se non ci sentiamo abbastanza spesso, a Paratissima, ai miei bimbi che crescono insieme a me, a Verba e alle mie associazioni del cuore.
Alla mia famiglia di affetti coltivati e scelti.
Siete un antibiotico naturale contro la depressione e contro la deriva di questi tempi di terrore politico e repressione.
Mi sono concessa qualche secondo di pat pat sulla spalla per le cose che sono riuscita a fare, ricordando la cura e l’impegno dedicati a ognuna.
Può sembrare banale, ma non mi fermo quasi mai a pensare che forse sono stata brava. C’è sempre quel mix di ansia ed entusiasmo per ciò che resta da fare, per gli esperimenti da provare, per le missioni da vivere insieme.
Ho dovuto aspettare la fine dell’anno: vacanze natalizie come non ne vivevo da un po’, e un’influenza maledetta che non vuole lasciarmi.
Riprenderò a rispondere ai vostri messaggi dopo il 6 gennaio.
Perché sì, questa volta fermarsi è la cosa giusta.