30/08/2026
📢 COMUNICATO CONGIUNTO
Free Assange Italia – ANPPIA Torino – Centro Studi Italia Cuba – Generazioni Future – Schierarsi Torino– Articolo 21 – Zona Libera
5 settembre ore 10 – Via Verdi 16, Torino – Difendiamo Ranucci, difendiamo Assange, difendiamo la libertà di stampa
Il 5 settembre saremo davanti alla sede RAI di via Verdi 16 per esprimere la nostra solidarietà a Sigfrido Ranucci e chiedere il suo immediato ripristino alla guida di Report. La sua estromissione rappresenta un segnale grave, che colpisce non solo un giornalista sotto scorta, ma l’intero principio di indipendenza editoriale del servizio pubblico.
Quello che sta accadendo in Italia non è un episodio isolato. È parte di una tendenza globale che Julian Assange aveva denunciato con lucidità nel 2016:
“Prima colpiranno me, poi verranno per tutti gli altri giornalisti.”
Assange è stato diffamato, perseguitato, incarcerato e costretto a dichiararsi “colpevole di giornalismo” per ottenere la libertà. Un paradosso che dovrebbe scuotere ogni coscienza democratica. Nel suo intervento alla Commissione Europea, Assange aveva avvertito che senza protezioni reali, la libertà di stampa sarebbe stata progressivamente smantellata, e che i giornalisti investigativi sarebbero diventati bersagli.
Oggi vediamo quei segnali anche nel nostro Paese.
La sospensione di Ranucci appare in evidente contrasto con i principi sanciti dall’European Media Freedom Act (EMFA), che impone agli Stati membri di garantire media pubblici autonomi, indipendenti e liberi da interferenze politiche. Quando un giornalista viene colpito per il suo lavoro, viene colpito il diritto dei cittadini a conoscere la verità.
Per questo Free Assange Italia, ANPPIA, Centro Studi Italia Cuba, Generazioni Future, Schierarsi Torino, Articolo 21 e Zona Libera chiamano tutte e tutti a una mobilitazione di massa.
Non è solo la difesa di un giornalista.
È la difesa della democrazia.
Chiediamo che la mobilitazione del 5 settembre venga replicata in tutte le piazze italiane, davanti alle sedi RAI e nei luoghi simbolo dell’informazione. Chiediamo che la società civile si attivi, che le associazioni si uniscano, che i cittadini facciano sentire la propria voce.
Assange lo aveva previsto.
Ranucci lo sta vivendo.
Noi non possiamo restare in silenzio.
La libertà di stampa si difende insieme.
E si difende adesso.
Sigfrido Ranucci