Centro di Lettura Globeglotter

Centro di Lettura Globeglotter Un’associazione dinamica e all'avanguardia che offre un vario programma di iniziative culturali qu

GlobeGlotter è un neologismo, proposto nei primi anni '90 da un gruppo di docenti, formatori e artisti italiani e stranieri che si proponevano di trasformare un globetrotter, un giramondo, in un globe-glotter (dal greco glotta = lingua), un cittadino del mondo, senza pregiudizi, che potesse conversare in più lingue, sensibile alle sollecitazioni culturali che provengono dai luoghi e dagli ambienti più svariati.

06/09/2026

Notizie dal Tavoliere meridionale della Puglia

04/08/2026

"Non ho mai portato la tonaca. Sono allergico a tutte quelle liturgie. Sono sempre stato un prete un po’ matto. Senza la follia non sarei riuscito a entrare in sintonia con i miei ragazzi e diventare per loro un educatore, e un padre". Don Antonio Mazzi, che ha da poco compiuto 96 anni ("Ho chiest...

30/07/2026
27/07/2026

La prima vittima di ogni guerra non è soltanto la verità.
È il significato delle parole.

È un processo tanto antico quanto efficace.
Lo schema è sempre lo stesso: "Cambiare il nome delle cose per cambiare il modo in cui esse vengono percepite".

Se riesco a modificare il vocabolario, posso lentamente modificare anche il giudizio morale di chi ascolta.
Non serve cancellare la realtà, basta rivestirla di parole meno scomode.

Chi invade non si definisce quasi mai invasore. Si parla di missioni di pace, di operazioni speciali, di liberazione, di difesa preventiva.
Le vittime diventano danni collaterali, le città distrutte vengono presentate come obiettivi strategici, i civili scompaiono dietro statistiche fredde che anestetizzano la coscienza.

La propaganda più raffinata non consiste nel raccontare bugie evidenti. Quelle prima o poi vengono scoperte.
La vera abilità consiste nel selezionare alcuni fatti, ometterne altri, cambiare il contesto e costruire un racconto apparentemente coerente.
Così il dubbio sostituisce la certezza e la confusione diventa uno strumento di potere.

Oggi questo meccanismo è ancora più potente.
I social diffondono immagini, slogan e mezze verità a una velocità mai conosciuta prima.
Ognuno può trasformarsi in cronista, giudice ed esperto nel giro di pochi minuti.
Più una narrazione suscita emozioni, più viene condivisa, indipendentemente dalla sua attendibilità.

Per questo motivo le testimonianze di chi ha realmente vissuto gli scenari di guerra rappresentano un patrimonio prezioso.
Non sono immuni da limiti o punti di vista personali, ma hanno un valore che nessuna ricostruzione a distanza può possedere.
Ci ricordano che dietro ogni parola ci sono esseri umani, volti, famiglie, paura e dolore.

Forse la pace non nascerà soltanto quando taceranno le armi.
Comincerà anche il giorno in cui restituiremo alle parole il loro significato autentico, rifiutando ogni tentativo di trasformare l’aggressione in giustizia e la violenza in necessità.

Perché quando le parole vengono manipolate, il rischio più grande non è soltanto quello di perdere la verità.
È quello di smettere di riconoscerla quando finalmente ci passa davanti.

(Ciro Barberio - "Quando le parole diventano armi")

Immagine: Opera fotografica di Noémia Prada

17/07/2026

Notizie dal Tavoliere meridionale della Puglia

16/07/2026
14/07/2026

Greenitaly – Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio, in collaborazione con la rivista Leggere:tutti, indice un Concorso Letterario Nazionale di narrativa breve per opere inedite sul tema ”Le piante ci salveranno” dedicato all’importanza dei boschi, degli alberi e del verde u...

12/07/2026

Nel 1970 Gianni Rodari ricevette il premio Hans Christian Andersen per la scrittura, il massimo riconoscimento internazionale assegnato a un autore di libri per ragazzi.

Vent’anni prima, però, il suo nome poteva bastare a chiudere una porta.

Rodari era comunista, scriveva sull’Unità e dirigeva «Il Pioniere», il settimanale dell’Associazione Pionieri d’Italia. Nell’Italia della guerra fredda non erano dettagli secondari. Per una parte del mondo cattolico, quelle filastrocche e quei giochi portavano un marchio politico: materiale da tenere lontano dai bambini.

In alcuni ambienti parrocchiali la lettura del «Pioniere» venne vietata. Le ricostruzioni storiche riportano anche testimonianze di copie strappate ai ragazzi e bruciate da alcuni parroci. Ma bisogna usare le parole con precisione: Rodari non fu formalmente inserito nell’Indice dei libri proibiti del Vaticano.

Dire che fu “messo all’indice” ha senso soltanto come espressione figurata, riferita alla diffidenza e alla censura praticata in certi ambienti cattolici.

A fare paura non erano mostri, streghe o avventure troppo cupe. Era il modo in cui Rodari parlava ai bambini.

Li trattava come persone capaci di capire le ingiustizie, riconoscere l’autorità ridicola, fare domande scomode. Nelle sue storie entravano operai, poveri, maestri, prepotenti, città assurde e regole da rovesciare con una risata. La fantasia, per lui, non serviva a distrarre dalla realtà. Serviva a guardarla da un’altra posizione.

E questo, negli anni Cinquanta, poteva sembrare pericoloso.

Rodari non rispose alla diffidenza trasformandosi in un autore prudente. Continuò a scrivere. Pubblicò «Il romanzo di Cipollino», «Gelsomino nel paese dei bugiardi», «Filastrocche in cielo e in terra», «Favole al telefono». Entrò nelle scuole, parlò con insegnanti e bambini, raccolse errori, domande e invenzioni come materiale serio di lavoro.

Nel 1973 mise quel metodo nella «Grammatica della fantasia». Era una riflessione concreta sull’immaginazione, sul linguaggio e sull’educazione. L’errore diventava una possibilità narrativa. Una parola ne chiamava un’altra. Il bambino non riceveva passivamente la storia: contribuiva a costruirla.

Nel 1970 arrivò il premio Andersen. Non premiava un solo libro, ma l’intera opera e il contributo dato alla letteratura per l’infanzia. Rodari fu il primo italiano a vincere la sezione riservata agli scrittori e resta l’unico italiano ad averla ottenuta.

Non fu invece l’unico italiano premiato in assoluto: nel 2008 l’illustratore Roberto Innocenti vinse la sezione dedicata all’illustrazione. È una distinzione piccola soltanto in apparenza, perché evita di trasformare un fatto vero in una frase sbagliata.

Rodari morì nel 1980. I libri che qualcuno aveva cercato di tenere fuori dagli oratori sono rimasti nelle scuole, nelle biblioteche e nelle case.

Il divieto è passato. Le sue domande no.

11/07/2026

Stando all'ultima indagine dell'Istat, in Italia le donne continuano a leggere più degli uomini (il divario massimo si raggiunge nella fascia d'età 45-54 anni). Emergono forti disuguaglianze territoriali, e i cosiddetti “lettori forti” (che leggono tra 13 e 30 libri annui) rappresentano solo i...

11/07/2026

Get Repost App • Alba Librerie Baresi Le librerie salveranno la città? E chi salverà le librerie?
Sono domande provocatorie, che però si rendono particolarmente urgenti.

Le librerie sono luoghi in cui si costruiscono relazioni, si alimenta il pensiero critico, si crea comunità. Ma oggi sono chiamate ad affrontare sfide sempre più complesse: trasformazioni urbane, cambiamenti nelle abitudini di lettura, sostenibilità economica, concorrenza delle grandi piattaforme.

Quale ruolo, quali responsabilità possono assumersi le librerie nella città di domani? E cosa possono fare le istituzioni, i lettori e le comunità per non perdere questi nodi importantissimi della rete culturale e sociale cittadina?

📍Ne parleremo venerdì 17 luglio alle ore 20.00, al Fortino Sant’Antonio, nell’ambito di Lungomare di Libri, in un incontro pubblico promosso da A.L.BA. – Associazione Librerie Baresi.

🎤Interverranno il sindaco Vito Leccese, l’assessora Paola Romano, Rocco Pinto, con la sua decennale esperienza da libraio e coordinatore di iniziative che coinvolgono le librerie, il giornalista Pino Bruno, con il suo punto di vista sulla rigenerazione urbana.

Coordina Patrizia Scardigno, presidente di A.L.BA.

🌱L’incontro sarà anche un’occasione per ascoltare la voce di chi vive la città e le sue librerie ogni giorno. Perché il futuro delle librerie riguarda il futuro delle città.

Vi invitiamo ufficialmente: ci aspettiamo una grandissima partecipazione da parte delle e degli abitanti di tutte le librerie di Bari e della Città Metropolitana.

Non mancate! La vostra presenza è fondamentale.

✨✨✨✨

Indirizzo

Via Staffa, 4
Trinitapoli
76015

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