La biglietteria del teatro è aperta da martedì a sabato 9- 16 e da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. Il Teatro Lirico Giuseppe Verdi è, da più di 200 anni, il centro della vita sociale e culturale della città di Trieste. Edificato sul finire del ‘700, venne ufficialmente aperto al pubblico il 21 aprile 1801, con l ’opera Ginevra di Scozia appositamente commissionata a Johann Simon Mayr. L
a serata inaugurale fu memorabile e segnò l’inizio di una vita teatrale lunga e improntata al successo che a tutt'oggi prosegue. Il Teatro è attivo con spettacoli d''opera, concerti sinfonici e da camera, spettacoli per famiglie e bambini. Si avvale della propria Orchestra e del proprio Coro, formazioni di alto livello professionale a artistico. Il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste è una della quattordici Fondazioni liriche sinfoniche italiane. Informazioni storiche
Il Teatro nel corso dell’Ottocento cambiò ripetutamente denominazione: dopo pochi anni dalla sua inaugurazione venne ribattezzato Teatro Grande, per poi diventare Teatro Comunale e infine Teatro Giuseppe Verdi, ma non mutò mai l’alto livello artistico delle proprie stagioni. Il lirico triestino infatti, doveva rappresentare l’apoteosi della borghesia, la classe media sviluppatasi con il fiorire del porto franco e dei commerci ad esso legati. Questo fatto spingeva gli impresari a mantenere sempre un profilo qualitativo molto superiore rispetto a quello degli altri teatri cittadini e ad offrire alla cittadinanza un’eccellenza musicale alla quale ormai il pubblico era abituato. Nel corso degli anni si avvicendarono sul palcoscenico del Teatro i cantanti e i musicisti più famosi del momento, da Franz Listz a Niccolò Paganini, da Giuditta Pasta a Giuseppina Strepponi. Questo trend positivo iniziato nell’Ottocento proseguì anche nel secolo successivo. Nel Novecento infatti si avvicendarono sul podio del Verdi grandi compositori (Gustav Mahler, Richard Strauss, Hector Villa-Lobos e Arthur Honneger) e grandi direttori d’orchestra (Wilhelm Furtwängler e Herbert von Karajan, Victor de Sabata e Carlo Maria Giulini, Claudio Abbado e Riccardo Muti). Il panorama storico-artistico del Verdi non potrebbe però essere completo senza ricordare i nomi dei grandi cantanti che vi si esibirono. Il lirico triestino infatti ha dato vita ad alcune produzioni leggendarie che hanno fatto epoca, contribuendo alla creazione dell’estetica e del gusto interpretativo musicale moderno. È il caso della Norma del 1953 con Maria Callas e Franco Corelli, de La Traviata e de La Bohème con Katia Ricciarelli e Josè Carreras, rispettivamente del 1974 e del 1976 e del Macbeth del 1985 con Piero Cappuccilli. Nella sua lunga vita, questo storico teatro ha avuto anche più volte l’opportunità di ospitare delle prime assolute, fra le quali occorre ricordare Stiffelio e Il Corsaro di Giuseppe Verdi, Annibale in Capua di Antonio Salieri, la Trieste rasserenata di Domenico Rampini, lo Jacopo di Valenza di Ruggero Manna, La Prigione di Edimburgo di Federico Ricci, il Gustavo Wasa di Giuseppe Apolloni e la prima italiana de La Muta di Portici di Daniel Aubert.