31/08/2021
Qualche giorno fa è partito "l'incentivo alla rottamazione televisori" voluto dal ministro Giorgetti.
Chi butta via un televisore perfettamente funzionante, comprato prima del 2018, riceve fino a 100 euro di incentivo dallo stato.
Tonnellate di nuovi rifiuti RAEE in più , particolarmente complessi da smaltire, schede elettroniche che finiscono in discarica, tonnellate di terre rare sprecate, soldi pubblici sprecati: questo significa questa operazione.
Significa che la politica, o buona parte di essa, non ha capito niente della crisi ambientale in cui ci troviamo. Se si fosse capito qualcosa, andrebbe incentivato con soldi pubblici l'esatto opposto: l'approccio delle 4 R: riduci, riusa, ripara, ricicla. Con soldi pubblici andrebbero incentivati i riparatori di elettrodomestici, e in generale le professioni che si occupano delle 4 R (orologiai, calzolai, sarti...). Andrebbe incentivato chi porta un oggetto a riparare così che smetta di essere più conveniente "comprar nuovo e buttare il vecchio".
Servirebbero leggi e direttive in tal senso, un "diritto alla riparabilità" come stanno chiedendo molte associazioni ambientaliste, che obblighi i produttori a vendere oggetti facilmente riparabili, con componentistica facilmente reperibile e sostituibile.
Si va in direzione opposta, si creano continuamente tecnologie che rendono obsolete apparecchiature comprate solo poco tempo prima.
Non c'è niente di meno ecologico dello spreco di oggetti complessi, del buttar via ciò che funziona. Se non si capisce questo, parole come "transizione ecologica" restano parole vuote, o peggio false. E concetti come sostenibilità, circolarità, resilienza, diventano "parole confetto" buone per i documenti ufficiali, ma sempre più distanti dalla realtà.