24/11/2017
LA SOFFERENZA DELLA PAROLA
Ancora grazie a tutti per il vostro affetto e per la vostra partecipazione alla mostra! Volevamo condividere con voi un’ultima riflessione, prima di chiudere la bella esperienza con Lux Art Gallery e proseguire con nuove proposte (che vi sveleremo a breve).
La riflessione riguarda il ruolo delle parole, e la difficoltà di trattare temi purtroppo ancora poco conosciuti, che rischiano facilmente di essere semplificati e di generare stigma.
Noi lo sappiamo bene ed è proprio da questa difficoltà che nasce l’idea di Homo Sum.
Il nostro intento in questa sede non vuole essere quello di alzare ulteriori muri, ma di riflettere insieme cercando di abbatterne, forse, qualcuno.
La riflessione nasce da quanto è avvenuto nel momento in cui abbiamo comunicato l’evento della mostra per la sua pubblicizzazione, ricorrendo alla stampa. Proponendo la mostra fotografica a diversi giornali, ci siamo accorte, con stupore e mortificazione, che il titolo che doveva presentare Homo Sum non sempre rifletteva il contenuto del messaggio che volevamo trasmettere. Anzi, sul principale quotidiano di informazione locale, al posto della normalizzazione che noi cerchiamo di promuovere, è comparsa la categoria, la “sofferenza mentale”, quella che è nostro intento dimostrare come una sola tra le mille sfaccettature della complessità umana.
Com’è possibile? Perché di nuovo il bisogno di categorie? Perché la necessità di scrivere qualcosa di diverso? E’ solo perché la categoria è spesso più “veloce”, più “immediata”, più … notizia?
Da queste domande che ci siamo poste, sono sorti degli spunti. Dapprima il disappunto e lo stupore, per veder in una frase girato l’intero senso che noi volevamo costruire con il nostro lavoro. Lo smarrimento. La rabbia. La necessità di chiarire con tutti voi che Homo Sum NON è “la sofferenza mentale in foto”, come è stato riportato, bensì sono/e siamo tutti PERSONE. Persone complesse, persone, nessuno escluso, che soffrono. In quanto soffrire è umano e appartiene a tutti.
Poi, in un secondo momento, ci siamo rese conto che da qui in avanti questo sarà il cammino, lungo, che ci attenderà, una volta usciti dal “microcosmo” di San Giovanni: uscire dal proprio ambito di competenza significa confrontare il nostro linguaggio a mille altri, che a volte ignorano del tutto il nostro.
Da tutte queste domande, riflessioni, feedback, ci siamo convinte, sempre di più, che continuare in questo gioco possa valere davvero la pena. Poter avere uno scambio con voi è per noi fonte di forte interesse e ci dà forza!
Per questo motivo abbiamo deciso di continuare a scrivere alcuni nostri pensieri sulla pagina di HomoSum-Mostra Fotografica. Il confronto con voi, le vostre riflessioni, faranno si che la cultura, e in qualche modo anche Homo Sum, si “muova”. E noi non potevamo desiderare di più e siamo pronte ad accogliere ulteriori spunti e proposte.
Detto ciò, ringraziamo anche Luisella Pacco per aver scritto un bellissimo articolo a tal proposito, che consigliamo di leggere.
HOMO SUM NON SI FERMA QUA e dall’1 al 17 dicembre la mostra sarà allestita ad “Arte oltre il muro”, un evento che vede coinvolti tanti artisti sulle tematiche salute mentale.
Se volte saperne di più, seguiteci su questa pagina.