21/08/2024
Graziella Bassetto
[" Insegnante di scuola materna, cuore pulsante del “Gruppo Artistico Letterario Futuristi Contemporanei”, ha fatto sì che l’arte fosse insita in lei come una seconda pelle, avvicinandovi anche i suoi bimbi a scuola, arrivando, così a sensibilizzare le giovani e future generazioni al bello, alla creatività, all’esprimersi liberamente. Frequenta i corsi della Maestra Sonia Ervas. Possiamo definirla un’artista versatile. Attraverso la sua pittura arriva a trasmettere all’osservatore ciò che alberga nel suo mondo interiore, tutte quelle emozioni che, talvolta, a parole non si riescono a raccontare. Nelle sue tele possiamo comprendere come non si accontenti mai di ciò che ha già fatto o detto ma, il suo sia un viaggio in continua sperimentazione, alla ricerca di nuovi territori da conquistare. Graziella abbraccia il concetto di “ Recycling Art” facendo sì che tutti quei materiali e oggetti che, solitamente nella nostra quotidianità, andrebbero scartati, buttati, eliminati, possano essere riutilizzati, dando loto un nuovo ruolo, elevandoli a mezzo artistico. A mio avviso potremmo definirla una metafora esistenziale perché spesso anche noi crediamo di non poter fare altro che ciò che facciamo, relegati in ruoli che ci stanno stretti, o peggio, pensiamo che sia finita, sentendoci messi da parte, feriti, abbandonati a noi stessi, o gettati via e invece la vita ci dona una nuova opportunità, la seconda possibilità , la seconda vita che dobbiamo vivere pienamente e rinnovati. Le sue donne, come possiamo vedere nell’opera ” Donna blu”, sono misteriose, affascinanti, con sguardi che si perdono in un altrove che appartiene solo a loro. Ciò stimola nell’osservatore curiosità, che porta a chiedersi “ dove si perdano i loro pensieri? Dove vanno? Chi sono queste donne?”. Domande alle quali non troviamo risposte e che portano ognuno di noi ad immaginare, a creare storie, ad immedesimarci, a riporre in loro le nostre aspirazioni, sogni, speranze. Sembra quasi, che ciò che appartiene alla loro sfera più segreta, si muova nell’immensità, come onde, che nel mare, si increspano le une alle altre, sospingendosi verso l’orizzonte, verso un nuo vo porto dove trovare riparo, dopo la tempesta, da dove ripartire, riorganizzare la propria esistenza, dove riposare, ascoltando il proprio respiro che si fa comunione con la dolce brezza che scompiglia i capelli, il battito del cuore che fa comprendere, come nonostante tutto, si è vive, lasciando andare ciò che è stato, guardando aventi, accogliendo ciò che il futuro donerà."]
©Dott.ssa Ombretta Frezza critica e storica dell'arte