30/05/2026
Ma dov'è SATS? .. Qualcuno se lo chiede. Qualcun altro, forse, non si rende conto di quanto sia importante porsi questa domanda.
L'immenso affetto che SATS ha saputo raccogliere nel tempo è ancora vivo, così come resta evidente il vuoto che la sua assenza ha lasciato nel panorama associativo e culturale trevigliese: un vuoto fatto di incontri, idee, progetti e storie che meritano di essere raccontate.
Chi ha frequentato SATS, chi ha vissuto in prima persona l'importanza di creare legami attraverso la cultura, sa bene quanto valore possano generare l'arte, la condivisione e la partecipazione. Sono state proprio queste persone a custodirne l'eredità e a riempire, almeno in parte, quello spazio rimasto scoperto.
Al di là di questo, però, è calato il silenzio. Un silenzio che sorprende, perché sembra che l'assenza di SATS sia passata quasi inosservata, anche presso quelle istituzioni che nel tempo hanno potuto apprezzarne il contributo alla vita culturale del territorio. Eppure, con la sua scomparsa, la comunità ha perso una realtà che per anni ha rappresentato un punto di riferimento, un luogo di incontro e un motore di iniziative culturali.
Forse la domanda giusta non è soltanto "Dov'è SATS?", ma anche: "Cosa abbiamo perso con la sua assenza e cosa possiamo fare perché il suo spirito continui a vivere?"
Le associazioni non scompaiono davvero quando chiudono le loro porte, ma quando nessuno ne ricorda il valore.
E SATS, per tutto ciò che ha dato a questa città, merita molto più del silenzio.