fedesign

fedesign Federica Framba. Cos'è (o meglio) chi è fedesign? fedesign sono io, ecco la bio. Nasco in Trentino nel luglio del 1985.

Designer * illustrator * colors lover * and twin mamma since 9.12.21 🎈
Trentino Social Tank coworker * Italy-based

fedesign® is a registered trademark Dopo la laurea magistrale in Design degli Interni al Politecnico di Milano maturo una formazione trasversale, mi occupo di allestimenti, artigianato, design della comunicazione e design del prodotto per studi di architettura e brand del territorio trentino. Nel 2011 ottengo un finanziamento dalla Provincia Autonoma di Trento per un progetto di ricerca sulla sostenibilità ambientale nelle pratiche progettuali, realizzato con il docente di semiotica Salvatore Zingale e l’architetto Ruffo Wolf. Nel 2013 partecipo al workshop “Paper For Science” tenuto da Matteo Ragni, mentre nel 2014 vinco il concorso di progettazione del logo per la Conferenza Annuale di Ecsite “Food for Curious Minds” indetto dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento, per il quale l’anno successivo curo la direzione artistica dell’evento e ne realizzo l’immagine coordinata. Sempre nel 2015 entro nel team milanese dello studio aMDL dell’architetto Michele De Lucchi (oggi aMDL Circle) come digital designer, curo il lancio digital del brand Produzione Privata, di Michele De Lucchi Artworks e aMDL. Attualmente collaboro con diverse realtà milanesi e trentine nel campo della grafica e delle arti visive e mi occupo di illustrazione, visual design e branding per associazioni, clienti privati e aziende sotto la sigla artistica di fedesign.

Con queste ultime immagini voglio raccontare l’aspetto più importante del viaggio: l’incontro con l’altro.Su quei sentie...
10/08/2026

Con queste ultime immagini voglio raccontare l’aspetto più importante del viaggio: l’incontro con l’altro.
Su quei sentieri perdevo la mia maschera sociale. All’inizio mi descrivevo con il mio ruolo o la mia professione, poi entrai in una dimensione diversa dell'incontro.

Percorsi la prima parte del cammino con un gruppo di persone con cui nacque un legame genuino fatto di conoscenza reciproca, confidenze, divertimento, canti, bevute, confronti, emozioni, allontanamenti: un contatto breve ma davvero intenso, denso. 

Con altri condivisi una cena, un cerotto, pomeriggi di confidenze profonde. Mi persi sulle colline deserte con uno svedese di mezza età. Per fortuna un “salvatore”, ci riavvicinò al cammino con un provvidenziale passaggio in jeep. 

Alla fine del viaggio accadde l’incontro più potente: un eremita che scelse di fermarsi a vivere sul Cammino dopo un lungo vagare nel mondo. Barba bianca e lunga, occhi brillanti e calmi, tono di voce pacato, aveva la piena consapevolezza dell’esistenza. Nell’arco di un pomeriggio fino al mattino dopo, parlai spesso con lui, mi fermai a lungo in silenzio con lui, a Castrojeriz, nella sua casa diventata museo, sulle panchine, sui muretti. Ricordo bene queste sue parole: “Federica, ora sei aperta come un fiore, senti tutto. Il viaggio che inizierai per tornare a casa sarà il più difficile”.

Aveva ragione.

A “casa” non sopportavo i rumori, gli oggetti mi apparivano inutili, il ritmo di vita era esasperante. Il lavoro lo persi, l’illusione di un amore sfumò.

In quel momento difficile rivolgevo il pensiero alle persone incontrate nel viaggio, quegli incontri acquisivano un senso, sentivo che mi sarebbero stati “utili” in modi che non potevo prevedere, e che, forse, anch'io sarei stata "utile" a loro.

Il Cammino di Santiago è stato l'inizio di un modo diverso di stare al mondo e con gli altri. Alcune persone, mai più riviste tranne un paio, sono diventate elementi fondamentali della mia evoluzione e del mio essere fedesign®.

Eccoli qui i nomi di quelle persone, in ordine di apparizione: Giorgio, Davide, Silvia, Anders, Alan, Elise, Mau. 

A distanza di dieci anni camminano ancora con me.

Continuo a ripercorrere il mio Cammino a 10 anni di distanza. Questa seconda parte è dedicata a ciò che si abbandona. ​S...
08/08/2026

Continuo a ripercorrere il mio Cammino a 10 anni di distanza. Questa seconda parte è dedicata a ciò che si abbandona.

​Sono partita con uno zaino abbastanza leggero, pensavo di avere l’essenziale, ma un piccolo oggetto l’ho abbandonato anch'io: una forbicina di metallo che si era arrugginita. L’ho lasciata lì, come monito sul sentiero, a far parte di quella collezione a cielo aperto di oggetti, (scarpe e scarponi rotti, soprattutto!)

​Ho incontrato persone che hanno spedito a casa per posta qualche chilo del proprio zaino. Eh sì, il Cammino di Santiago insegna a riconoscere il superfluo e a lasciare andare.

​Insieme alle cose, insegna a lasciare andare le sovrastrutture, le cose di poco conto che, chissà come, fuori da quel contesto pesano come macigni.

​Questo togliere amplia lo sguardo: ho aumentato la capacità di vedere la bellezza nei dettagli e nei messaggi nascosti lasciati da altri pellegrini, ho imparato a osservare, mi sono sentita libera di tracciare le mie mappe di significati e anche di sorridere guardando il buco di un cappello alla fine di una tappa estenuante.

​(2/3 — Continua nel prossimo post sugli incontri)

L’8 agosto 2016 iniziavo a percorrere il Cammino di Santiago. Portai con me un quaderno per fissare l’esperienza a mio m...
08/08/2026

L’8 agosto 2016 iniziavo a percorrere il Cammino di Santiago. Portai con me un quaderno per fissare l’esperienza a mio modo, con parole disordinate, disegnini e mappe mentali. 

Oggi, a distanza di dieci anni esatti, voglio condividere qualcosa in più di quel quaderno, insieme ad alcune foto di quei giorni. In queste riflessioni mescolo la mia esperienza a temi, magari non originali, ma forse universali. Ho cercato di catalogare le mie divagazioni, ne sono usciti 3 macro concetti e un trittico di caroselli: questo è il primo, sul valore del vuoto e il rapporto con la creatività.

Viviamo in una società che ha il terrore del silenzio. Una larga parte di noi, esseri umani occidentali (me compresa) tende a riempire ogni istante con video, scrolling, podcast, social, serie TV, musica, eventi. Un sacco di rumore di fondo. Non a caso vanno alla grande mindfulness, yoga, meditazione e wellness. Ci riempiamo di stimoli, bramiamo il vuoto, temiamo il vuoto.

Durante le camminate iniziate al buio, con la luna davanti e il sole che poi sorgeva lentamente alle mie spalle, il vuoto non potevo evitarlo. Mi piaceva chiamarlo infinito, un luogo immateriale e immenso che mi costringeva a entrare in contatto con un nucleo di dolore esistenziale utile. E dovevo attraversarlo per forza. 

Una foto in particolare rappresenta quel vissuto: giorno 6, 13 agosto 2016 (da Ayegui a Torres del Río). In una giornata dura e densa di emozioni contrastanti, scattai una foto all’ulivo che fu la mia unica zona d’ombra dopo ore ed ore di cammino sotto il sole. Acqua finita, caldo, tardi, sola, telefono scarico, non più lucida. Rimasi sotto quella pianta per un tempo indefinito e lì capii che il mio non era solo un viaggio a piedi, ma un cammino verso una consapevolezza estrema.

Nel vuoto non c’è solitudine: c’è uno spazio immenso, dove l’interiorità riaffiora. È uno spazio fondamentale per liberare la propria capacità espressiva, per dare il proprio punto di vista sul mondo con autenticità, insomma, per lasciar fluire o fare esplodere la creatività. Perlomeno è stato così per me.

(1/3 — Continua domani, nel prossimo post sul tema del superfluo)

Primo volo in mongolfiera! ✅🤩        .official
07/06/2026

Primo volo in mongolfiera! ✅🤩

.official

fedesign® Logo Archive, 2014 - 2026           .now
15/05/2026

fedesign® Logo Archive, 2014 - 2026


.now

[3/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i   !Buona Pasqua!
05/04/2026

[3/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i !

Buona Pasqua!

[2/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i   Buona Pasqua!
05/04/2026

[2/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i

Buona Pasqua!

[1/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i   Buona Pasqua!
05/04/2026

[1/3] Non abbiamo uova vere da colorare ma abbiamo i

Buona Pasqua!

Indirizzo

Trento
38121

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:30
Martedì 09:30 - 18:30
Mercoledì 10:00 - 18:30
Giovedì 09:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 18:30

Telefono

+393335210269

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando fedesign pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a fedesign:

Condividi

Digitare