Parola d'Artista

Parola d'Artista Luogo immateriale dove incontrare l'Arte Contemporanea
Immaterial place to meet Contemporary Art
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Az Autoritratti Alfabetici / Alphabetical Self-Portraits (▼Scrool down for English version)Gabriele LandiD come Didattic...
01/09/2026

Az Autoritratti Alfabetici / Alphabetical Self-Portraits (▼Scrool down for English version)
Gabriele Landi
D come Didattica / Education

Didattica. Mi occupo professionalmente di Didattica dell’Arte Moderna e Contemporanea dal 1999. In questi anni il lavoro si è concentrato principalmente con i bambini di età compresa fra i sei mesi e i 14 anni, anche se non sono mancate altre esperienze.
Questo mi ha fatto entrare nel mondo della divulgazione e della didattica, spingendomi ad approfondire la conoscenza del lavoro e del linguaggio di altri artisti.
Devo conoscere bene l’opera degli artisti su cui lavoro in modo da poterla raccontare sia da un punto di vista teorico, che da un punto di vista pratico, facendo rivivere, a chi prende parte all’attività laboratoriale, l’esperienza materiale del lavoro artistico. Tutto questo richiede una forte metabolizzazione dei linguaggi ed una profonda conoscenza dei meccanismi di pensiero e di lavoro dei singoli artisti, che di volta in volta affronto nei laboratori.
Raccontare in modo efficace ad un bambino di 3 anni, chi era Yves Klein e che cosa riusciva a fare con il blu, è molto più difficile che raccontarlo a degli studenti universitari.
E’ necessario avere una profonda conoscenza della materia per poterla raccontare in modo semplice ma senza semplificarla. Con gli adulti puoi trovare delle scappatoie, con i bambini no a loro bisogna dare il meglio!

English version
Gabriele Landi
D come Didattica / Education

Education. I have been professionally involved in Modern and Contemporary Art Education since 1999. Over the years, my work has focused primarily on children aged between six months and 14 years, although I have also gained experience elsewhere.
This led me into the world of dissemination and education, pushing me to deepen my understanding of the work and language of other artists.
I must be well-versed in the work of the artists I work with so I can explain it both theoretically and practically, allowing those who participate in the workshop to experience the material reality of artistic creation. All this requires a thorough understanding of the languages and a deep understanding of the individual artists' thinking and working methods, which I address from time to time in the workshops.
Effectively explaining to a three-year-old who Yves Klein was and what he could do with blue is much more difficult than explaining it to university students.
You need a deep understanding of the subject matter to be able to explain it simply, but without oversimplifying it. With adults, you can find loopholes; with children, no. They need to be at their best!

Gentile, attento, garbato. Non ho mai incontrato Manlio Onorato di persona e mi dispiace! Ciao Manlio grazie.
07/08/2026

Gentile, attento, garbato. Non ho mai incontrato Manlio Onorato di persona e mi dispiace! Ciao Manlio grazie.

Conversation with Lena Keller(▼Scorri in basso per la versione Italiana)“(…)What role does the studio, understood as the...
01/08/2026

Conversation with Lena Keller
(▼Scorri in basso per la versione Italiana)

“(…)What role does the studio, understood as the physical place where the artist's work takes place, play for you?
Above all, it’s my workspace. It separates me from the world and allows focus. I can give space to my work, look at it from different perspectives or with a distance, and understand how the pieces relate to one another. My studio is my refuge, where I protect my ideas and works from pressure and judgement until we’re ready. (…)”

To read the full conversation, open this link.
https://www.finestresullarte.info/en/interviews/why-painting-can-still-change-the-way-we-see-things-an-interview-with-lena-keller

Conversazione con Lena Keller

“(…)Che ruolo svolge per te lo studio, inteso come il luogo fisico in cui si concretizza il lavoro dell'artista?
È innanzitutto il mio spazio di lavoro. Mi separa dal mondo e mi permette di concentrarmi. Posso dare respiro al mio lavoro, osservarlo da prospettive diverse o con il giusto distacco, e comprendere come le opere dialoghino tra loro. Il mio studio è il mio rifugio: un luogo dove proteggo le mie idee e le mie opere da pressioni e giudizi, finché non sono pronte. (…)”

Per leggere la conversazione completa, apri questo link.
https://www.finestresullarte.info/interviste/perche-pittura-puo-ancora-cambiare-nostro-modo-di-vedere-intervista-lena-keller

1 Lena Keller, my hand, painting
2 Lena Keller, Gloria, 2024, oil on canvas, 65 x 50 cm
3 Where earth meets sky, 2025, Group exhibition, König Galerie Munich, Installation view
4 Lena Keller, Light Fidelity, 2024, oil on canvas, 50 x 40 cm



Az Autoritratti Alfabetici(▼Scroll for English version)Federico GianniniC come Costanza/ConstancyCostanza. Un foglio da ...
31/07/2026

Az Autoritratti Alfabetici
(▼Scroll for English version)
Federico Giannini
C come Costanza/Constancy

Costanza. Un foglio da scrivere. Un microfono da toccare. Una canzone da ascoltare, verosimilmente neppure quella giusta. Un bicchiere di vino. Tutto finisce per modificarsi lentamente. Va bene così? Ha senso così? Si può fare diversamente? La procedura è stata attivata? Il foglio rimane sul tavolo, il microfono registra, la canzone torna. Rimane lo spazio che separa due punti, mettiamo un punto A e un punto B (cui seguiranno un punto C, un punto D e via dicendo, e non è detto che si finisca con un punto Z, perché poi si ricomincia: un punto A1, un punto B1, e così all'infinito, il sistema continua, non richiede presenza). When love takes over. Linee irregolari, curve, piani che s'intersecano, aperture, vuoti, spazi ulteriori, imprevedibili. Un archivio minimo, immagine corretta (forse). Una telefonata, tre quarti d'ora di viaggio, una riunione, un'occasione classificata nel novero delle occasioni sfruttate e una in quella delle occasioni p***e. Poi un'altra ancora catalogata come sfruttata e un'altra ancora catalogata come persa, un continuo d'occasioni, un'altra telefonata, un quadro, dieci quadri, quadri che nemmeno più si contano. Spazi ulteriori e imprevedibili, si diceva. O almeno così dicono, e non c'è neppure un tempo o un modo migliore di dirlo. Intanto però si pensava ad altro. Senza necessità. Ad altro. Così. It's been such a long day. Qualcosa ogni tanto arrivava di punto in bianco. Ancora un foglio. Ancora un microfono. Ancora una canzone. Senza ammissioni di sorta, senza soglie da oltrepassare, senza frequentare altro che non fosse quel che si voleva frequentare. A volte capitava di sentirsi come se si fosse sempre provato (complicato quanto vuoi, ma è sempre stato così). Registravamo tentativi, ripetizioni (ogni tanto qualche variazione significativa). Nel frattempo ci tenevamo occupati, eravamo sempre occupati, siamo sempre stati occupati, sempre presi da altre cose, forse le stesse. Il foglio, a vederlo così, sembra bianco. S'annota una sensazione gradevole, calda, umida, piena, burrosa.

(English version)
Federico Giannini
C come Costanza/Constancy

Constancy. A sheet of paper to write on. A microphone to touch. A song to listen to—likely not even the right one. A glass of w**e. Everything slowly shifts. Is this okay? Does it make sense this way? Can it be done differently? Has the process been set in motion? The paper stays on the table, the microphone records, the song returns. There remains the space separating two points—let’s call them point A and point B (followed by point C, point D, and so on; and there is no guarantee it ends at point Z, because then it starts all over: point A1, point B1, and so on to infinity; the system keeps going, requiring no human presence). When love takes over. Irregular lines, curves, intersecting planes, openings, voids, further and unpredictable spaces. A minimal archive, a corrected image (perhaps). A phone call, a forty-five-minute journey, a meeting, an occasion filed under "seized opportunities" and another under "missed opportunities." Then another cataloged as seized and another as missed—a continuous stream of occasions, another phone call, a painting, ten paintings, paintings beyond counting. Further and unpredictable spaces, as mentioned. Or at least that’s what they say, and there isn't really a better time or way to say it. Meanwhile, though, thoughts drifted elsewhere. Without necessity. Elsewhere. Just like that. It's been such a long day. Every now and then, something would arrive out of the blue. Another sheet of paper. Another microphone. Another song. Without making any admissions, without crossing any thresholds, without engaging with anything other than what one wanted to engage with. Sometimes it felt as though one had always been trying (as complicated as you like, but that’s how it had always been). We were recording attempts, repetitions (with the occasional significant variation). In the meantime, we kept ourselves busy—we were always busy, we have always been busy, always taken up with

Conversation with Lena Keller(▼Scorri in basso per la versione Italiana)“(…) Are you interested in the pictorial aspect?...
30/07/2026

Conversation with Lena Keller
(▼Scorri in basso per la versione Italiana)

“(…) Are you interested in the pictorial aspect?
My subjects are not direct representations of reality. I seek to evoke references to the visual experience of a motif and trace its underlying tensions and paradoxes with nuance and sensitivity. To me, the greatest ability of painting is to convey subtle aspects and emotional registers that lie beyond verbal articulation. (…)”

To read the full conversation, open this link.
https://www.finestresullarte.info/en/interviews/why-painting-can-still-change-the-way-we-see-things-an-interview-with-lena-keller

Conversazione con Lena Keller

“(…)Ti interessa l'aspetto pittorico?
I miei soggetti non sono rappresentazioni dirette della realtà. Cerco di evocare riferimenti all'esperienza visiva di un motivo e di coglierne le tensioni e i paradossi sottostanti con sfumatura e sensibilità. Per me, la dote più grande della pittura è quella di trasmettere aspetti sottili e registri emotivi che sfuggono all'articolazione verbale. (…)”

Per leggere la conversazione completa, apri questo link.
https://www.finestresullarte.info/interviste/perche-pittura-puo-ancora-cambiare-nostro-modo-di-vedere-intervista-lena-keller

1 Lena Keller, Laid Land, 2023, oil on canvas, 130 x 110 cm
2 Lena Keller, Untitled (Foam), 2022, oil on canvas, 100 x 80 cm
3 Lena Keller, Portal, 2024, oil on canvas, 50 x 40 cm
4 Watching my own rotation, 2023, Kornfeld Galerie Berlin, Installation view, Photo: Gerhard Haug



Conversation with Lena Keller(▼Scorri in basso per la versione Italiana)“(…)I focus on landscape as a model of perceptio...
28/07/2026

Conversation with Lena Keller
(▼Scorri in basso per la versione Italiana)

“(…)I focus on landscape as a model of perception in the context of our current relation with nature. What is at stake and how does it affect us? My thoughts revolve around environmental pressures, our alienation from nature, and how technology informs the ways we perceive, remember, and construct the concept of nature today.(…)”

To read the full conversation, open this link.
https://www.finestresullarte.info/en/interviews/why-painting-can-still-change-the-way-we-see-things-an-interview-with-lena-keller

Conversazione con Lena Keller
(versione italiana)

“(…)Mi concentro sul paesaggio come modello di percezione nel contesto del nostro attuale rapporto con la natura. Cosa c'è in gioco e come ci influenza? Le mie riflessioni ruotano attorno alle pressioni ambientali, alla nostra alienazione dalla natura e a come la tecnologia influenzi il modo in cui percepiamo, ricordiamo e costruiamo il concetto di natura oggi. (…)”

Per leggere la conversazione completa, apri questo link.
https://www.finestresullarte.info/interviste/perche-pittura-puo-ancora-cambiare-nostro-modo-di-vedere-intervista-lena-keller

1 Lena Keller
2 Lena Keller, Swipers, 2023, oil on canvas, 50 x 40 cm
3 Lena Keller Réminiscences, 2024, Duo exhibition, Galerie Bayasli Paris, Installation view
4 Lena Keller Passages, 2023, Solo exhibition, Galerie Bayasli Paris, Installation view



Az autoritratti Alfabetici(▼Scroll down for English version)Laura VialeC come carbone.to carbone.to. carbone.to è il nom...
27/07/2026

Az autoritratti Alfabetici
(▼Scroll down for English version)
Laura Viale
C come carbone.to

carbone.to. carbone.to è il nome della galleria che Guido Carbone aprì in via dei Mille a Torino alla fine degli anni ‘90. Guido era prima di tutto il mio compagno, ma questa è un’altra storia…
Collaboravamo anche professionalmente. E qui racconto della galleria e del gallerista.
«In questi anni Guido stesso affronta una significativa trasformazione: da gallerista tende a trasformarsi in “producer”. Con
l’artista che lo incuriosisce, sempre che vi siano una stima intellettuale e una complicità, Carbone instaura un dialogo serratissimo che spesso porta a cambiare le carte in tavola, se non a modificare radicalmente i piani.» (Questo ritratto, preciso, è di Luca Beatrice).
In effetti questo approccio Guido lo aveva un po’ con tutti e tutto, direi pure con sé stesso. Credo sia soprattutto per questo che con gli artisti con cui lavorava, ma anche con collezionisti e curatori, si creavano spesso delle vere e proprie amicizie, con tutto ciò che ne poteva conseguire.
Con i compagni di viaggio di quel periodo eravamo in famiglia. Sono nati legami importanti per me, tra gli altri con Maurizio Vetrugno, Mario Consiglio, Francesco Lauretta, Bob & Roberta Smith e Jessica Voorsanger... Solo per citarne alcuni.
Ed eccoli tutti, gli artisti che hanno esposto in solo in via dei Mille. In ordine di apparizione in galleria sono Mario Consiglio, Laura Viale, Franco Scognamiglio, Ferdi Giardini, Sergio Bonino, Pierluigi Pusole, Corrado Levi, Stefano Pisano, Tim Hemington, Francesco Sena, Francesco Lauretta, Elisa Sighicelli, Bob & Roberta Smith, Maurizio Vetrugno, Jane Mulfinger, Maria Bruno, Cristiano Berti, Bertinetti & C., Roberto Coromina, Enrique Marty, Alexandra Ranner, Filippo di Sambuy, Jessica Voorsanger, Davide Cantoni, Ronald Victor Kastelic, Bruno Zanichelli, Pierluigi Calignano, Elizabeth Aro.
Tutti insieme abbiamo lavorato assai e ci siamo divertiti davvero molto.
Le parole di Luca Beatrice provengono dal libro Questo mondo è fantastico: vent'anni con Guido Carbone (Electa, Milano, 2008), dove ci sono anche i testi di Maurizio Vetrugno, Guido Costa, Francesca Pasini, Massimo Sterpi ed Eugenio Borroni.

(English version)
Laura Viale
C come carbone.to

carbone.to. carbone.to is the name of the gallery Guido Carbone opened on Via dei Mille in Turin in the late 1990s.
Guido was, first and foremost, my partner—but that is another story...
We also collaborated professionally. Here, I tell the story of the gallery and the gallerist. "During those years, Guido himself underwent a significant transformation: he tended to shift from gallerist to 'producer.' With artists who intrigued him—provided there was mutual intellectual respect and a sense of
complicity—Carbone would strike up an intense dialogue that often led to changing the rules of the game, or even radically altering plans." (I should note that this portrait comes from Luca Beatrice).
In fact, Guido took this approach with almost everyone and everything—even with himself, I would say. I believe this is precisely why genuine friendships often formed with the artists he worked with, as well as with collectors and curators—along with everything that such friendships entailed.
We were like family with the fellow travelers of that era. Important bonds were forged for me—among others, with Maurizio Vetrugno, Mario Consiglio, Francesco Lauretta, Bob & Roberta Smith, and Jessica Voorsanger... to name just a few.
And here they all are: the artists who held solo exhibitions on Via dei Mille. In order of their appearance at the gallery, they are: Mario Consiglio, Laura Viale,
Franco Scognamiglio, Ferdi Giardini, Sergio Bonino, Pierluigi Pusole, Corrado Levi, Stefano Pisano, Tim Hemington, Francesco Sena, Francesco Lauretta, Elisa Sighicelli, Bob & Roberta Smith, Maurizio Vetrugno, Jane Mulfinger, Maria Bruno, Cristiano Berti, Bertinetti & C., Roberto Coromina, Enrique Marty, Alexandra Ranner,Filippo di Sambuy, Jessica Voorsanger, Davide Cantoni, Ronald Victor Kastelic, Bruno Zanichelli, Pierluigi Calignano, and Elizabeth Aro.
We all worked hard together and had a truly wonderful time.

Luca Beatrice's words are taken from the book *Questo mondo è fantastico: vent'anni con Guido Carbone* (Electa, Milan, 2008), which also includes texts by Maurizio Vetrugno, Guido Costa, Francesca Pasini, Massimo Sterpi, and Eugenio Borroni.

Az Autoritratti Alafbetici(▼scroll down for English version)Beatrice PediconiC come Carta / PaperCarta. La carta svolge ...
25/07/2026

Az Autoritratti Alafbetici
(▼scroll down for English version)

Beatrice Pediconi
C come Carta / Paper

Carta. La carta svolge diversi ruoli distinti nel mio processo creativo sperimentale basato sull'acqua: funge da ancoraggio fisico e concettuale per esplorare la transitorietà, la memoria e i confini sfumati tra fotografia e pittura.
Nelle mie prime astrazioni liquide, il lavoro rifletteva fortemente la pratica tradizionale del *suminagashi* (la tecnica giapponese di marmorizzazione della carta), creando composizioni effimere e in movimento attraverso l'immersione di inchiostro, vernice e materiali organici in vasche d'acqua.
Nei cicli di opere più recenti, immergo le fotografie Polaroid in bagni d'acqua calda per separare i filamenti diafani e fragili dell'emulsione fotografica dai loro supporti originali. Successivamente manipolo nell'acqua queste pellicole d'immagine fluttuanti ed eteree, trasferendole direttamente su carta pesante per acquerello. Una volta sulla carta, questi frammenti annullano la distinzione tra fotografia e disegno materico.
Sul piano concettuale, la carta rafforza la ricerca che Pediconi porta avanti da sempre sui temi della vulnerabilità, del trauma e del decadimento. Poiché assorbe l'acqua, si deforma e trattiene le texture, la carta rispecchia fisicamente la natura delicata e mutevole della memoria umana.

(English version)

Beatrice Pediconi
C come Carta / Paper

Paper. Paper plays several distinct roles across my experimental, water-based creative process:
Paper act as a physical and conceptual anchor to explore transience, memory, and the blurring lines between photography and painting.
In my earlier liquid abstractions, the work heavily mirrored the traditional practice of suminagashi (Japanese paper marbling) creating ephemeral, moving compositions by dropping ink, paint, and organic materials into tanks of water.
In the most recent recent bodies of work I submerges Polaroid photographs into hot water baths to separate the diaphanous, fragile filaments of photographic emulsion from their original backings. Then I manipulates these floating, ghostly skins of imagery in water and transfers them directly onto heavy watercolor paper. On the paper, these fragments collapse the boundary between a photograph and a physical drawing.
Conceptually, paper reinforces Pediconi's career-long investigation into vulnerability, trauma, and decay. Because paper absorbs water, warps, and holds textures, it physically mirrors the delicate and changing state of human memory.

Az Autoritratti Alafbetici(▼scorri vero il basso per la versione Italiana)Rebecca OlsenC is for collage Collage. About 1...
25/07/2026

Az Autoritratti Alafbetici
(▼scorri vero il basso per la versione Italiana)

Rebecca Olsen
C is for collage

Collage. About 15 years ago I found some old “Tempo” magazines from the 1950s and was entranced by texture of paper, the images once “news” now either history or forgotten, a living memorial to how much has changed for the quotidian life. I didn’t continue with the work but kept them and 15 years later while cleaning the studio, I found them and numerous fragments I had collected ended up in a work of grid paintings. While working on that series, I had a studio visit by a gallerist who saw them, and proceeded to give me a history of collage and explained why I shouldn’t be doing collage, my reaction was this work titled “good girl.” 150x150 cm collage. I don’t love to be told what to do.

(Versione Italiana)

Rebecca Olsen
C come collage

Collage. Circa quindici anni fa ho trovato alcune vecchie copie della rivista "Tempo" risalenti agli anni Cinquanta; ne sono rimasta affascinata: la consistenza della carta, le immagini – un tempo "notizie" e ora diventate storia o dimenticate – costituivano una testimonianza viva di quanto fosse cambiata la vita quotidiana. Non ho proseguito subito quel lavoro, ma ho conservato le riviste; ritrovandole quindici anni dopo, durante il riordino dello studio, ho utilizzato i numerosi frammenti che avevo raccolto per realizzare una serie di opere basate su una struttura a griglia. Mentre lavoravo a quella serie, ho ricevuto la visita di un gallerista che, dopo averle viste, si è lanciato in una lezione sulla storia del collage spiegandomi perché non avrei dovuto praticarlo; la mia reazione è stata quest'opera intitolata "Good Girl" (Brava ragazza), un collage di 150x150 cm. Non amo che mi si dica cosa fare.

Az Autoritratti Alfabetici(▼scroll down for English version)Concetta ModicaC come Corridoio / CorridorCorridoio. Le case...
20/07/2026

Az Autoritratti Alfabetici
(▼scroll down for English version)

Concetta Modica

C come Corridoio / Corridor
Corridoio. Le case avevano corridoi infiniti, angoli che distraevano dalla traiettoria. Un labirinto di ingressi, soggiorni e tinelli. Camere, stanzini, ripostigli. Prima porta o seconda, dritto poi a sinistra. E ritorni all’inizio. Porte a vetri, di legno bianco o marrone, con maniglie in ottone, paletti. Chiuse. Aperte. Ripetute. Intercambiabili. Essenziali alla sopravvivenza. Porte capovolte nel buio, dotate di interruttori nascosti.

(English version)

Concetta Modica

C come Corridoio / Corridor

Corridor.Houses had endless corridors, corners that pulled the eye off its course. A labyrinth of entrances, living rooms, dining alcoves. Bedrooms, closets, storage rooms. First door or second, straight then left. Back to the beginning. Glass doors, white or brown wood, with brass handles, bolts. Closed. Open. Repeated. Interchangeable. Essential to survival. Doors turned upside down in the dark, fitted with hidden switches.

Indirizzo

Trento

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