10/04/2024
Martedì16 aprile alle ore 20.30 proiezione film 🎬
Ci sarà anche la possibilità di cenare alle 19.30 🥂🥂🍷🍷🍝🥗
È gradita la prenotazione al numero 331 284 4390
"ANIMALI SELVATICI (R. M. N)"
di Cristian Mungiu, Romania 2022, durata 125 min.
Cristian Mungiu è uno degli esponenti più in vista delle 'nuova onda rumena'; non è un regista molto prolifico dal momento che ogni suo progetto è curato e meditato con cura quasi maniacale. I suoi film sono capaci di raccontare sottilmente e attraverso storie più o meno ordinarie i paradossi e le storture della società rumena e le sovrastrutture che la (dis)ordinano. Come anche in questo film, del resto, ma qui l'afflato (come dichiarato esplicitamente nelle note di regia) si fa più universale e lo sguardo sembra alzarsi sull'Europa intera almeno, in un rimando di specchi con il piccolo paese rumeno al centro della vicenda.
R.M.N. del sottotitolo sta per risonanza magnetica nucleare, ed è proprio questo che sembra fare il regista rispetto a una società nel suo confronto con lo straniero, con l'immigrato, operando quasi una radiografia sia della testa, del pensiero, che della pancia, dell'aspetto propriamente istintuale, arrivando a scandagliare l'inconscio e le paure primordiali, laddove la paura dello straniero, che ha lentamente sostituito quella dei lupi e degli orsi, domina su ogni ragione e ogni minimo cambiamento prefigura immani catastrofi. Il movimento che si ha nel piccolo paese di fantasia, dove dominano ignoranza, chiusura mentale e intolleranza, è esplicitamente una metafora dei tempi che corrono: i percorsi divergenti dei protagonisti, la frammentazione discorsiva e la stessa frammentazione del montaggio diventano la forma stessa dell'irresolutezza strutturale propria di una società intera. Un sistema di scomposizione che ritrova la propria unità e il proprio senso nel piano sequenza di 13 minuti del prefinale, dove in un'assemblea cittadina tutti i personaggi sono in campo e la camera da presa gioca con la messa a fuoco a sezionare i vari piani del quadro:tutti i punti di vista, le argomentazioni, gli umori, le ripicche si accumulano e si sovrappongono senza soluzione di continuità. Raramente si è visto rappresentare con tanta maestria e con un'immagine così dilalettica la dispersione del discorso e della percezione politica propria del contemporaneo nel cinema di oggi.