08/09/2024
ONE NIGHT IN HACKNEY
Aveva chiuso le pagine.
Linkow aveva guardato da sopra Hauftlinger strasse, e succhiato
una delle dita di Lena. Poi s'era piegato alla scrivania, come faceva
lui quando era troppo stanco.
Aveva messo la testa fra le mani, lasciando la luce dell'abat-jour
scheggiargli i pensieri. Un infinito di Pashken gli aveva attraversato
le pupille e s'era conficcato appena dietro il bulbo oculare, nella zona
che chiamano globo pallido.
Troppe cose schiamazzavano l'una contro l'altra, e il pasticcio
che si chiamava: "organizzazione dei propri giorni" andava
ingarbugliandosi progressivamente.
Mise un solco fra sé e la comprensione, poi prese a fottersene
delle panacee. Aveva indubbiamente bisogno di stare male,
perché solo nelle situazioni estreme ritrovava una linea da
seguire, precisa, ben stagliata, disegnata con cura e dai colori
vivaci.