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RicreArti RicreArti รจ uno spazio di scrittura e attenzione. Eccomi. Arrivo qui con una laurea in psicologia, una lunga passione per la scrittura.

Accompagno le persone per le "stanze interiori" che io stessa ho frequentato attraverso la scrittura come pratica di ascolto, cura e trasformazione. Da sempre mi accompagna una domanda semplice e profonda:
che cosa succede alle emozioni quando non trovano parola? Per me, la scrittura non รจ tecnica nรฉ performance, ma ascolto. Uno spazio lento, rispettoso e non giudicante, dove le emozioni trattenute possono finalmente prendere forma attraverso le parole. Mi piace pensare a me stessa come ad una "facilitatrice narrativa". Quindi, i percorsi proposti non sono psicoterapia, ma accompagnamenti narrativi e di consapevolezza emotiva, pensati per chi sente il bisogno di fermarsi, riconoscersi e dare voce a ciรฒ che รจ rimasto in sospeso. Credo nella forza della parola quando รจ abitata, sincera, necessaria. E nel valore di uno spazio che accolga, senza spiegare troppo.

10/07/2026
In questi giorni...Sto spostando cose, pulendo, sistemando materiali.Ma soprattutto sto ascoltando quello che questo luo...
16/04/2026

In questi giorni...

Sto spostando cose, pulendo, sistemando materiali.
Ma soprattutto sto ascoltando quello che questo luogo vuole diventare.

Non รจ perfetto.
Non รจ finito.
Ma รจ vivo.

Domenica 19 aprile, dalle 15:00 alle 17:00, questo spazio apre per il primo incontro.

Sarร  un tempo semplice:
presenza, scrittura, attraversamento.
Non serve saper fare nulla.
Solo arrivare cosรฌ come si รจ.

Anche se saremo in poche, si terrร  comunque.

Perchรฉ alcuni inizi sono piccoli, ma veri.

Se senti che questo puรฒ essere un luogo anche per te, puoi esserci



per sรฉ

e ora

11/04/2026

๐ƒ๐จ๐ฉ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐๐ข ๐๐š๐ฌ๐ช๐ฎ๐š, ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ ๐๐ข ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š ๐œ๐จ๐ง๐œ๐ซ๐ž๐ญ๐š๐ŸŒฟ

โœ…Il primo incontro si terrร 
๐™™๐™ค๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ž๐™˜๐™– 19 ๐™–๐™ฅ๐™ง๐™ž๐™ก๐™š ๐™™๐™–๐™ก๐™ก๐™š ๐™ค๐™ง๐™š 15:00 ๐™–๐™ก๐™ก๐™š 17:00.

โœ๐Ÿผ รˆ un tempo ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’๐’Š๐’„๐’†
di presenza, scrittura e attraversamento. Non serve alcuna preparazione, solo disponibilitร  a ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘›๐‘ ๐‘–๐‘’๐‘š๐‘’.

Lโ€™incontro si apre con:
โ€ข un momento di accoglienza e ristoro
โ€ข prosegue con una fase di scrittura libera
โ€ข piccoli passaggi di rielaborazione personale
โ€ข condivisione facoltativa
โ€ข si conclude con un gesto simbolico di chiusura๐Ÿ•ฏ๏ธ

Se desideri partecipare, puoi scrivermi per informazioni e confermare la presenza๐Ÿ’ฌ

๐Ÿ“Œ Lโ€™incontro ha natura esperienziale e non sostituisce interventi di tipo medico, psicologico o terapeutico.


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04/04/2026

.................

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Attraversi il vuoto senza capire.

Unโ€™unica parola resta:
๐’‡๐’Š๐’…๐’–๐’„๐’Š๐’‚.

Troppo poco per la mente.
Sufficiente per qualcosa di piรน profondo.

Piano piano...

Il silenzio diventa ascolto.
Gli occhi chiusi iniziano a vedere.

Lโ€™instabilitร  รจ una nuova base.
La disperazione muta in quiete.

Le mani, che trattenevano, si aprono. Vuote. E, morbide.

Il superfluo svanisce.

Nel minimo, nuova ricchezza:
contatto vero
valori
presenza.

La consapevolezza del contrario: le proprie ombre, dentro.

E poi, affiora un fondamento:
lโ€™essere pari.
Non sopra, non sotto.
Ma uguale.
Una conquista silenziosa, stabilizzante.

E proprio lรฌ, quando inizi a sentirti in equilibrioโ€ฆ
la vita ti chiede di lasciare ancora. Di aprire di nuovo la mano. Senza la tua volontร .

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E raro.

Invisibile agli occhi.
Incomprensibile per chi lo vive.
Dentro un incubo senza fine.
Malattia senza cura.

Eppure, in quella via, ci sono stati sostegni.
Piccoli. Silenziosi. Decisivi.

Ho varcato quella soglia.
Nuda, sรฌ.
Ma viva.

E sorrido. Al miracolo.
Al coraggio che non credevo di avere.

Riapro i sensi.
Prima dentro, poi fuori.
E, lentamente, in mezzo.

E quel โ€œnienteโ€... รจ pieno.

Il mio raccolto.
Un mondo accanto.

Veli cadono, mentre mi avvicino a ciรฒ che sono.

Stavo costruendo,
mentre distruggevo.

Un filo non si รจ mai spezzato:
un cerchio di anime, famiglia, che
โ€” pur attraversando fratture โ€”
รจ rimasto unito.
Senza nascondersi, esposti.
Tra fragilitร  e cadute.

Anime libere di appartenersi.
Unite da un solo intento:
amore vero, senza catene.
Separate, da leggi umane.
Ma, luce e forza, insieme.

E sorrido.

Della sciocchezza umana
di voler controllare il flusso,
di voler sapere tutto,
di cercare definizioni e confini.

Sciocco.

Come voler trattenere il mare tra le pareti di vetro di un acquario.

Quando il mareโ€ฆ
รจ ciรฒ che siamo.

๐‘ฐ๐’ ๐’„๐’๐’“๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’๐’๐’ ๐’†ฬ€ ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’“๐’† ๐’‡๐’‚๐’“๐’†.๐‘จ ๐’—๐’๐’๐’•๐’† ๐’†ฬ€ ๐’‘๐’†๐’“๐’…๐’†๐’“๐’”๐’Š.๐‘ฌ ๐’“๐’†๐’”๐’•๐’‚๐’“๐’†.Identifichiamo, per abitudine incrostata, la parola coraggi...
03/04/2026

๐‘ฐ๐’ ๐’„๐’๐’“๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’๐’๐’ ๐’†ฬ€ ๐’”๐’†๐’Ž๐’‘๐’“๐’† ๐’‡๐’‚๐’“๐’†.
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๐‘ฌ ๐’“๐’†๐’”๐’•๐’‚๐’“๐’†.

Identifichiamo, per abitudine incrostata, la parola coraggio con il fare. Solo attraverso lโ€™azione un pensiero, un sentire possono trasformarsi in qualcosa di reale, umano, visibile.

Gli occhi guardano fuori.
Le orecchie ascoltano intorno.
Le mani toccano.

Il corpo รจ educato a percepire il mondo verso lโ€™esterno.

Serve coraggio per agire nel mondo, un coraggio riconosciuto.

Eppure, il sentire non ha unโ€™unica via.

Ma anche una invisibile, non conforme, nรฉ riconoscibile nelle forme esteriori.

La vita mi ha portata in una direzione contraria. Quasi aliena.

Ho dovuto attraversare quella soglia, la porta della contrarietร , per arrivare ad una integrazione.

Sfiorando, sรฌ, anche il limite.

Al di qua della soglia, dove tutto sembrava giustoโ€ฆmi sentivo fuori posto.

Vivevo in una copia mal riuscita delle vite degli altri.

E portavo con me una sola parola: ๐‘ด๐’‚๐’๐’„๐’‚๐’๐’›๐’‚.

Mancanza di coraggio.
Mancanza di azione.
Mancanza di identitร .
Mancanza di me.

Una clandestina dalle molteplici maschere per non soccombere.

Ora, posso vedere.

Il coraggio cโ€™era.
Un ๐’„๐’๐’“๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’‚๐’ ๐’„๐’๐’๐’•๐’“๐’‚๐’“๐’Š๐’.

Che non andava verso il mondo. Ma, verso il centro. Per tornare a casa, dentro.

Fuori tutto continua โ€” gli stessi ritmi, le stesse richieste โ€” e, qualcosa dentro ti chiama altrove.

E quel richiamo distrugge tutto.
Non solo lโ€™immagine di te.
Attraversa anche gli affetti.

Non per scelta lucida, ma per una forza interiore che spinge per la sopravvivenza contro ogni tentativo di restare ferma.

รˆ un passaggio duro.

La vita taglia, come un macete.
Legami, certezze, abitudini.
Ti spoglia. Scava. Ti svuota.

Ti porta oltre la soglia della sicurezza. Dove non cโ€™รจ niente.
Nessuna definizione.
Nessuna direzione.

Solo instabilitร .

La mente trema, non trova appigli.
Tutto ciรฒ che funzionava smette di avere senso.
Fuori sembra immobilitร , stasi, vuoto.
Dentro, invece, รจ un movimento profondo.

Ma tu non lo sai.

Rimani.

" ๐‘ฐ๐’ ๐’“๐’†๐’”๐’•๐’ ๐’…๐’๐’Ž๐’‚๐’๐’Š..."

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01/04/2026

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Gratitudine...โœจโœจโœจ
29/03/2026

Gratitudine...โœจโœจโœจ



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26/03/2026

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รˆ stato un ๐’•๐’๐’“๐’Ž๐’†๐’๐’•๐’ lungo.
Fatto di tentativi, di relazioni, di ruoli in cui cercavo di restare.
Di modi, anche belli, per sentirmi al sicuro.

Poi, piano, ๐’’๐’–๐’‚๐’๐’„๐’๐’”๐’‚ ๐’‰๐’‚ ๐’Š๐’๐’Š๐’›๐’Š๐’‚๐’•๐’ ๐’‚ ๐’•๐’๐’ˆ๐’๐’Š๐’†๐’“๐’”๐’Š.
Strato dopo strato.

Senza piรน appigli chiari.
Senza piรน unโ€™identitร  precisa a cui aggrapparmi.

E proprio lรฌ, in quel โ€œ๐’‡๐’“๐’‚๐’•๐’•๐’†๐’Ž๐’‘๐’โ€ pieno di domande, รจ successo qualcosa di semplice.

Qualcuno mi si รจ seduto accanto e mi ha detto:
โ€œ๐‘ช๐’๐’ ๐’•๐’† ๐’Ž๐’Š ๐’”๐’†๐’๐’•๐’ ๐’‚๐’ ๐’”๐’Š๐’„๐’–๐’“๐’.โ€

Non รจ stata una risposta cercata.
Non รจ arrivata da un ragionamento.

รˆ arrivata da uno spazio.

E da allora quella frase continua a muoversi dentro di me, come cerchi nellโ€™acqua.

โ„ฑ๐“ธ๐“‡๐“ผโ„ฏ ๐’ถ๐“ถ๐’ถ๐“ปโ„ฏ ๐“ƒ๐“ธ๐“ƒ โ„ฏฬ€ ๐“†๐“พ๐’ถ๐“ต๐’ธ๐“ธ๐“ˆ๐“ช ๐“ญ๐’ถ ๐’น๐“ฒ๐“‚๐“ธ๐“ˆ๐“ฝ๐“‡๐“ช๐“‡๐“ฎ.
โ„ฑ๐“ธ๐“‡๐“ผโ„ฏ โ„ฏฬ€ ๐“†๐“พ๐’ถ๐“ต๐’ธ๐“ธ๐“ˆ๐“ช ๐“ฌ๐’ฝ๐“ฎ ๐“ช๐’ธ๐“ฌ๐’ถ๐“ญโ„ฏ ๐“†๐“พ๐’ถ๐“ท๐’น๐“ธ ๐“ผ๐“‚๐“ฎ๐“‰๐“ฝ๐’พ๐“ช๐“‚๐“ธ ๐“ญ๐’พ โ„ฏ๐“ผ๐“ˆ๐“ฎ๐“‡๐“ฎ ๐“บ๐“Š๐“ช๐“๐“ฌ๐“Š๐“ทโ„ด.

Sto imparando a restare lรฌ.
In quello spazio senza ruolo.

E a fidarmi di ciรฒ che nasce.



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