04/04/2026
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๐ ๐ฉ๐จ๐ข, ๐ฉ๐ข๐๐ง๐จ ๐ฉ๐ข๐๐ง๐จ, ๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐๐จ๐ฌ๐ ๐๐๐ฆ๐๐ข๐.
Attraversi il vuoto senza capire.
Unโunica parola resta:
๐๐๐
๐๐๐๐.
Troppo poco per la mente.
Sufficiente per qualcosa di piรน profondo.
Piano piano...
Il silenzio diventa ascolto.
Gli occhi chiusi iniziano a vedere.
Lโinstabilitร รจ una nuova base.
La disperazione muta in quiete.
Le mani, che trattenevano, si aprono. Vuote. E, morbide.
Il superfluo svanisce.
Nel minimo, nuova ricchezza:
contatto vero
valori
presenza.
La consapevolezza del contrario: le proprie ombre, dentro.
E poi, affiora un fondamento:
lโessere pari.
Non sopra, non sotto.
Ma uguale.
Una conquista silenziosa, stabilizzante.
E proprio lรฌ, quando inizi a sentirti in equilibrioโฆ
la vita ti chiede di lasciare ancora. Di aprire di nuovo la mano. Senza la tua volontร .
๐ผ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐๐ ๐ฬ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ก๐๐๐๐๐๐๐๐.
E raro.
Invisibile agli occhi.
Incomprensibile per chi lo vive.
Dentro un incubo senza fine.
Malattia senza cura.
Eppure, in quella via, ci sono stati sostegni.
Piccoli. Silenziosi. Decisivi.
Ho varcato quella soglia.
Nuda, sรฌ.
Ma viva.
E sorrido. Al miracolo.
Al coraggio che non credevo di avere.
Riapro i sensi.
Prima dentro, poi fuori.
E, lentamente, in mezzo.
E quel โnienteโ... รจ pieno.
Il mio raccolto.
Un mondo accanto.
Veli cadono, mentre mi avvicino a ciรฒ che sono.
Stavo costruendo,
mentre distruggevo.
Un filo non si รจ mai spezzato:
un cerchio di anime, famiglia, che
โ pur attraversando fratture โ
รจ rimasto unito.
Senza nascondersi, esposti.
Tra fragilitร e cadute.
Anime libere di appartenersi.
Unite da un solo intento:
amore vero, senza catene.
Separate, da leggi umane.
Ma, luce e forza, insieme.
E sorrido.
Della sciocchezza umana
di voler controllare il flusso,
di voler sapere tutto,
di cercare definizioni e confini.
Sciocco.
Come voler trattenere il mare tra le pareti di vetro di un acquario.
Quando il mareโฆ
รจ ciรฒ che siamo.