24/10/2014
L'arte di Sun Moqing - 孙墨青 Il concetto di “vuoto” è stato sempre una nozione essenziale per comprendere la pittura tradizionale cinese. È una nozione importante anche per comprendere l’arte di Sun Moqing. Il vuoto semplicemente rappresenta l’ignoto, l’essere (anche se il concetto di “essere” appartiene tipicamente alla metafisica occidentale). Come conseguenza le dimensioni spazio-temporali della rappresentazione non possono essere chiaramente definite nella misura in cui l’arte, e dunque le sue proprie rappresentazioni, hanno a che vedere con l’ignoto. Tuttavia l’ignoto di Sun Moqing non è semplicemente l’inconscio freudiano. L’ignoto è il regno magico e indistinto degli archetipi della tradizione cinese rivisitati alla luce di un modello di personalità coerente con il tempo in cui Sun Moqing è nato e in cui vive. L’ignoto sono gli archetipi dell’inconscio collettivo della cultura e della storia cinesi come vivono nelle diverse rappresentazioni durante i secoli trascorsi. Questo è esattamente quel movimento tra locale e globale, tra passato e presente, che caratterizza l’arte di Sun Moqing. Questo è il motivo per cui Sun Moqing è così interessato nei miti e nelle loro rappresentazioni. Dunque la natura è soltanto apparentemente il principale soggetto dell’arte di Sun Moqing. Infatti i paesaggi che Sun Moqing dipinge con la sua pittura ad inchiostro incarnano il regno interiore che vorrebbe raggiungere. Le montagne, gli alberi, le nuvole rispecchiano semplicemente la sua anima. Sono tutti simboli di una natura personalizzata e umanizzata, esattamente come avviene nella pittura tradizionale cinese. Tuttavia la contemporaneità non ci permette di prenderci cura dell’ignoto, di “ciò che è oltre”. Oggi gli esseri umani sono sommersi da una quantità imponente di dati, informazioni, conoscenza, provenienti dalle sorgenti più eterogenee, così da non avere la quiete sufficiente per guardare dentro se stessi. Il digitale è la migliore espressione di quell’artificiale che ha progressivamente sostituito la natura nelle nostre vite. Tuttavia è una prigione attraverso la quale Sun Moqing è riuscito a installare una finestra, seppur minuscola, che gli permette di ritrovare lo stato naturale dell’umanità. Quelle forme geometriche che tipicamente sovraimpone ai suoi paesaggi mostrano come l’artificiale sia la sola via per guardare al naturale, a quella natura che ultimamente governa il Dao e dunque le esistenze umane. I paesaggi che l’arte di Sun Moqing dipinge rappresentano quell’esperienza metafisica nella quale torniamo ad essere “uno” con la realtà che ci circonda: qui qualsiasi distinzione tra personale e pubblico, naturale e artificiale, soggetto e oggetto, scompare, così come accade quando gli esseri umani sono ancora neonati. Da questo punto di vista le opere di Sun Moqing non sono un oggetto artistico. Sono piuttosto il processo, il cammino, il dharma buddhista, attraverso il quale ritorniamo allo stato naturale della nostra infanzia, a quello stato a-duale che caratterizza la maggior parte della spiritualità cinese.