Space Mater

Space Mater La Galleria Space Mater di Todi propone una piattaforma web che intende promuovere un’accurata selezione di artisti umbri e giovani emergenti del territorio.

Una “vetrina” pensata e voluta come luogo di sinergia delle idee.

Inaugurazione della mostra fotografica di Manuele GerominiMercoledì 8 Dicembre ore 17:17Galleria d’Arte Unonell’unico  V...
03/12/2021

Inaugurazione della mostra fotografica di Manuele Geromini

Mercoledì 8 Dicembre ore 17:17

Galleria d’Arte Unonell’unico
Via del Mercato Vecchio, 16 - Todi

Chiara MonteneroAssembramenti 2, 2021, 50×50 cm, tecnica mista.Chiara Montenero, poetessa, giornalista e artista, suggel...
27/09/2021

Chiara Montenero

Assembramenti 2,
2021, 50×50 cm,
tecnica mista.
Chiara Montenero, poetessa, giornalista e artista, suggella le sue professioni nel nome del segno che da grafico trova sulla tela la sua tridimensionalità. Infatti, sia che si tratti di sovrapposizione di rapidi tocchi di pennello, sia dell’intreccio di strisce di carta e gesso in rilievo che si estendono, si incrociano o tornano su se stesse, l’artista ottiene un continuo gioco di pieni e vuoti. Nel secondo caso, al contempo, la superficie della tela accogliendo la luce restituisce anche la sua versione grafica. Un continuo dialogo visivo tra dentro e fuori si riflette sulla vera essenza del segno alla base di ogni scrittura: la comunicazione, lo scambio. Legami e distanze esistenziali del sé e tra sé e il mondo, l’altro.
Chiara Montenero is a poet, journalist and artist. She brings together its professions by using graphic signs which often become three-dimensional. In fact, her artworks show games of solids and voids both in his paintings where she overlaps touches of color and in her canvas where she places strips of paper and plaster in relief that extend, cross or come back to themselves. In this case, at the same time, the surface manages to return its graphic version welcoming the light. In the name of sign Montenere’s works represent visual inside out dialogues. Any type of writing guarantees the exchange that outlines existential links or distances of the Self and between Self and the world.

Testi Arianna Bettarelli

Elena CorradiMesurer le monde (Misurare il mondo), 2020-in corso, 21×29,7 cmL’atto di misurare è una necessità innata a ...
14/08/2021

Elena Corradi

Mesurer le monde (Misurare il mondo), 2020-in corso, 21×29,7 cm

L’atto di misurare è una necessità innata a tutti gli esseri viventi poiché segue l’emergenza dell’orientamento, dello stabilire il limite e l’oltre. La misura che si codifica nel numero matematico, trova antecedente primo nel corpo: originario metro di calcolo dell’estensione e della profondità. Tale è il passaggio proposto dall’artista emergente Elena Corradi, forte delle sue esperienze di studio in campo antropologico ma anche di concreto spostamento geografico. La potente attualità del tema, sopratutto ai nostri giorni, affianca alla “misura” l’ampio concetto di “mondo”, termine ombrello per tutto ciò che si considera tale. Nel caso di Corradi, vi rientra in maniera centrale il luogo della casa, spazio in cui storicamente le donne sono relegate e simbolo tanto di protezione quanto di isolamento. Il corpo dell’artista nello spazio è allora traduzione del desiderio di una sua riappropriazione che lo rinnova in universo creativo.
Measuring is a sort of innate necessity of all living beings because it is the answer to the guideline that sets the limit and the dimensions beyond it. The measure as a mathematic code finds its historic origins in body sizes that were aimed to calculate extent and depth. This passage from the body to the code is shown by the emerging artist Elena Corradi, also influenced by her anthropologic studies and travels around the world. The central and so current theme of her artistic research supports the term “measure” to that of “world”, a general notion in which each of us can put what he means by such. In Corradi, it mainly means “home”, the place where women have historically been relegated and which is the symbol of protection and isolation. So artist’s body in the space expresses the necessity of its reappropriation that transforms it in a creative universe.

Testo Arianna Bettarelli

ELENA CORRADIElena Corradi (Todi, 1995) si è formata in Francia conseguendo studi in antropologia a Parigi per poi frequ...
24/07/2021

ELENA CORRADI

Elena Corradi (Todi, 1995) si è formata in Francia conseguendo studi in antropologia a Parigi per poi frequentare l’ École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles. Nel 2021 realizza il primo cortometraggio documentario intitolato “La memoria delle mani” in cui affronta il tema della trasmissione orale e dell’emancipazione femminile nella regione Umbria, attraverso un suggestivo spaccato del lavoro tessile all’interno dell’atelier di tessitura artistica a mano “Giuditta Brozzetti” di Perugia. Vive e lavora tra Arles e Torino.
After graduating in Anthropology in Paris (France), she attends the École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles. In 2021 she makes the first documentary short film entitled “La memoria delle mani” about the oral transmission and women’s empowerment in Umbria through an evocative cross-section of textile work inside the atelier of hand weaving “Giuditta Brozzetti” of Perugia. Currently, she lives and works between Arles and Turin.
Testo Arianna Bettarelli

23/07/2021
ELENA CORRADI Mesurer le monde (Misurare il mondo), 2020-in corso14,8×21 cm.L’atto di misurare è una necessità innata a ...
29/06/2021

ELENA CORRADI
Mesurer le monde (Misurare il mondo), 2020-in corso
14,8×21 cm.

L’atto di misurare è una necessità innata a tutti gli esseri viventi poiché segue l’emergenza dell’orientamento, dello stabilire il limite e l’oltre. La misura che si codifica nel numero matematico, trova antecedente primo nel corpo: originario metro di calcolo dell’estensione e della profondità. Tale è il passaggio proposto dall’artista emergente Elena Corradi, forte delle sue esperienze di studio in campo antropologico ma anche di concreto spostamento geografico. La potente attualità del tema, sopratutto ai nostri giorni, affianca alla “misura” l’ampio concetto di “mondo”, termine ombrello per tutto ciò che si considera tale. Nel caso di Corradi, vi rientra in maniera centrale il luogo della casa, spazio in cui storicamente le donne sono relegate e simbolo tanto di protezione quanto di isolamento. Il corpo dell’artista nello spazio è allora traduzione del desiderio di una sua riappropriazione che lo rinnova in universo creativo.
Measuring is a sort of innate necessity of all living beings because it is the answer to the guideline that sets the limit and the dimensions beyond it. The measure as a mathematic code finds its historic origins in body sizes that were aimed to calculate extent and depth. This passage from the body to the code is shown by the emerging artist Elena Corradi, also influenced by her anthropologic studies and travels around the world. The central and so current theme of her artistic research supports the term “measure” to that of “world”, a general notion in which each of us can put what he means by such. In Corradi, it mainly means “home”, the place where women have historically been relegated and which is the symbol of protection and isolation. So artist’s body in the space expresses the necessity of its reappropriation that transforms it in a creative universe.

Testo Arianna Bettarelli

Carlo Rocchi Bilancini (Todi, 1973), è noto per l’utilizzo delle piscine e del color turchese da sfondo ai suoi progetti...
23/06/2021

Carlo Rocchi Bilancini (Todi, 1973), è noto per l’utilizzo delle piscine e del color turchese da sfondo ai suoi progetti fotografici. Dopo la laurea in Economia, frequenta la Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Nel 2011 pubblica la monografia “Pesci fuor d’acqua" (Skira Editore) con testi di A. Mulas, M. Bull, B. O’ Doherty e un’intervista di F. Sardella, che raccoglie scatti di personaggi famosi e comuni immersi con i propri attributi professionali nell’acqua delle piscine. Questo lavoro è stato esposto nella personale (2012) curata da Živa Kraus in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini presso lo spazio espositivo La Piscina nell’isola di San Giorgio Maggiore (Venezia) durante la XIII Biennale di Architettura, alla Galleria Acta International di Roma (a cura di Manuela de Leonardis) nel 2014 e nella personale a Doha (Qatar) per la Cultural Village Foundation Katara (2015).
Nel 2015, la personale a cura di Carol Borelli alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University espone invece la serie “Migrazioni”. Le sue foto sono apparse in libri, giornali e riviste internazionali tra cui Resa till Rom(Ica Bokförlag 2008), Il Sole 24 Ore, Io Donna-Corriere della Sera, Il Messaggero, Elle Decor e altri.
Carlo Rocchi Bilancini (Todi, 1973) is known for the use of swimming pools and turquoise color as backgrounds of his works. After graduating in economics, he attends the Fondazione Forma per la Fotografia in Milan. In 2011 he publishes the monograph “Pesci fuor d’acqua” (Skira Editore) which is composed of texts by A. Mulas, M. Bull, B. O’ Doherty and an interview of F. Sardella and it shows photo shots of famous and ordinary people immersed in swimming pool’s water with their professional attributes. This work was exhibited in the solo exhibition at the La Piscina in San Giorgio Maggiore island (Venice) during the XII Biennale of Venice curated by Živa Kraus in collaboration with the Fondazione Giorgio Cini, at the Galleria Acta International of Rome (curated by Manuela de Leonardis) in 2014 and in his solo exhibition in Doha (Quatar) for the Cultural Village Foundation Katara (2015).
In 2015, he exhibited “Migrazioni” (curated by Carol Borelli) at la Casa Italiana Zerilli-Marimò of the New York University (NY). His photos have been published in various books, newspapers and international magazines as Resa till Rom(Ica Bokförlag 2008), Il Sole 24 Ore, Io Donna-Corriere della Sera, Il Messaggero, Elle Decor and others.

Testo di Arianna Bettarelli

CARLO ROCCHI BILANCINI“Dissolvenza 6161”Edizione n°: 1 di 7 + 2 p.a. di differenti formati, 100×100 cm, Stampa lambda su...
03/06/2021

CARLO ROCCHI BILANCINI

“Dissolvenza 6161”
Edizione n°: 1 di 7 + 2 p.a. di differenti formati,
100×100 cm,
Stampa lambda su carta Fuji Crystal DPII, Stampata il 31 Maggio 2016.

Tra le serie fotografiche di Carlo Rocchi Bilancini, “Dissolvenze” è il prosieguo di una lunga narrazione che ha capo nella celebre “Pesci fuor d’acqua”. Dalla presenza di individui con volto emerso dall’acqua passando per quelli coperti da dei burka (serie “In-Chiostro”) fino alla scomparsa del corpo umano di cui si lascia memoria tramite le sue vesti galleggianti (serie “Migrazioni”), si manifesta un graduale approdo all’anicònico. Quest’ultimo, in Dissolvenze, arriva a coinvolgere anche l’indumento che, tramite il movimento dell’acqua indotto dall’artista, perde le sue forme umane per assumerne di nuove: seppur astratte, è possibile allo spettatore di riconoscere connotazioni figurative. “Sebbene difficile da accettare - afferma Bilancini - la vita è una continua evoluzione: tutto si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”
“Dissolvenze” is the most recent work by Carlo Rocchi Bilancini and represents the apex of his narrative. Started from “Pesci fuor d’acqua” where human subjects are immersed in swimming pools with their faces out of water, passing through the “In-Chiostro” series where the same subjects are hidden under the burkas and the “Migrazioni” series where humans completely disappear by leaving their clothes as a remembrance of themselves, “Dissolvenze” series seems to end the artistic process in aniconic images. Here, also clothes lose their human aspects to give life to new shapes. Bilancini says: “Life is a continuous evolution: everything is created, nothing is destroyed, everything is transformed... Even if is difficult to accept it!”

Testo di Arianna Bettarelli

ANTONELLA PADOVANITAVOLO 1, 30 x 55 cm, Acrilico su pannello Osb montato su struttura in ferro.Da lungo tempo, l’artista...
27/05/2021

ANTONELLA PADOVANI

TAVOLO 1,
30 x 55 cm,
Acrilico su pannello Osb montato su struttura in ferro.
Da lungo tempo, l’artista emergente Antonella Padovani sceglie come supporto pittorico il legno Osb. Grazie alla disposizione dei frammenti pressati in origine tramite processo industriale, la materia diviene evocativa di immagini nonché il presupposto imprescindibile dell’intervento artistico che riconosce nei suoi dettagli naturali le direttrici di linee e forme, tra figurativo e astratto, costitutive di un alfabeto segnico visivo ed emozionale. Così, mentre da un lato si ridona nuova vita ad un materiale considerato scadente, dall’altro, tramite l’intervento artistico e la creazione di elementi di design d’interno, si consegna l’arte alla dimensione del privato.
TAVOLO 1
30 x 55 cm,
Acrylic painting on Osb panel on iron structure.
For a long time the emerging artist Antonella Padovani has been working with osb wood. The arrangement of the industrially pressed fragments makes the support evocative of images. So the material of osb wood is the essential prerequisite of her artistic intervention that follows its natural details to create her images and emotional effects. In this way, on the one hand, Antonella gives new life to the osb wood, on the other - through the artistic intervention and the creation of new interior design objects - she brings art into the private dimension.

Testo di Arianna Bettarelli

ANTONELLA PADOVANIAntonella Padovani (Roma, 1967) è un’artista emergente residente a Todi (PG). Sebbene autodidatta, il ...
24/05/2021

ANTONELLA PADOVANI

Antonella Padovani (Roma, 1967) è un’artista emergente residente a Todi (PG). Sebbene autodidatta, il suo è un onnivoro istinto alla creazione che coinvolge molteplici superfici nonché tecniche e motiva in definitiva l’approdo alla creazione di oggetti di design d’interno, oggi presenti in alcune collezioni private. La varietà dei supporti comprova inoltre la volontà di soddisfare il bisogno di connessione con la materia, imprescindibile interlocutrice per la realizzazione delle sue opere. Dal 2012 è attiva in mostre personali e collettive umbre tra Terni, Perugia e Assisi. Nel 2016 espone a Venezia presso Palazzo Zenobio mentre nel 2017 è presente al PaviArt. Recentemente è stata selezionata dalla Fondazione Modigliani per il Tributo Amedeo Modigliani e attualmente espone nella mostra online “Ricercare a due” di Campo Magnetico Dynamic Art Space.
Antonella Padovani (Rome, 1976) is an emerging artist who lives in Todi (PG). Despite being self- taught, she never stopped creating by involving multiple materials, techniques and interior design objects (now preserved in some private collections). The choice of using different materials proves her need to interface herself with the matter which is the fundamental prerequisite for the realization of her works. Since 2012 she has exhibited in solo and collective exhibitions between Terni, Perugia and Assisi (Umbria). In 2016 she exhibited in Venice at Palazzo Zenobio, while in 2017 at the PaviArt. Recently she has been selected by the Modigliani Foundation for the Amedeo Modigliani Tribute 2020 and she currently exhibits in the online exhibition “Ricercare a due” of Campo Magnetico Dynamic Art Space.

ANTONELLA PADOVANI“BARATTOLO 3”2018, 20 x 33 x h 39 cm, tecnica mista su pannelli Osb. Da lungo tempo, l’artista emergen...
20/05/2021

ANTONELLA PADOVANI

“BARATTOLO 3”
2018,
20 x 33 x h 39 cm,
tecnica mista su pannelli Osb.
Da lungo tempo, l’artista emergente Antonella Padovani sceglie come supporto pittorico il legno Osb. Grazie alla disposizione dei frammenti pressati in origine tramite processo industriale, la materia diviene evocativa di immagini nonché il presupposto imprescindibile dell’intervento artistico che riconosce nei suoi dettagli naturali le direttrici di linee e forme, tra figurativo e astratto, costitutive di un alfabeto segnico visivo ed emozionale. Così, mentre da un lato si ridona nuova vita ad un materiale considerato scadente, dall’altro, tramite l’intervento artistico e la creazione di elementi di design d’interno, si consegna l’arte alla dimensione del privato.
“BARATTOLO 3”
2018,
20 x 33 x h 39 cm,
mixed technique on Osb panles.
For a long time the emerging artist Antonella Padovani has been working with osb wood. The arrangement of the industrially pressed fragments makes the support evocative of images. So the material of osb wood is the essential prerequisite of her artistic intervention that follows its natural details to create her images and emotional effects. In this way, on the one hand, Antonella gives new life to the osb wood, on the other - through the artistic intervention and the creation of new interior design objects - she brings art into the private dimension.

Testo Arianna Bettarelli

AURO E CELSO CECCOBELLIOmaggio a Jannis Kounellis, 2019, Pneumagrafia Nascar su carta fatta a mano, finestrini Fiat Pand...
11/05/2021

AURO E CELSO CECCOBELLI
Omaggio a Jannis Kounellis,
2019,
Pneumagrafia Nascar su carta fatta a mano, finestrini Fiat Panda, calamite.

Richiamando le ricerche degli anni Sessanta di Jannis Kounellis - maestro con cui i due artisti hanno avuto l’onore di collaborare - di scomposizione del linguaggio (con lettere, frecce e segnali stradali ripresi solo nel particolare) in accordo con la frammentazione del reale e indicative della dipendenza dell’uomo alla tecnica, questa pneumagrafia (termine da Auro e Celso coniato a significare “l’impronta dell’anima delle cose”) rappresenta una delle lettere da lui più utilizzate - la “J” - ed è stata realizzata con l’ausilio di uno pneumatico dipinto con grasso e olio motore esausti e amalgamati con terre colorate, infine “guidato” su carta fatta a mano. Tentativo questo di denunciare, da un lato, il faticoso governo da parte dell’uomo del rapporto fra tecnologia e natura; dall’altro di suggerire la necessità di ridar vita ai materiali di scarto.
This work is a tribute to Jannis Kounellis - with whom the two artists have had the honor to collaborate - and his work of the sixties which was about the decomposition of language (expressed by using letters, arrows and road signs) in accordance with the fragmentation of the Real that was indicative of the dependence of man to the technique. So this “pneumografia” (a term coined by Auro and Celso which means “the imprint of the soul of things”) represents one of the most used letters by Kounellis - the “J” - and it was made by “driving” a painted tire with waste grease and engine oil mixed with colored earths on handmade paper. So, on the one hand, the work is an attempt to denounce the difficulty for man to govern the relationship between technology and nature, on the other hand it suggests the need to revive waste materials.

Testo di Arianna Bettarelli

Indirizzo

Via Valle Inferiore 6
Todi
06059

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