05/07/2022
Nome: Altomare Palumbo
Professione: Life Coach
Quando scesi dall'aereo, non so se per il lungo viaggio, l'incontro con il signor Paolossimoro o per i tanti dubbi riguardo il mio nuovo lavoro sul quale mi ero buttato a pesce, mi sentii decisamente frastornato. Dovetti fare i conti con la realtà, ero partito senza un piano e ora non sapevo che pesci pigliare.
Vagai senza meta per diverse ore, alcuni angoli della città mi parevano familiari, in altri mi sentivo come smarrito, turbato.
Ero travolto da mille pensieri "Perché sono qui? Chi me l'ha fatto fare? La vita mi prende sempre a pesci in faccia".
Stavo seriamente prendendo in considerazione la possibilità di fare un passo indietro, abbandonare questa assurdità del cercastorie e tornare alla mia vecchia, banale ma comoda vita.
A un certo punto mi resi conto di essere seguito da uno strano personaggio, stava a qualche metro da me, muto come un pesce e mi fissava. Preso da un moto di coraggio mi avvicinai a lui, mi guardava con due occhi da pesce lesso e, prima che io aprissi bocca, esordì: "Buonasera, Altomare Palumbo, al suo servizio".
Rimasi sorpreso da questo approccio e risposi leggermente indispettito: "Salve signor Altomare, mi perdoni, ma non ho bisogno dei suoi servizi, a meno che lei non sia un tassista, mi lasci in pace, devo tornare all'aeroporto, grazie".
"Aspetti, non faccia il baccalà, si dia una possibilità. Non sono un tassista, ma, ne son certo, saprò esserle d'aiuto".
Pur se irritato per la sfrontatezza, cercai comunque di mantenere la calma: "Ascolti signor Palumbo, non so se questo è un pesce d'aprile, ma non mi piace tutta questa confidenza, lanci il suo amo da un'altra parte, non ho altro tempo da perdere".
"Mi creda, signor?"
"Toni, può chiamarmi Toni".
"Mi creda, signor Toni, non sto pescando nel mucchio, ho scelto di parlare con lei perché si vede lontano un miglio, lei è un pesce fuor d'acqua e io so come aiutarla".
"Potrei dire la stessa cosa di lei, ma, la prego, vada avanti".
"Può dirlo forte, sono un pesce fuor d'acqua e ne vado fiero, non sa che solo i pesci morti nuotano con la corrente? E io, glielo assicuro, sono sano come un pesce!"
"Va bene, va bene, molto divertenti tutti questi giochi di parole sui pesci, ma gliel'ho già detto, ho fretta, arrivi al s**o perché finora sta facendo il pesce grosso, ma tutto questo suo discorso non sembra né carne né pesce".
"Ha ragione signor Toni, la questione è semplice, io per primo sono stato un pesce fuor d'acqua e ora il mio lavoro consiste nell'aiutare gli altri a trovare la propria strada".
"La strada per il mare?" risposi ingenuamente.
"Ma no, e chi ci vuole tornare al mare? Ognuno ha un percorso da seguire, in parte già scritto, in parte da tracciare, io l'aiuterò ad orientarsi, in cambio le chiedo solo un po' di ospitalità".
Non so perché ma mi fidai, in effetti avevo bisogno di un compagno di viaggio e, comunque fosse andata, mi sembrava un buon personaggio da cui raccogliere una storia.
Accettai.
"Va bene, Palumbo, le do tre giorni, se non sarò soddisfatto del suo lavoro, ognuno per la sua strada, come si dice, l'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza. Adesso ho bisogno di riposare, mi aiuti a cercare un affittacamere ma prima, mi dica, perché non ha il desiderio di tornare al mare?"
"Elementare signor Toni, in acqua, quando un pesce piange, nessuno si accorge delle sue lacrime".