Scienza dello Spirito - Terlizzi

Scienza dello Spirito - Terlizzi Studioso di scienza dello spirito di Rudolf Steiner

08/04/2026

Jahvè è, in quanto reggente della Luna (attuale e anche di quella antica), il Dio della "nascita" di tutti. Jahvè è il Dio grazie al quale godiamo della coscienza egoica-riflessa (come la luna riflette la luce del sole).
Il Cristo, in quanto reggente e Spirito della Terra, è invece il Dio della "rinascita" per tutti ... perché è solo sulla Terra che si può evolvere dalla coscienza riflessa egoica (morta), a quella spirituale immaginativa (vivente).

Buona Pasqua a tutti.
05/04/2026

Buona Pasqua a tutti.

"Perciò l'uomo deve giungere a cogliere la libertà nel pensare e così salvarsi; deve cioè arrivare non soltanto a lascia...
02/03/2026

"Perciò l'uomo deve giungere a cogliere la libertà nel pensare e così salvarsi; deve cioè arrivare non soltanto a lasciar pensare il proprio cervello, ma ad afferrare il pensare in modo tale da divenire consapevole di essere un essere libero. Per questo ho attribuito grande valore al pensare puro, al pensare libero che si afferra insieme come volontà, così che si pensa ma in realtà si vuole, e volere e pensare divengono una sostanza che si coglie nella pura libertà, come ho esposto nella mia «Filosofia della libertà». Essa vuole mostrare all'uomo: tu sei libero solo quando afferri in te ciò che è immortale, attraverso cui puoi salvarti, attraverso cui puoi oltrepassare la morte dei quattro Cabiri."

L'uomo nel suo divenire. L'anima e lo Spirito del mondo. GA 205

Perciò l'uomo deve giungere a cogliere la libertà nel pensare e così salvarsi; deve cioè arrivare non soltanto a lasciar pensare il proprio cervello, ma ad afferrare il pensare in modo tale da divenire consapevole di essere un essere libero. Per questo ho attribuito grande valore al pensare puro...

Non si insiste mai abbastanza sulla necessità di accingersi a lavoro strenuo di pensiero, quando si vuole sviluppare le ...
09/02/2026

Non si insiste mai abbastanza sulla necessità di accingersi a lavoro strenuo di pensiero, quando si vuole sviluppare le proprie facoltà per le cognizioni superiori; e tanto più bisogna insistervi, in quanto che molti uomini, che aspirano a diventare «veggenti», stimano assai poco tale lavoro serio e pieno d'abnegazione del pensiero. Essi dicono sovente che il «pensare» giova a ben poco, ma che tutto sta nel «sentire» - o altre cose simili. A questo proposito è utile dire, che nessuno può diventar un «veggente» nel senso più elevato (vale a dire, un vero veggente) se non ha prima acquistato la pratica intima della vita del pensiero. A questo riguardo molte persone si lasciano guidare dall'indolenza interiore: Esse non se ne accorgono, perchè tale indolenza si traveste sotto l'aspetto di disprezzo dei «pensieri astratti» o delle «speculazioni oziose». Ma disconosce il pensiero chi lo confonde con una sequela futile di idee astratte. Mentre tali «idee astratte» potranno facilmente uccidere la conoscenza supersensibile, il pensiero vitale ed energico, invece, ne diverrà la base. Certamente sarebbe assai più comodo, se si potesse giungere alla facoltà della veggenza superiore senza lo sforzo del pensiero - e a molti infatti piacerebbe. Ma occorrono, per raggiungerla, una fermezza interna, una sicurezza dell'anima, alla quale si arriva solamente per mezzo del pensiero. Senza di questo, non si perviene che a un vacillare irrequieto, fallace di immagini, a un ludibrio ingannevole dell'anima, che potrà forse arrecare piacere a qualcheduno, ma che nulla ha da fare con la vera penetrazione nei mondi superiori.
Teosofia

Non si insiste mai abbastanza sulla necessità di accingersi a lavoro strenuo di pensiero, quando si vuole sviluppare le proprie facoltà per le cognizioni superiori; e tanto più bisogna insistervi, in quanto che molti uomini, che aspirano a diventare «veggenti», stimano assai poco tale lavoro se...

«L' "Io" vive nell'anima. Sebbene la più alta manifestazione dell'io appartenga all'anima cosciente, va tuttavia detto c...
05/02/2026

«L' "Io" vive nell'anima. Sebbene la più alta manifestazione dell'io appartenga all'anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l' io pervade tutta l'anima e, attraverso di lei, agisce sul corpo. E nell'io è vivente lo spirito. Lo spirito s'irradia nell'io e vive in esso come nel suo involucro, allo stesso modo in cui l'io vive nel corpo e nell'anima come nei suoi involucri. Lo spirito forma l'io dall'interno all'esterno; il mondo minerale lo forma dall'esterno all'interno. Alla spiritualità formatrice dell'io, e vivente quale io, daremo il nome di sé spirituale, poiché si manifesta come «io» o «Sé spirituale» dell'uomo. L'anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall'io; da esso individualizzata e assunta nell'essere autonomo dell'uomo. Per il fatto che la verità è eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l'io, e l'io stesso consegue l'eternità.
Il sé spirituale è una manifestazione del mondo dello Spirito entro l'io, come, dall'altro lato, la sensazione è una manifestazione mondo fisico entro l'io. In ciò che è rosso, verde, chiaro, scuro, duro, molle, caldo, freddo, si riconoscono le manifestazioni del mondo corporeo; in ciò che è vero e buono, le manifestazioni del mondo spirituale».
R.Steiner
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L'io vive nell'anima, sebbene la più alta manifestazione dell'io appartenga all'anima cosciente?

Soltanto nell'anima cosciente, che ha come suo supporto il corpo fisico, l'uomo ha potuto identificarsi come un soggetto, un "io".
È grazie alla coscienza rappresentativa e al pensiero riflesso durante la fase di veglia che l'io si è posto davanti al mondo come un essere separato da esso, e ha sperimentato la sua manifestazione più alta (sebbene riflessa).

L'anima dell'uomo si è venuta formando nelle ultime tre epoche culturali:
L'anima senziente si è formata durante l'epoca egizio-caldaica (2900 AC - 747 AC) , quando l'io ha lavorato e trasformato inconsciamente parte del corpo astrale, sviluppando il proprio volere.
L'anima razionale ( o "affettiva") si è formata durante l'epoca greco-romana (747 AC - 1413 DC), quando l'io ha lavorato e trasformato inconsciamente parte del corpo eterico, sviluppando il proprio sentire.
Infine l'anima cosciente che si è formata all'inizio di questa ultima epoca culturale (quella Anglosassone) a partire dal 1413 DC , quando l'io ha cominciato ad avere come suo supporto, il corpo fisico.

È solo con l'avvento dell'epoca dell'anima cosciente che l'io, sviluppando il proprio pensare, ha potuto pensarsi come un individuo (un "ego"). Mentre nelle due epoche precedenti, l'uomo era ancora legato alla natura e sapeva che lo spirito che agisce in essa, agisce pure in sé, con l'inizio dello sviluppo dell'anima cosciente, l'uomo ha tagliato il cordone ombelicale che lo legava alla natura, ed è stato capace di pensarsi come individuo, come uno spirito indipendente da quello che agisce in natura. Questo è dovuto al fatto, come abbiamo detto, che l'io ha come supporto, il corpo fisico. Nella fase di veglia dunque, quando con il corpo fisico si percepiscono gli oggetti del mondo esterno, e grazie allo sviluppo del pensiero, l'io sperimenta la sua più alta manifestazione. Non appena si distoglie l'attenzione dal mondo esterno, e ci si addormenta, l'io inizia ad essere supportato dal corpo eterico, e comincia la fase del "sogno"... poi si stacca completamente dal corpo fisico ed eterico, e con il supporto del corpo astrale, si perde completamente la coscienza dell'io, e comincia la fase del sonno profondo.

L'io che vive nell'anima senziente è dormiente (e nel volere è incosciente di sé);
nell'anima razionale-affettiva è sognante (e nel sentire è sub-cosciente di sé);
diventa cosciente di sé solo nell'anima cosciente (e nel pensiero è cosciente di sé).

L'Antroposofia infatti è una via che vuole condurre l'io che ha coscienza di sé nel pensiero, all'io che è incosciente di sé nel volere.

L'io vive nell'anima, sebbene la più alta manifestazione dell'io appartenga all'anima cosciente? Soltanto nell'anima cosciente, che ha come suo supporto il corpo fisico, l'uomo ha potuto identificarsi come un soggetto, un "io". È grazie alla coscienza rappresentativa e al pensiero riflesso durante...

02/02/2026

"Bisogna distinguere tra preghiera e meditazione. La preghiera ordinaria oggi serve principalmente a soddisfare se stessi. La vera meditazione, invece, è l'adempimento della volontà spirituale che porta in sé lo spirito del tempo. Dove si pratica tale meditazione, una forza spirituale può agire negli eventi terreni. I mondi spirituali vogliono agire negli eventi terreni oggi, ma possono farlo solo se si crea loro spazio attraverso la meditazione umana. Questo crea una sorta di recesso nel campo fisico in cui gli esseri spirituali possono entrare con i loro effetti. Anche se molto viene distrutto fisicamente, anche se esteriormente sembra che poco sia stato ottenuto, ciò che viene creato spiritualmente in questo modo rimane e conserva il suo valore per il futuro."

"Soltanto ed unicamente quando ogni io è così libero e indipendente da poter anche non amare, soltanto allora il suo amo...
28/01/2026

"Soltanto ed unicamente quando ogni io è così libero e indipendente da poter anche non amare, soltanto allora il suo amore è un dono del tutto libero".

Rudolf Steiner - L'Apocalisse

Soltanto ed unicamente quando ogni io è così libero e indipendente da poter anche non amare, soltanto allora il suo amore è un dono del tutto libero. Rudolf Steiner - L'Apocalisse.

L'Antroposofia è "La Filosofia della Libertà" ! Lo dico perché è evidente che coloro che giungono in qualche modo alle "...
25/01/2026

L'Antroposofia è "La Filosofia della Libertà" !
Lo dico perché è evidente che coloro che giungono in qualche modo alle "comunicazioni antroposofiche" di Steiner, non riescono poi a comprendere la differenza che c'è tra quelli che sono i concetti espressi da Steiner in tutte le conferenze e in tutti i libri, che derivano dalla sua coscienza iniziatica (chiamata generalmente "chiaroveggenza"), e "La Filosofia della Libertà", che non è determinata direttamente dalla coscienza iniziatica, ma da un pensare "umano", diverso da quello della abituale coscienza egoica, ma che arriva a pensare gli stessi concetti che scaturiscono dalla percezione sovrasensibile dell'iniziato.
L'Antroposofia non consiste nel memorizzare interi libri di Steiner (come chi memorizza "la triarticolazione dell'organismo sociale" e poi si mette alla testa di movimenti settari che nulla hanno a che fare con lo spirito antroposofico). L'antroposofo non è un "fedele" dei concetti di Steiner che derivano dalla sua coscienza iniziatica, che accetta come dogmi. Antroposofo è colui che ha fatto suo "La Filosofia della Libertà", che grazie ad essa riesce a sperimentare la realtà vivente del pensare (micheliana o "eterica"), e che faccia da ponte per arrivare (al di là della soglia) al vero "Essere dell'Antroposofia", la Sofia Celeste, a sperimentare oltre la realtà del vivente, cioè quella animica o "sofianica delle idee". Non esistono altri modi per essere degli scienziati dello spirito.

L'Antroposofia è "La Filosofia della Libertà" ! Lo dico perché è evidente che coloro che giungono in qualche modo alle "comunicazioni antroposofiche" di Steiner, non riescono poi a comprendere la differenza che c'è tra quelli che sono i concetti espressi da Steiner in tutte le conferenze e in t...

Consiglio a chi vuole intraprendere uno studio serio della "via del pensiero antroposofico".
23/01/2026

Consiglio a chi vuole intraprendere uno studio serio della "via del pensiero antroposofico".

PAROLE DEDICATE A CHI CONFONDE LA TRIARTICOLAZIONE SOCIALE CON “LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ”.Tratte da “Dallo Stato unico...
16/01/2026

PAROLE DEDICATE A CHI CONFONDE LA TRIARTICOLAZIONE SOCIALE CON “LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ”.

Tratte da “Dallo Stato unico all’organismo sociale triarticolato” di Rudolf Steiner - Editrice Antroposofica Milano, pagina 34-35:
“L'uomo, all'interno di una totalità sociale, è qualcosa di diverso rispetto al singolo individuo umano.
Se dal singolo individuo si esige che contribuisca in qualche modo, con una vita del pensiero concentrata, al miglioramento dell'umanità, deve essere possibile, prima, che una simile vita del pensiero concentrata si sviluppi fruttuosamente.
Questa possibilità, in fin dei conti, è data solo in una libera vita spirituale. Ulteriori considerazioni in merito si trovano nei miei "Punti essenziali della questione sociale".
Oggi, dunque, si tratta di ricercare non tanto quello che può giovare al singolo individuo, quanto piuttosto quel che va messo in opera nell'organismo sociale umano affinché l'individuo possa conseguire realmente il proprio sviluppo...Posso dire quindi che in un certo senso "I punti essenziali della questione sociale” sono il completamento della “Filosofia della libertà”.
Come “La filosofia della libertà” si chiede donde vengano le forze grazie alle quali l'individuo raggiunge la libertà, così “I punti essenziali della questione sociale” si chiedono quali debbano essere, perché l'individuo possa liberamente svilupparsi, i requisiti dell'organismo sociale”.

Questa vorrebbe essere una specie di risposta al mio articolo di ieri. Non entrerò in polemica con il diretto interessato perché è evidente che non ha proprio voglia di capire che

"i punti essenziali della questione sociale" sono il completamento de "La Filosofia della Libertà"

E che quindi, senza quest'ultima, che è il fondamento di quelle "forze grazie alle quali l'individuo raggiunge la libertà", non c'è niente da completare.

PAROLE DEDICATE A CHI CONFONDE LA TRIARTICOLAZIONE SOCIALE CON “LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ”. Tratte da “Dallo Stato unico all’organismo sociale triarticolato” di Rudolf Steiner - Editrice Antroposofica Milano, pagina 34-35: “L'uomo, all'interno di una totalità sociale, è qualcosa di d...

La triarticolazione dell'organismo sociale, come sostiene qualcuno, può essere introdotta anche adesso? No! Questo lo pu...
14/01/2026

La triarticolazione dell'organismo sociale, come sostiene qualcuno, può essere introdotta anche adesso? No! Questo lo può affermare soltanto chi non è animato dallo spirito antroposofico. È vero che Steiner, nel testo «Come si opera per la triarticolazione dell'organismo sociale» sostiene che

"Occorre togliere alla gente il vezzo di esprimersi in frasi come la seguente: «può essere tutto bello nella triarticolazione ma per introdurla occorreranno non solo decenni ma secoli»"

Ciò però, non sta a significare che la triarticolazione dell'organismo sociale può essere introdotta o addirittura imposta (alla "coscienza rappresentativa") senza che ci sia dietro l' autocoscienza umana ("immaginativa") che sappia pensarla. Nessuna forma di governo viene imposta a dire il vero, nemmeno quelle attuali, che sono sempre determinate dalla coscienza particolare di ogni popolo. Non è, per esempio, che l'Italia abbia adottato la forma di governo che ha (la democrazia) perché le è stato calato dall'alto, ma perché il livello di coscienza degli uomini che appartengono al popolo italiano, quella rappresentativa (o "morta") non può che immaginarsi (rappresentarsi) la forma (concettuale) di organizzazione statale in quell'unico modo. Come vale per l'Italia e gli italiani, vale anche per tutti gli altri popoli, anche per quelli che si lasciano governare dai monarchi, autocrati, tecnocrati, ecc.
Non si può dividere, come ho sempre sostenuto, il popolo dalla forma di governo che si è dato, perché è dalla coscienza (o "incoscienza") dei singoli uomini che scaturisce la forma di governo. Vale la stessa cosa per la triarticolazione dell'organismo sociale.
Nessuno mette in dubbio che ci sia la possibilità di introdurla adesso e non tra cento anni. Perché? Perché ogni uomo ha la possibilità, grazie all' antroposofia e a "La Filosofia della Libertà" che ne è il fondamento, di imparare a pensare in modo vivente ("coscientemente") il concetto di popolo e il come organizzarsi socialmente. Ma una cosa è la possibilità di fare una determinata cosa, altra è farla per davvero.
Non sappiamo quando sarà introdotta la triarticolazione dell'organismo sociale perché questo dipende solo da come evolve (o "involve") la coscienza degli uomini. Può essere tra dieci anni e può essere anche tra 100 anni, tant'è che sono passati già 100 anni da quando Steiner diceva queste cose, eppure non si sono fatti molti passi in avanti. Forse si è fatto un passo indietro dal punto di vista antroposofico.
La triarticolazione dell'organismo sociale non può essere imposta nemmeno se si ritiene giusta, perché senza la libertà, non esiste lo spirito (e viceversa), e senza lo spirito non esiste né il pensare, né l'autocoscienza. Soltanto quando un gran numero di uomini riuscirà a conquistarsi un pensare vivente che sappia pensarlo innanzitutto il concetto di "organismo sociale", solo allora si introdurrà la triarticolazione.
È lo stesso Steiner ad affermare che:

(Tratto dalla conferenza di Rudolf Steiner del 1922, dal titolo “Che cosa esige lo spirito nuovo”)

"Oggi le cose stanno in modo che un risanamento della vita pubblica potrà avvenire solo se un numero sufficiente di uomini riconoscerà le vere esigenze del nostro tempo, sociali, giuridiche e spirituali; di uomini che abbiano la buona volontà e la forza di trasmettere anche ad altri la comprensione necessaria in questo campo.
Ma gli ostacoli ancora esistenti per tale risanamento scompariranno nella misura in cui si diffonderà la comprensione qui caratterizzata, poiché è solo una superstizione politico-sociale il credere che questi ostacoli siano di natura obiettiva, fuori della comprensione umana. Lo affermano soltanto coloro che non riescono mai a capire quale sia il vero rapporto tra idea e pratica."

Ed è questo il problema ... manca la pratica perché manca l'idea, e manca l'idea perché manca il pensare... e manca il pensare perché manca lo spirito antroposofico (e "La Filosofia della Libertà" che lo nutre).

La triarticolazione dell'organismo sociale, come sostiene qualcuno, può essere introdotta anche adesso? No! Questo lo può affermare soltanto chi non è animato dallo spirito antroposofico. È vero che Steiner, nel testo «Come si opera per la triarticolazione dell'organismo sociale» sostiene che ...

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