Scienza dello Spirito - Terlizzi

Scienza dello Spirito - Terlizzi Studioso di scienza dello spirito di Rudolf Steiner

29/08/2026
11/08/2026

"La via del cuore passa attraverso la testa. Non fa eccezione neppure l' amore. Quando non è semplice manifestazione dell' impulso sessuale, I' amore si basa sulle rappresentazioni che ci facciamo dell' essere amato. E quanto più idealistiche sono le rappresentazioni, tanto più beatificante è l' amore. Anche qui il pensiero è padre del sentimento. Si dice: l'amore rende ciechi per le debolezze dell' essere amato. La cosa può anche venir rovesciata, e si può allora dire: l' amore apre gli occhi per i meriti dell' essere amato. Molti passano distrattamente accanto a quei meriti senza avvedersene. Uno li vede, e appunto per questo si desta l' amore nella sua anima. Che altro ha fatto, se non formarsi una rappresentazione che cento altri non hanno? Essi non hanno l' amore, perché manca loro la rappresentazione."

Rudolf Steiner da Filosofia della libertà.
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"La via del cuore passa per la testa" vuol dire che la via dei sentimenti (dell'uomo mediano) passano per la via dei pensieri (dell'uomo superiore). Ovviamente ci si sta riferendo solo all'uomo di oggi dalla coscienza rappresentativa, nel quale il pensiero è cosciente, il sentire è sub-cosciente (sognante) e il volere incosciente (dormiente).
L'uomo non è cosciente nel sentire, ma sub-cosciente o "sognante". Una cosa è il sentire puro, altra è la coscienza che si ha del sentimento. L'uomo dell'anima cosciente può farsi solo delle "opinioni", delle rappresentazioni dei sentimenti.
Quando non è semplice "brama sessuale", quando non è determinata dagli "istinti animali", dal soddisfacimento di un desiderio sensuale, l'amore si basa (è determinato) sulle rappresentazione (dai pensieri) che ci facciamo dell'essere amato. Il pensiero dunque, è padre anche del sentimento (oltre che della volontà). Il sentimento dell'amore può sorgere solo grazie alla mediazione del pensiero. Nell'epoca dell'anima cosciente, l'uomo è cosciente solo nella capacità di farsi dei pensieri o "rappresentazioni", e sono queste a fare da molle motrici nell'anima umana. Sono i pensieri (le cause o motivi) a determinare tanto i sentimenti, quanto le volizioni (gli effetti).

«quando appunto nel culminare dell’estate, da una certa costellazione cadono le meteoriti in grandiosi stormi, quando ca...
10/08/2026

«quando appunto nel culminare dell’estate, da una certa costellazione cadono le meteoriti in grandiosi stormi, quando cade sulla terra il ferro cosmico meteoritico, in esso dimora una forza risanatrice potentissima, in esso è contenuta l’arma degli dei contro Arimane, che vuole avvincere nelle sue spire di drago gli uomini luminosi. La forza che cade sulla terra coi meteoriti, col ferro meteoritico, è forza cosmica con cui gli esseri spirituali superiori cercano di vincere le potenze arimaniche, quando avanza l’autunno. Quello che così si svolge nello spazio con grandezza maestosa fuori nell’universo, quando in agosto gli stormi delle stelle cadenti piovono rilucenti in mezzo alle irradiazioni degli uomini nella luce astrale, quello che in modo tanto grandioso si svolge nello spazio ha la sua tenue controimmagine (in apparenza piccola, ma solo spazialmente piccola) in ciò che avviene nel sangue umano. Il sangue umano viene pervaso, irradiato in ogni sua parte dal ferro che, combattendo la paura, il terrore e l’odio, in esso si inserisce, invero non nel modo materiale che pensa la scienza odierna, ma sotto l’impulso di forze animico-spirituali»

(Rudolf Steiner - L'esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche, p. 15).

Potete esprimere un de-siderio...

"All'inizio delle nostre considerazioni di oggi desidero porre due verità, e a questo scopo ricordo qualcosa che ho dett...
04/08/2026

"All'inizio delle nostre considerazioni di oggi desidero porre due verità, e a questo scopo ricordo qualcosa che ho detto ieri. È noto che noi riassumiamo sotto i nomi di forze luciferiche, da un lato, e di forze arimaniche, dall'altro, determinate forze che giocano nel divenire universale, e che hanno anche l'uomo all'interno delle loro correnti. Per simili parole avviene appunto che occorre occuparsi per anni del loro contenuto, altrimenti esse rimangono appunto parole. Se invece se ne è afferrato il contenuto, con quelle parole si ha appunto qualcosa che si deve avere, così come l'elettricista al polo positivo e a quello negativo ha due impulsi che deve avere per poter parlare del problema.
Si tratta di portare anche nella vita spirituale lo spirito scientifico che oggi vige nella scienza naturale inorganica, ma non in modo da divenire monisti nel senso corrente della parola, bensì in modo da trasformare effettivamente il modo di pensare in uso nella scienza per i settori superiori della vita spirituale, da portarlo ad espressione anche in quei campi superiori. Se però qualcuno, in relazione alla vita animica e spirituale, volesse parlare di forze animiche positive e negative, cadrebbe nella massima astrazione. Ma esattamente lo stesso modo di pensare che nel campo dell'inorganico parla con ragione di positivo e negativo, nel campo animico-spirituale parla di luciferico e di arimanico. Possiamo anche definire astrattamente e in prima accezione che cosa sia luciferico e arimanico, e dire che l'uomo, quale ci si presenta, quale siamo noi stessi, è in uno stato di equilibrio; è in sostanza sempre e soltanto qualcosa che pareggia due poli: il polo luciferico e quello arimanico. Tutto in noi tende da un lato verso il fantastico, l'entusiasmante, l'unilaterale, e, quando degenera, all'illusione. È uno degli estremi verso il quale tendiamo, e se non avessimo in noi questo estremo luciferico, mai potremmo diventare artisti. Il problema non è però di dire in modo falsamente ascetico: "Fuggiamo ciò che è luciferico!", perché così fuggiamo da tutto quello che in noi ci dà appunto degli impulsi artistici. Se quindi vogliamo essere uomini che qui sulla Terra adempiono i propri doveri nel pieno senso della parola, dobbiamo controbilanciare questi impulsi luciferici con l'altro polo che è in noi. Tale altro polo è quello che in noi porta alla ossificazione, all'intellettualismo, alla freddezza. Da un punto di vista fisiologico l'elemento arimanico in noi è tutto ciò che forma in noi le forze mediante le quali formiamo il nostro scheletro. Lo scheletro caratterizza Arimane. L'elemento luciferico in noi è tutto ciò che forma le forze che organizzano in noi i muscoli e il sangue. Fra questi due poli, fra la vita del sangue e quella delle ossa, noi siamo inseriti quali uomini e, se vogliamo esserlo appieno, dobbiamo tendere a uno stato di equilibrio fra la vita del sangue e la vita delle ossa, fra quel che ci porta all'illusione, come sempre vuol spingerci il sangue, e quel che ci porta alla freddezza, all'aridità, alla pedanteria, come sempre vuol spingerci lo scheletro. Noi siamo nel mezzo, e in realtà mai siamo in riposo, ma sempre ci troviamo in movimento interiore fra questi due estremi; si comprende l'uomo soltanto se lo si afferra interiormente mosso fra questi due estremi.
Pensiamo dunque che, in quanto uomini, abbiamo in sostanza il compito di sperimentare in noi stessi quello che sperimenta il giogo della bilancia che continuamente oscilla e che soltanto mantiene l'equilibrio fra la destra e la sinistra. In quanto uomini noi dobbiamo realmente oscillare fra gli impulsi luciferici e quelli arimanici. Molto imparentato con gli impulsi arimanici è sempre il pensiero che si appoggia soltanto al mondo sensibile. Tale pensiero astratto, soltanto appoggiato al mondo sensibile, tende a rappresentare in noi l'elemento arimanico. Invece la volontà, che si appoggia alle esperienze del nostro corpo, che sale negli impulsi egoistici del nostro corpo, tende continuamente ad assumere carattere luciferico.
Così anche la vita animica è intessuta negli elementi luciferici e arimanici. Fu mio compito a Dornach, nella sede della Libera università di scienza dello spirito, di porre il gruppo che raffigura il Rappresentante dell'umanità fra Lucifero e Arimane. In tale figura centrale del Rappresentante dell'umanità, posta appunto nel centro del gruppo, ho cercato di ridare la figura del Cristo. La figura del Cristo è contornata in alto da due figure luciferiche, vale a dire da due figure che comparirebbero se si manifestasse unilateralmente nell'uomo soltanto l'elemento del sangue e dei muscoli. In basso la figura è invece contornata da due figure arimaniche, vale a dire da due figure che sorgerebbero se nell'uomo si formassero soltanto le forze che tendono alla ossificazione. Il Cristo così confina in alto con tutto quanto porta all'illusione, e in basso con quanto porta alla freddezza, alla pedanteria, alla meschinità. Ho portato qui con me non le figure luciferiche e arimaniche, ma alcune riproduzioni della figura centrale; vi prego di guardarle dopo. Nella scultura in legno ho cercato di rendere quello che ora ho accennato in poche parole. Vi prego comunque di non considerare la mia opera come un simbolo, ma invece in una prospettiva artística, vale a dire appunto il contrario di tutto quello che è astratto e simbolico."

Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici

https://t.me/lascienzadellospirituale/237

"Miei cari ascoltatori! Se ci accostiamo ad una tale conoscenza sovrasensibile del mondo e sviluppiamo il pensiero di un...
02/08/2026

"Miei cari ascoltatori! Se ci accostiamo ad una tale conoscenza sovrasensibile del mondo e sviluppiamo il pensiero di un animale, di un altro essere o di un processo, se interiormente diventiamo noi stessi attivi trasformando, metamorfosando il pensiero stesso un processo a cui ha già mirato Goethe, il quale ha anche proseguito fino ad un certo livello, solo che l'antroposofia porta più avanti il goetheanismo presto ci rendiamo conto di questo: a questo pensare vivente, nella vita interiore dell'anima si associa qualcosa che ne conferma pienamente la realtà. Con ogni passo di questo tipo, facendo suscitare un tale pensare vivente da un altro pensiero, sulla vita animica interiore si posano sofferenza e dolore. Chi vuole giungere alla chiaroveggenza esatta deve passare necessariamente attraverso dolore e sofferenza.
Il pensiero vivente non penetra, senza che noi lo avvertiamo, così in fondo come il pensiero: «io voglio alzare il braccio». Il pensiero vivente intride l'intera entità umana fin dentro la corporeità, ma l'esperienza rimane nell'animico. È un'esperienza di dolore e questa sofferenza, questo dolore deve venir superato. Solo allora nell'uomo sorge quello che attesta pienamente la conoscenza sovrasensibile.
A chi ha acquisito una conoscenza di questo tipo possiamo domandare che cosa pensi del suo destino di vita. Egli ci risponderà sempre: le mie gioie, quello che nella vita sento lietamente e sperimento come felicità, lo accolgo con riconoscenza dal destino. Ma le mie conoscenze, quello che mi spiego sulla più intima struttura ed essenza dell'uomo, lo devo alle mie sofferenze, ai miei dolori una volta che li ho superati e trasformati in conoscenza. Quindi, già il dolore della vita ordinaria prepara la per-sona saggia a quel dolore che deve sperimentare in tutta la sua entità umana per effetto del pensare vivente. Ma deve superare questo dolore, questa sofferenza. Con questo, se posso servirmi di un'espressione paradossale, l'uomo intero diventa un organo di senso. Come noi, solitamente, abbiamo i singoli organi sensoriali inseriti nel nostro organismo e per mezzo di essi percepiamo il mondo sensibile, così, come uomo intero, diventiamo un organo di senso quando superiamo l'esperienza del dolore che è connesso col pensare vivente."

ll conferenza- Antroposofia come vita - la via moderna dell'evoluzione interiore. p. 84 e 85

https://t.me/lascienzadellospirituale/228

28/07/2026

"Due possibilità si offrono all’evoluzione umana. Una delle possibilità è la seguente: l’uomo si sviluppa senza il Cristo. In questo caso, il corpo eterico non può portare via nulla dal corpo fisico, poiché non ne ha ricevuto nulla; ne esce vuoto. E poiché il corpo eterico non possiede nulla, non può neppure vivificare il corpo fisico, non può preservarlo dalla sua usura, dal suo disseccamento. L’uomo perde progressivamente tutti i frutti della vita fisica; non può dare al corpo eterico nulla che provenga dal corpo fisico e deve abbandonare quest’ultimo.
Ora, gli uomini sono appunto discesi sulla Terra per ricevervi un corpo fisico, oltre alle disposizioni provenienti dal passato. L’abbozzo del corpo fisico è venuto per primo. Ma senza il compimento della sua costruzione, l’uomo non raggiungerebbe mai la missione terrestre. Ora, le influenze di Lucifero e di Arimane sono sopraggiunte sulla Terra. Se l’uomo non conquista nulla nel suo corpo fisico, il suo corpo eterico ne esce di nuovo senza poter portare con sé alcunché, avendo al contrario consumato il capitale di saggezza; allora la missione terrestre è conclusa. La missione della Terra è perduta per l’universo. L’uomo non porta nulla con sé nel futuro. Egli conduce nell’evoluzione terrestre il cranio eterico vuoto che aveva ricevuto colmo!
Ma supponiamo che qualcosa avvenga al momento giusto, qualcosa che renda l’uomo capace di dare al proprio corpo eterico qualcosa quando esso esce dal corpo fisico, qualcosa che lo vivifichi, che lo penetri nuovamente di saggezza. Il corpo eterico si eleverebbe allora anch’esso verso il futuro, ma possedendo una vita nuova, una forza nuova che potrebbe utilizzare per vivificare il corpo fisico. Potrebbe riversare forza e vita nel corpo fisico. Ma occorrerebbe anzitutto che egli le possedesse egli stesso; dovrebbe ricevere in sé la forza e la vita. E se può ricevere la forza e la vita, il frutto terrestre dell’uomo è salvo. Il corpo fisico perituro non si dissolve semplicemente, ma assume la forma del corpo eterico, dell’imperituro! La risurrezione dell’uomo, con tutto ciò che egli ha acquisito nel corpo fisico, è salvata.
Fu dunque necessario che sulla Terra sopraggiungesse un’impulsione mediante la quale i beni dell’antica saggezza, che erano stati esauriti, fossero rinnovati; mediante la quale una nuova vita fosse impiantata nel corpo eterico, affinché il corpo fisico, altrimenti destinato a perire, potesse rivestirsi dell’imperituro e riempirsi di un corpo eterico che lo rendesse imperituro, che lo salvasse al di fuori dell’evoluzione della Terra. Ora, questa vita all’interno del corpo eterico, il Cristo l’ha portata. Dipende dunque dal Cristo che ciò che altrimenti sarebbe votato alla morte — il corpo fisico dell’uomo — sia trasformato, sia preservato dal deperimento, riceva la facoltà di rivestirsi dell’imperituro. L’impulso del Cristo ha riversato vita nel corpo eterico dell’uomo, una vita nuova, dopo che la vita era stata consumata! E quando l’uomo guarda al futuro, deve dirsi: quando un giorno il mio corpo eterico sarà uscito dal corpo fisico, dovrò essermi sviluppato in modo tale che il corpo eterico sia interamente impregnato del Cristo. Il Cristo deve vivere in me. Poco a poco, nel corso del mio sviluppo terrestre, devo penetrarmi interamente del Cristo nel mio corpo eterico!"

O.O. 112

Quelle delle cosiddette destra e sinistra sono realtà spirituali dalle quali la coscienza rappresentativa non può uscire...
24/07/2026

Quelle delle cosiddette destra e sinistra sono realtà spirituali dalle quali la coscienza rappresentativa non può uscire in nessun modo. Fino a quando si rimane nell'ambito della sfera terrestre spaziale (materialistica), ogni uomo è, per karma, determinato o dalla logica dell'essere spirituale (Arimane) che domina animicamente coloro che sono di sinistra (che è quella del tempo spazializzato), oppure è determinato dalla logica dell'essere spirituale (Lucifero) che domina animicamente coloro che sono di destra (che è quella dello spazio). In realtà è un po' più complessa la questione perché in entrambi agiscono in modo diverso, entrambi gli ostacolatori, ma lo vedremo un'altra volta.
Ogni volta che qualcuno dà una sua propria opinione e dice che non si sente vicino né a quelli di destra, né a quelli di sinistra, e che è "libero" di seguire la propria logica (quella dell'io), non fa altro che illudersi e mentire a sé stesso. E cosa ancora più grave è che non conosce nemmeno le basi dell'uomo (di sé stesso), dato che persino la scienza materialisca è arrivata a capire che l'uomo non è mai libero nel pensiero e nell'agire. È sempre determinato, o dalle condizioni ambientali e culturali nelle quali cresce e vive e che lo educano (cioè da fattori esteriori), oppure è determinato dal proprio carattere (da fattori interiori).

24/07/2026

"La via alla scienza occulta sarà trovata a momento opportuno da ogni essere umano che fuor dal visibile riconosce (o anche solo suppone o sospetta) l'esistenza di qualche cosa di nascosto, e che, dalla coscienza che le forze conoscitive sono capaci di sviluppo, è portato a sentire che il nascosto gli si può svelare. All'uomo, che attraverso queste esperienze dell'anima arriva alla scienza occulta, essa non spalanca soltanto la prospettiva di trovare la risposta alle domande affacciate dal suo bisogno di conoscenza, ma anche la prospettiva, affatto diversa, di poter superare tutto ciò che ostacola e indebolisce la vita. E, in un senso più elevato, si ha un indebolimento della vita, anzi una morte dell'anima, quando l'uomo si vede costretto a volgerle spalle all'invisibile, o a rinnegarla. E, in certe circostanze, quando l'uomo perde la speranza che l'invisibile gli venga rivelato, si ha vera disperazione. Questa morte e questa disperazione, nelle loro molteplici forme, s'impiantano entro nell'anima anche come avversari della scienza occulta."

La scienza occulta

https://t.me/lascienzadellospirituale/192

Hic et nuncLa locuzione latina hic et nunc, tradotta letteralmente, significa «qui e ora».Diffidate sempre di chi vi vuo...
21/07/2026

Hic et nunc
La locuzione latina hic et nunc, tradotta letteralmente, significa «qui e ora».
Diffidate sempre di chi vi vuole convincere in qualche modo, che lo spazio o il tempo, non esistono.
Chi conosce la scienza dello spirito di Steiner e chi ha ben compreso "La Filosofia della Libertà" sa che l’hic (il "qui") è manifestazione dell’Io nello spazio (nel corpo fisico), che il nunc (l’ "ora" o l’adesso) è manifestazione dell’Io nel tempo (nel corpo eterico), e che dove non ci sono più lo spazio e il tempo non c’è più l’Io (l’autocoscienza). Solitamente, la coscienza ordinaria, quella rappresentativa-egoica, conosce l'hic (il "qui" come corpo). Deve e può sperimentarsi nel nunc (nell' "ora" come tempo-eterico).
È uno stato qualitativamente superiore di coscienza, che è nutrito da un pensare diverso. La logica dello spazio (dell'hic) è nutrita da un pensiero statico e morto (poiché percepisce solo la la parte inorganica del mondo, i corpi fisici). La logica del tempo (del nunc) è nutrita da un pensare continuamente in movimento e vivente.

Hic et nunc La locuzione latina hic et nunc, tradotta letteralmente, significa «qui e ora». Diffidate sempre di chi vi vuole convincere in qualche modo, che lo spazio o il tempo, non esistono. Chi conosce la scienza dello spirito di Steiner e chi ha ben compreso "La Filosofia della Libertà" sa ch...

20/07/2026

"In quale condizione si trovano due persone di cui una, a causa del karma che le deriva dalla precedente incarnazione, non è in grado di sviluppare la dote della chiaroveggenza e che, perciò, deve accontentarsi di acquisire delle conoscenze antroposofiche applicandosi ad uno studio diligente che le consenta di comprendere come siano da intendersi tali nozioni e l’altra ha, invece, la possibilità di sviluppare le sue doti chiaroveggenti e di entrare nel mondo spirituale” ?
Lo stato d’animo di questa seconda persona potrebbe essere il seguente: “Io vedo il mondo spirituale, vedo le entità spirituali, perché dovrei allora mettermi a studiare anche dei libri? Io so che c’è un mondo spirituale, perché dovrei studiare anche l’antroposofìa? Non ce n’è il motivo, e poi sarebbe noioso”.
Accade di frequente che persone che hanno karmicamente la fortuna di essere chiaroveggenti, dicano: “Ora non vogliamo imparare più niente; perché dovremmo metterci adesso a studiare delle cose che ci vengono comunicate solo in forma di aridi concetti?”
Mentre la prima persona sa applicarsi allo studio con cura ancora più sollecita ed assidua, l’altra disdegna lo studio, ma il suo karma è così positivo da consentirle di divenire chiaroveggente. In quali condizioni vengono a trovarsi, dunque, queste persone dopo la morte? Come si configura complessivamente la loro condizione? La persona che aveva acquisito la chiaroveggenza tra la nascita e la morte, che poteva penetrare con lo sguardo nel mondo spirituale e contemplarne vari aspetti, ma che si era rifiutata di apprendere i concetti teorici, che non aveva voluto compenetrare i dati scientifico-spirituali con il pensiero logico, ebbene, questa persona che ha disdegnato tutto ciò, dopo la morte non potrà trarre alcun beneficio dalla sua chiaroveggenza; la sua capacità di orientarsi nel mondo spirituale non sarà migliore di quella che avrebbe avuto senza la chiaroveggenza che aveva acquisito in vita. In condizioni addirittura migliori verrà a trovarsi, invece, l’altra persona, quella che nella vita fisica non aveva avuto la facoltà chiaroveggente, ma che non aveva trovato alcun impedimento nell’acquisire con la lettura un concetto logico del mondo spirituale. Questo non vuol essere certo un invito a esser pigri e a non far nulla per lo sviluppo dei sensi spirituali. Potrebbe anche darsi, infatti – ma nessuno è in grado di saperlo – che l’uomo, prima della morte, riesca ancora a sviluppare il talento della chiaroveggenza. Chi ha studiato la concezione del mondo scientifìco-spirituale, sperimenta in sé la metamorfosi di tali concetti in reali visioni spirituali. Ciò che si consegue in tal modo per mezzo dei concetti,non va più perduto, permane. C’è un obbligo, un impegno: per quanto elevata sia l’iniziazione, per quanto alta sia la visione, non se ne potrebbe trarre alcun beneficio, se non si sapesse compenetrare di concetti la visione. L’uomo non deve fermarsi alla visione, è suo dovere trasfondere tutto in concetti tratti dalla vita fisica. Gli uomini sono chiamati ad accogliere realmente in sé le esperienze che possono acquisire in Terra. Ciò che manca nel mondo spirituale va acquisito sulla Terra e poi recato in alto."

ACQUISIZIONE DELLE CONOSCENZE ANTROPOSOFICHE CON UNO STUDIO DILIGENTE
O.O. 108 – Risposte a enigmi della vita – 21.11.1909

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