04/08/2026
"All'inizio delle nostre considerazioni di oggi desidero porre due verità, e a questo scopo ricordo qualcosa che ho detto ieri. È noto che noi riassumiamo sotto i nomi di forze luciferiche, da un lato, e di forze arimaniche, dall'altro, determinate forze che giocano nel divenire universale, e che hanno anche l'uomo all'interno delle loro correnti. Per simili parole avviene appunto che occorre occuparsi per anni del loro contenuto, altrimenti esse rimangono appunto parole. Se invece se ne è afferrato il contenuto, con quelle parole si ha appunto qualcosa che si deve avere, così come l'elettricista al polo positivo e a quello negativo ha due impulsi che deve avere per poter parlare del problema.
Si tratta di portare anche nella vita spirituale lo spirito scientifico che oggi vige nella scienza naturale inorganica, ma non in modo da divenire monisti nel senso corrente della parola, bensì in modo da trasformare effettivamente il modo di pensare in uso nella scienza per i settori superiori della vita spirituale, da portarlo ad espressione anche in quei campi superiori. Se però qualcuno, in relazione alla vita animica e spirituale, volesse parlare di forze animiche positive e negative, cadrebbe nella massima astrazione. Ma esattamente lo stesso modo di pensare che nel campo dell'inorganico parla con ragione di positivo e negativo, nel campo animico-spirituale parla di luciferico e di arimanico. Possiamo anche definire astrattamente e in prima accezione che cosa sia luciferico e arimanico, e dire che l'uomo, quale ci si presenta, quale siamo noi stessi, è in uno stato di equilibrio; è in sostanza sempre e soltanto qualcosa che pareggia due poli: il polo luciferico e quello arimanico. Tutto in noi tende da un lato verso il fantastico, l'entusiasmante, l'unilaterale, e, quando degenera, all'illusione. È uno degli estremi verso il quale tendiamo, e se non avessimo in noi questo estremo luciferico, mai potremmo diventare artisti. Il problema non è però di dire in modo falsamente ascetico: "Fuggiamo ciò che è luciferico!", perché così fuggiamo da tutto quello che in noi ci dà appunto degli impulsi artistici. Se quindi vogliamo essere uomini che qui sulla Terra adempiono i propri doveri nel pieno senso della parola, dobbiamo controbilanciare questi impulsi luciferici con l'altro polo che è in noi. Tale altro polo è quello che in noi porta alla ossificazione, all'intellettualismo, alla freddezza. Da un punto di vista fisiologico l'elemento arimanico in noi è tutto ciò che forma in noi le forze mediante le quali formiamo il nostro scheletro. Lo scheletro caratterizza Arimane. L'elemento luciferico in noi è tutto ciò che forma le forze che organizzano in noi i muscoli e il sangue. Fra questi due poli, fra la vita del sangue e quella delle ossa, noi siamo inseriti quali uomini e, se vogliamo esserlo appieno, dobbiamo tendere a uno stato di equilibrio fra la vita del sangue e la vita delle ossa, fra quel che ci porta all'illusione, come sempre vuol spingerci il sangue, e quel che ci porta alla freddezza, all'aridità, alla pedanteria, come sempre vuol spingerci lo scheletro. Noi siamo nel mezzo, e in realtà mai siamo in riposo, ma sempre ci troviamo in movimento interiore fra questi due estremi; si comprende l'uomo soltanto se lo si afferra interiormente mosso fra questi due estremi.
Pensiamo dunque che, in quanto uomini, abbiamo in sostanza il compito di sperimentare in noi stessi quello che sperimenta il giogo della bilancia che continuamente oscilla e che soltanto mantiene l'equilibrio fra la destra e la sinistra. In quanto uomini noi dobbiamo realmente oscillare fra gli impulsi luciferici e quelli arimanici. Molto imparentato con gli impulsi arimanici è sempre il pensiero che si appoggia soltanto al mondo sensibile. Tale pensiero astratto, soltanto appoggiato al mondo sensibile, tende a rappresentare in noi l'elemento arimanico. Invece la volontà, che si appoggia alle esperienze del nostro corpo, che sale negli impulsi egoistici del nostro corpo, tende continuamente ad assumere carattere luciferico.
Così anche la vita animica è intessuta negli elementi luciferici e arimanici. Fu mio compito a Dornach, nella sede della Libera università di scienza dello spirito, di porre il gruppo che raffigura il Rappresentante dell'umanità fra Lucifero e Arimane. In tale figura centrale del Rappresentante dell'umanità, posta appunto nel centro del gruppo, ho cercato di ridare la figura del Cristo. La figura del Cristo è contornata in alto da due figure luciferiche, vale a dire da due figure che comparirebbero se si manifestasse unilateralmente nell'uomo soltanto l'elemento del sangue e dei muscoli. In basso la figura è invece contornata da due figure arimaniche, vale a dire da due figure che sorgerebbero se nell'uomo si formassero soltanto le forze che tendono alla ossificazione. Il Cristo così confina in alto con tutto quanto porta all'illusione, e in basso con quanto porta alla freddezza, alla pedanteria, alla meschinità. Ho portato qui con me non le figure luciferiche e arimaniche, ma alcune riproduzioni della figura centrale; vi prego di guardarle dopo. Nella scultura in legno ho cercato di rendere quello che ora ho accennato in poche parole. Vi prego comunque di non considerare la mia opera come un simbolo, ma invece in una prospettiva artística, vale a dire appunto il contrario di tutto quello che è astratto e simbolico."
Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici
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