20/02/2024
"Per dipingere di notte, e rischiarare tela e tavolozza, Van Gogh indossava spesso un cappello di paglia costellato di candele accese.
Varie fonti raccontano di averlo visto lavorare in alcuni caffé con lo strano indumento in testa, e le candele incastrate nella tesa o fissate con alcune mollette.
L'abitudine a dipingere di notte è ravvisabile nelle sue opere ma anche in alcune testimonianze scritte. 'Spesso ho l'impressione che la notte sia molto più viva e riccamente colorata del giorno', si legge in una lettera al fratello Theo." (Focus)
Quante volte siamo portati a pensare che per dipingere un quadro, un artista semplicemente prenda una tela e dipinga; o che per scrivere un libro, uno scrittore si sieda e scriva.
Adoro leggere le biografie dei grandi del passato perchè mi fanno ricordare che una vita lineare, in realtà, non esiste, e che difficoltà, prove, tormenti sono la condizione indispensabile per creare qualcosa di straordinario, rompendo anche gli schemi, se necessario.
Considerato il più grande artista dei tempi moderni, non doveva neanche diventare un pittore, aveva lavorato come mercante d'arte, e i suoi dipinti prendono vita tutti nell'arco di dieci anni, da quando era ventisettenne a quando, trentasettenne, morì.
Questo è uno dei motivi per i quali amo così tanto il mio mestiere di artigiana. Avere a che fare con riproduzioni di opere e anche opere originali mi riporta sempre al potere curativo che ha su di noi fare ciò che amiamo nonostante le difficoltà, soprattutto se questo fare passa attraverso la laboriosità delle mani.
🖼️ Per questa stampa di Van Gogh, è stata scelta una semplicissima cornice antracite. Base protettiva foam acid-free da 5 mm, come sempre.