Mette in scena un teatro al servizio di un approfondimento della dimensione psichica, nella sua cifra più autentica e credibile. Rifiutando facili sperimentalismi di maniera, i Segugi prediligono un teatro di parola in cui gli elementi di tradizione o di innovazione siano al servizio di un approfondimento della dimensione psichica, nella sua cifra più autentica e credibile. Un’attenzione particola
re è rivolta alla musica, che acquisisce un ruolo coprotagonista all’interno della messa in scena, dove talvolta viene eseguita dal vivo dagli stessi attori della Compagnia o da altri musicisti. I Segugi esordiscono nel 2016 col progetto di allestimento del dramma storico-psicologico "Un bagno caldo" di Sauro Albisani, andato in scena con successo in Toscana e in Sicilia, pubblicato in diverse edizioni. Hanno poi allestito nel 2018 per il pubblico fiorentino un’altra pièce nata in seno alla compagnia, "Didascalia comica" di Nicola Michelassi (pubblicata nel 2020) e stanno proseguendo la loro attività, oltre che con la produzione drammaturgica originale, con una spiccata vocazione per il repertorio novecentesco. Nel 2019 hanno proposto la lettura drammatica dell’ultima opera di Harold Pinter "Ceneri alle ceneri", seguita dal debutto sulla scena toscana de "L’ultimo cliente" di Agota Kristof e con ulteriori repliche di "Un bagno caldo". Hanno inoltre partecipato all’evento "Il buio, i sensi, la musica e le parole… un’esperienza sensoriale", replicato in suggestivi luoghi toscani in collaborazione con Ombre Amene e Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, con testi tratti da Novalis, Plinio il Vecchio, Goethe e Cage. A partire dalla stagione 2022-2023, la Compagnia dei Segugi sperimenta una diversa modalità di messa in scena, definibile come "teatro domestico", in cui si prevede la realizzazione degli spettacoli in spazi reali, con un coinvolgimento ravvicinato dello spettatore dentro il perimetro di ambienti concretamente vissuti. Il nuovo progetto dei Segugi, "Inferno a due piazze", si fonda su una rilettura organica di quattro atti unici di fine Novecento, di autori e autrici diversi, incentrati sulle tragiche dinamiche della coppia, mostrate soprattutto attraverso la lente dei personaggi femminili. Per questo progetto sono in preparazione riprese radicalmente rinnovate de "L’ultimo cliente" di Agota Kristof e di "Ceneri alle ceneri" di Harold Pinter e gli allestimenti ex novo de "La morte e la fanciulla" di Ariel Dorfman e di "Vedrai, vedrai", adattamento liberamente tratto da "Conversazione senza testimone" di Sofia Prokofieva.