22/09/2026
Particolari dell’opera:
Non è tutto oro quello che luccica, installazione con materiali antropogenici, 2026.
Frammenti di plastica bruciata, raccolti in campagna e trasformati attraverso la doratura, assumono l’aspetto di una materia preziosa. Le loro forme deformate dal fuoco ricordano tronchi e rami carbonizzati, evocando ciò che rimane di un paesaggio dopo un incendio.
L’opera nasce dalla contraddizione tra rifiuto e valore: l’oro glorifica ciò che normalmente viene considerato scarto, mentre il nero della combustione ne conserva la memoria della distruzione. L’incendio non significa soltanto perdita della vegetazione e degli habitat, con conseguenze sulla fauna, ma anche dispersione nell’atmosfera di CO₂, monossido di carbonio, particolato e altre sostanze inquinanti prodotte dalla combustione della plastica.
I pezzi di plastica diventano così simbolo di una natura bruciata e testimonianza di tecnofossili contemporanei: tracce della presenza umana destinate a rimanere nel paesaggio.
Non è tutto oro quello che luccica invita quindi a interrogarsi su ciò che la società decide di considerare prezioso e su ciò che invece sceglie di espellere dal proprio campo visivo.
Il rifiuto diventa monumento, la combustione diventa memoria, la plastica diventa testimonianza e l’oro diventa una provocazione.