12/10/2017
Il carcere? Che opera d'arte!
Riapre l'altra città
Casa circondariale di Taranto - via C. Magli n.1
dal 16 ottobre al 31 ottobre 2017
dalle ore 16,00 alle 19,00
Sulla scorta del cospicuo numero di visitatori, del grandissimo interesse suscitato sui media nazionali (Rai-Tg1, Rai-Tg3, La Repubblica, La Stampa, L'Osservatore Romano, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Sky Arte, ecc.) e sulle riviste di settore (Artribune, Artemagazine, Segno, ecc.), riprenderà a partire dal prossimo 16 ottobre 2017, e sino al 31 dello stesso mese, presso la Casa Circondariale di Taranto, il progetto "L'altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana".
L'evento è stato curato dal teorico e critico d'arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della locale casa circondariale, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), artisti, esperti e scrittori tra i quali Giulio De Mitri (artista e docente), Roberto Lacarbonara (giornalista e critico), Anna Paola Lacatena (sociologa e scrittrice), Giovanni Guarino (attore e animatore), Salvatore Montesardo (già dirigente scolastico). L'Associazione "Noi e Voi", operante da anni all'interno della Casa Circondariale di Taranto, ha sostenuto materialmente il progetto, garantendo, peraltro, nel corso delle visite il quotidiano impegno di propri accompagnatori.
Si ripropone così una “prima assoluta” nel panorama delle iniziative culturali e formative realizzate all'interno delle carceri italiane. Non è l'arte che entra nei luoghi di detenzione, ma è il carcere stesso che si fa opera d'arte, grazie all'apporto di quanti vivono in prima persona la reclusione, a coloro che vi operano e agli stessi visitatori. Ognuno con la propria esperienza e competenza e tutti con l'intenzione di creare, attraverso l'espressione artistica, un ponte tra vita ristretta e società civile. Come ha spiegato Carmelo Cantone, Provveditore Regionale della Puglia e della Basilicata, nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi il 6 maggio scorso, in occasione dell'inaugurazione dell'iniziativa all'interno della Casa circondariale di Taranto, “L'altra città” fornisce ai visitatori la possibilità di conoscere «ciò che sono i luoghi della pena oggi in un paese di democrazia occidentale avanzata, con le contraddizioni di questi luoghi che sono le contraddizioni del nostro sistema penitenziario, per come è stato costruito, per le sue potenzialità, per le sue criticità, ma anche per come viene vissuto da chi vive e da chi lavora in carcere».
L'installazione è all'interno della sezione femminile e si snoda attraverso un corridoio che dà accesso a cinque ambienti: dall'ufficio matricola – dove saranno prese le impronte digitali e le foto segnaletiche – alla cella “nuovi giunti”, da quella di detenzione ordinaria alla cella d'isolamento, per giungere alla infine alla cella dei dimittendi. Tutti gli ambienti – trasfigurati attraverso l'intervento artistico di un gruppo di detenute guidate dal noto artista Giulio De Mitri e con la partecipazione di alcuni agenti penitenziari – consentiranno al visitatore di “vivere” la reale esperienza del carcere e, nello stesso tempo, compiere un ideale e personale percorso che dalla percezione del castigo e dell'isolamento può portare al recupero e all'emancipazione.
Quanti, a partire dal 16 ottobre 2017, volessero fare esperienza de "L'altra città", compiendo il percorso previsto all'interno della Casa Circondariale di Taranto, possono rivolgersi a Sig.ra Lucia Scialpi, 340/8227225 (dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 20,00)) o scrivendo all'indirizzo email: [email protected]. Riceveranno istruzioni in merito. È necessario, infatti, inviare copia del documento d'identità e liberatoria compilata e firmata. In caso di minorenni è necessario che la liberatoria venga firmata dal genitore.
Il catalogo de L'altra città (Gangemi, 2017), curato da Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca, è disponibile in libreria, sulle maggiori piattaforme online e presso l'Associazione "Noi e voi" di Taranto. Alla prefazione di Carmelo Cantone, Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria per la Puglia e la Basilicata, seguono testi di Achille Bonito Oliva, Giovanni Lamarca, Roberto Lacarbonara, Giulio De Mitri, Anna Paola Lacatena, apparato iconografico (crediti fotografici di Giorgio Ciardo e Roberto Pedron) e note biografiche sugli autori. I proventi delle vendite saranno interamente destinati alla casa circondariale e all'associazione “Noi e voi”, sostenitrice materiale del progetto, operante da anni all'interno della Casa Circondariale di Taranto.
Per un approfondimento delle tematiche della vita detentiva in Italia si segnala, inoltre, il volume Reclusi. Il carcere raccontato alle donne e agli uomini liberi (Carocci, 2017) di Anna Paola Lacatena e Giovanni Lamarca (prefazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso).
Stralci dalla Rassegna stampa
relativa alla prima parte del progetto (maggio-giugno 2017)
La cosa interessante è che lo spettatore viene chiuso a chiave, diventando un “incluso”: paradossalmente si svincola così dalla posizione canonica dello spettatore dei musei, dove è tenuto a debita distanza. Lì è un “escluso” può solo guardare, qui diventa incluso in quanto fa dello sguardo un’esperienza completa, data dal rumore delle chiavi che chiudono la cella, dalle sue dimensioni, dalla luminosità, da ciò che incontra all’interno. (...) Da qui, credo, può ve**re fuori una nuova regola dello sguardo e una nuova percezione.»
(Intervista di Antonella Marino ad Achille Bonito Oliva, La Repubblica, 12 aprile 2017)
Qui a Taranto non c’è motivazione politica né spinta ideologica. Piuttosto la prova che anche sul fronte del carcere, l’idea estetica (vale a dire la ricerca del bello e della libera creatività), può essere un mezzo per attenuare la caduta di una biografia o il senso di un fallimento esistenziale. Una prospettiva delineata non sulle coordinate foucoultiane del “sorvegliare e punire” ma sulla constatazione che una coazione e una riduzione dello spazio si possono convertire in una opportunità di concentrazione creativa. (Italo Tomassoni, avvocato e critico d'arte, 07 settembre 2017, dopo aver visitato "L'altra città")
Si tratta di un evento originale perché lo spettatore viene completamente incluso nella realtà dei reclusi...
(Salvatore Tropea, Il Venerdì di Repubblica- 19 maggio 2017)
Con il carcere di Taranto, l’arte ha assorbito la realtà e la realtà ha assorbito l’arte in un rapporto alla pari. La mostra è un viaggio nell’inconscio. È un teatro muto nel quale gli spettatori diventano attori e gli sceneggiatori sono i detenuti e gli agenti.
(Manuela Gandini, La Stampa, 20 maggio 2017).. a Taranto è il carcere stesso che si fa opera d’arte dalla forte valenza sociale. Dove l’esperienza diretta della vita ristretta diventa pretesto non solo per richiamare l’attenzione sulla questione carceraria, ma ancor più per proporre e avviare un processo autobiografico sulle proprie, personali prigioni.
(Piero di Domenicantonio, L'Osservatore Romano, 05 maggio 2017).. è, forse, una novità assoluta, nel panorama delle iniziative culturali e formative realizzate all'interno delle case di reclusione in Italia.
(Claudia Giraud, Artribune, 19 aprile 2017).. quello che accade dunque nel penitenziario di Taranto è incredibilmente insolito e autentico.
(Rita Salvadei, Artemagazine, 29 aprile 2017)