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ARCTA Pagina incentrata sulle bellezze paesaggistiche e storico-artistiche del territorio jonico. Apertura

21/03/2026

Il Principato di Taranto nasce nel 1088, dalle mani dei Normanni.
Un potere autonomo, ricco, strategico.
E Taranto ne fu la capitale.

Nel XIV secolo, Raimondello Orsini del Balzo lo trasformò in qualcosa di enorme:
un principato vasto come uno Stato, il più ricco del Mezzogiorno.
Sotto di lui, Taranto raggiunse il suo apice.

Alla sua morte, nel 1406, il re Ladislao d’Angiò-Durazzo arrivò con cannoni e galere per prendersi ciò che Raimondello aveva costruito.
Ma Taranto non cadde.

Sulle mura c’era una donna in armatura:
Maria d’Enghien.
La sovrana che resistette a un re.

L’assedio durò fino al 1407.
Ladislao non riuscì a sfondare.
Non riuscì a piegarla.
Non riuscì a entrare.

E allora cambiò arma:
non la spada, il matrimonio.

Quando entrò in città, non trovò una sposa in seta.
Trovò una comandante che gli consegnò le chiavi su un vassoio d’oro.

Non era una resa.
Era un avvertimento.

Taranto non fu conquistata.
Taranto fu scelta.
E la potenza nata nel 1088… vive ancora qui.
Nelle pietre della città.
Nel vento che taglia il mare.
Nel passo di chi la attraversa sapendo di camminare sopra una potenza antica.

Questa è Taranto.

Ricostruzione in 3d dell'antica Taras!
06/09/2023

Ricostruzione in 3d dell'antica Taras!

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𝐋𝐨 "𝐒𝐭𝐮𝐩𝐨𝐫 𝐌𝐮𝐧𝐝𝐢" 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚Sapevi che Federico II di Svevia soggiornò a Taranto per diverse volte nell'antico fort...
23/05/2023

𝐋𝐨 "𝐒𝐭𝐮𝐩𝐨𝐫 𝐌𝐮𝐧𝐝𝐢" 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚
Sapevi che Federico II di Svevia soggiornò a Taranto per diverse volte nell'antico fortilizio normanno-svevo-angioino, oggi castello Aragonese?
Peraltro dopo la sua morte, avvenuta il 13 maggio 1250, proprio da Taranto salpò la nave che portò le sue spoglie mortali a Palermo per la sepoltura.

𝐋𝐄 𝐎𝐑𝐈𝐆𝐈𝐍𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀La tarantella ha un'origine molto antica che affonda le sue radici nella città di Taranto, do...
11/05/2023

𝐋𝐄 𝐎𝐑𝐈𝐆𝐈𝐍𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀
La tarantella ha un'origine molto antica che affonda le sue radici nella città di Taranto, donde il nome.
Chi veniva morso dalla lycosa tarantula (ragno diffuso in Marocco, Spagna e in Italia meridionale, soprattutto a Taranto, dove questo ragno resta frequente) era costretto a danzare in maniera spasmodica al fine di espellere il veleno attraverso sudori e umori.
La leggenda narra che fu Pirro, re dell'epiro, ad introdurre la lycosa tarantula nell'antica città di Taranto come animale velenoso contro i romani durante la campagna militare del 280 a.C.
Tuttavia, è bene precisare che la tarantella è una danza tradizionale che ha radici ancor più antiche della presunta visita di Pirro a Taranto.
La sua origine, infatti, è legata ai culti orgiastici degli antichi greci.
In particolar modo a Taranto (Taras) era assai diffuso il culto di Dyonisos, dio dell'estasi e del vino, venerato in ogni dove.
Durante le Dionisie, tutta la città era in festa e le baccanti, seguaci del dio, danzavano in stato di ebbrezza in un modo sensuale e sempre più frenetico, dietro il suono assordante di flauti, tamburelli ed altri strumenti.
Gli stessi pitagorici, tra i quali annoveriamo Archita ed Aristosseno , teorizzarono l'efficacia risanatrice e liberatrice della musica e della danza.
Con l'avvento del cristianesimo le feste dionisiache, incentrate sulla trasgressione e sulla forte connotazione erotica, vennero ridimensionate.
Il morso della tarantola, infatti, divenne un pretesto per rendere leciti quei comportamenti pagani che in passato erano posti sotto il segno di Bacco.
Le donne affette dal tarantinismo non erano altro che una copia precisa delle baccanti, considerate non più come peccatrici, ma come misere vittime della tarantola.
Non vi è dubbio che la città dei due mari ha avuto un ruolo significativo nella diffusione e nella conservazione di questa danza che nel corso del tempo è divenuta una parte importante del patrimonio culturale del Sud Italia.

𝐒𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚San Cataldo è stato sin dal medioevo uno dei santi più importanti non solo per la città di ...
08/05/2023

𝐒𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚
San Cataldo è stato sin dal medioevo uno dei santi più importanti non solo per la città di Taranto, ma per tutta l'Italia meridionale.
Grazie alle straordinarie capacità taumaturgiche, le sue reliquie custodite nella cattedrale di Taranto furono per secoli metà di continui pellegrinaggi da tutto il territorio della pen*sola italica.
La storia lo vuole nativo dell'Irlanda, vissuto tra il VII e l'VIII secolo e approdato a Taranto al ritorno da un viaggio in Terrasanta.
Nella città avrebbe operato numerosi miracoli (riuscì a ridonare la vista ad un ragazzo e a riportare in vita un uomo) divenendo figura di notevole prestigio religioso e, venerato come santo, termino i suoi giorni nella nostra città.
Fu sepolto nella zona cimiteriale attigua all'antica Cattedrale, come attesterebbe una Cronica medioevale, che riferisce del rinvenimento della tomba da parte dell'Arcivescovo Drogone nel 1071 e del rinvenimento sul suo corpo di una crocetta aurea opistografa (incisa da ambedue i lati) con l'iscrizione del nome del santo.

(𝐶𝑓𝑟. 𝐼𝑙 𝑀𝑢𝑠𝑒𝑜 𝐷𝑖𝑜𝑐𝑒𝑠𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝐴𝑟𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑐𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑇𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑜, 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒 - 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑜 𝑇𝑜𝑛𝑡𝑖; 𝑝𝑎𝑔. 97 𝑒 100)

𝐋𝐮𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞I Parteni sbarcarono nell'ampio golfo di Saturo, a una dozzina di chilometri a sud-est di Taranto, co...
07/05/2023

𝐋𝐮𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞
I Parteni sbarcarono nell'ampio golfo di Saturo, a una dozzina di chilometri a sud-est di Taranto, così come aveva predetto l'oracolo di Delfi.
Le milizie erano guidate da Falanto, il cui nome probabilmente significa "lucentezza del mare".

Statuetta in terracotta policroma. Museo archeologico nazionale di Taranto – Italia.
04/05/2023

Statuetta in terracotta policroma. Museo archeologico nazionale di Taranto – Italia.

𝐌𝐚𝐫𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚Il Mar Ionio è il più profondo mare italiano, in alcune zone i suoi fondali raggiungono comodamente i 4000 ...
30/04/2023

𝐌𝐚𝐫𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚
Il Mar Ionio è il più profondo mare italiano, in alcune zone i suoi fondali raggiungono comodamente i 4000 mt di profondità.
L’antichissimo nome di questo mare deriva proprio dalle Isole, che a loro volta lo ebbero dal popolo degli Ioni, antichi abitanti di quei luoghi.
Il tasso di salinità dello Ionio oscilla tra il 38 ÷ 38,75 per mille, più deensa dover più scarsi sono i fiumi, quindi è un mare molto salmastro, e le sue acque per questo motivo sono ricche di pesce, ed è caratterizzato da maree minime, mediamente appena 23 cm tra l’alta e la bassa marea.
Nel Golfo di Taranto si aprono diverse grotte, in cui trovano rifugio gli ultimi esemplari di foca monaca (Monachus monachus), anche se il numero della colonia recentemente monitorata, varia fra
le 300 e le 400 unità, fra maschi e femmine.
Questa foca goffa sulla terraferma, è agilissima in mare, è ghiotta di cefalopodi.
I cuccioli riescono a raggiungere la profondità di 180 m.
Trascorre lunghi periodi in mare aperto e si avvicina alla costa soltanto nel periodo che precede il parto, allora passa molto tempo fuori dall’acqua dormendo su spiagge ed in grotte riparate, dove dare alla luce il piccolo.

𝑆𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑛𝑡𝑒 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑜 𝐵𝑎𝑟𝑡𝑜𝑙𝑎𝑐𝑐𝑖.

𝐋𝐄 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐄𝐙𝐙𝐄 𝐃𝐈 𝐓𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐎𝐋𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐨. Questa torre superstite testimonianza dell’antica piazza Fontana dopo le d...
28/04/2023

𝐋𝐄 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐄𝐙𝐙𝐄 𝐃𝐈 𝐓𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐎
𝐋𝐚 𝐓𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐨.
Questa torre superstite testimonianza dell’antica piazza Fontana dopo le demolizioni della fine 800, risale alla metà del 700 mentre la cuspide campanaria è dell’800.
Le date sono rilevabile sulle campane mentre l’orologio che campeggia sulla sommità della torre fu approntato a Napoli alla fine dell’800 dalla ditta “O.E.Caccialupi”.

𝑆𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑛𝑡𝑒 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑓𝑟𝑎𝑛𝑐𝑜 𝐵𝑎𝑟𝑡𝑜𝑙𝑎𝑐𝑐𝑖.

Indirizzo

Taranto

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