07/05/2022
Le ragioni del nostro impegno
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Da poco più di una settimana è stata attivata questa pagina, che vuole essere solo il primo "passo" di un percorso di studio e riflessione sulle iniziative necessarie per attivare un nuovo processo di sviluppo nel territorio siracusano.
Vorrei sgomberare subito il campo da ogni "retropensiero": vivo a Bruxelles da oltre 10 anni e penso a Siracusa come al luogo in cui vorrei tornare - più vecchio - a chiudere il mio percorso umano.
A Siracusa sono nato. A Siracusa è sepolto mio padre. E' la "mia" città: la terra che amo e che vorrei felice.
La cronaca mi racconta cose diverse.
Io mi occupo, per professione, di dinamiche dello sviluppo. Ho cominciato a farlo lavorando - da giornalista - alla Regione Siciliana. Ho lavorato ai piani per l'utilizzo dei fondi europei. E - da sindaco della piccolissima città di Sant'Agata li Battiati - nell'area metropolitana di Catania, oltre 20 anni fa, ho lavorato per la prima volta alla elaborazione di progetti e programmi concreti.
Nei dieci anni "europei" ho messo a frutto questa esperienza, mettendo le competenze del mio gruppo di lavoro a disposizione di numerosi governi nel mondo: dal Guatemala alla Repubblica democratica del Congo, da Haiti a Zanzibar.
In questo momento sto lavorando al coordinamento di 25 progetti in giro per il mondo.
Senza alcuna presunzione, vorrei semplicemente mettere a disposizione della mia terra l'esperienza che ho maturato.
Non ho nessuna velleità politica o amministrativa. Anche in questo settore ho "già dato". E francamente non sono interessato a nessuna "reentré".
il contesto siracusano
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Il primo giro di "contatti" che ho attivato, insieme a Pippo Cascio, a Salvo Fruciano e un altro sparuto gruppo di amici "da sempre" mi conferma che c'è un grande bisogno di razionalità.
Lasciatemi dire, con estrema franchezza, che il contesto siracusano è "avvelenato" da una incredibile serie di veti incrociati, di "incompatibilità" personali, di antagonismi viscerali, che - non a caso - condannano alla immobilità.
Ogni persona che ho contattato mi assicura piena collaborazione "personale". Ma a patto che... al tavolo non ci sia...
Ebbene, vorrei essere chiaro con tutti.
Non solo non ho alcuna intenzione di attivare un movimento o una formazione "politica".
Ma non ho neanche lontanamente accarezzato l'idea di fondare un "social club".
Il lavoro che propongo è proprio quello di mettere sullo stesso tavolo non le idee, ma le proposte e i progetti. Da qualunque parte provengano.
Per quanto mi riguarda, a livello personale, politico, partitico, imprenditoriale, professionale, di gruppo o di famiglia, ogni siracusano sarà libero di continuare a pensarla come meglio crede.
A tutti chiedo solo di frugare nei cassetti, nei computer, nelle biblioteche di famiglia. Alla ricerca di proposte concrete. Nulla di più.
I dossier - e solo quelli - al netto delle opinioni che li accompagnano, saranno valutati da tecnici e professionisti dello sviluppo.
Per selezionare, organizzare, confezionare, un progetto "civico" di sviluppo. Accompagnato da un business plan e dalle necessarie analisi costi/benefici.
Questo lavoro, che sarà "autofinanziato", sarà poi messo a disposizione della politica. Della politica attiva. E il gruppo di lavoro che si sarà formato, diverrà il "garante" della sua attuazione.
Chiederemo alle amministrazioni pubbliche di valutare la proposta che verrà fuori. E di applicarla. E sorveglieremo il percorso di realizzazione.
Si chiama cittadinanza attiva. Non ha colore. E ha il sapore della democrazia.
E' il "regalo" che vorrei fare alla mia città, alla mia famiglia, ai miei figli, ai miei amici che hanno assistito - impotenti - al degrado degli ultimi decenni.
PS: - un'ultima precisazione.
Non sono interessato neanche alla ricerca delle responsabilità. Vengo da una famiglia di poliziotti.
Ma ho deciso di imboccare la strada del giornalismo.
Per guardare in faccia la realtà e raccontarla.
Senza enfasi. Senza strilli.
Per costruire, con le idee chiare, un futuro "migliore".
E' questo il percorso umano e professionale che spero di poter continuare a percorrere.
In assoluta libertà.
Grazie
Gregorio Arena