07/11/2025
Domani pomeriggio, dalle 17.30 in poi, sarà possibile partecipare a due momenti imperdibili che compongono il programma della 52° edizione del Premio Sulmona
La performance di modellazione plastica "Folia" di Marco Mazzei
Sezione Collaterali - Cortile interno
della Ss. Annunziata
Ogni foglia di folia è una forma effimera, una collaboratrice discreta del paesaggio, che accoglie in sé le sfaccettature della meraviglia, della diversificazione, della vita quotidiana. È un’opera che si fa parte del respiro della Maiella, che racconta il mutare delle stagioni, il cambiamento climatico, la forza e la vulnerabilità della natura e degli uomini.
Realizzata in alluminio biocompatibile, ogni folia riflette la luce unica della montagna: una luce assimilabile a qualcosa di antico, sottile, capace di scolpire le ombre e di accarezzare i colori delle stagioni. Folia è una mappa geo-emozionale, un tessuto vivo che collega i paesi, i crinali, le gole e le pietre fossili, trasformando l'ambiente naturale in un paesaggio narrante. Ogni installazione diventa così crepa nel tempo, una finestra sull’invisibile, una mano che cerca il respiro nascosto delle cose.
La performance IT TAKES A VILLAGE
di Alexander Venus Rose
Sezione Territorio per Mystic Driver Art Lab di Francavilla al Mare (Ch), Complesso museale di S. Chiara
La performance ha come obiettivo quello di generare una connessione tra il rituale magico, il folklore, la sorellanza delle streghe e l’anticonformismo della comunità q***r. Il titolo IT TAKES A VILLAGE è tratto da un proverbio che recita: “It takes a village to raise a child”. Esso racconta di come un’intera comunità di persone debba provvedere ai bambini e interagire positivamente con loro, affinché possano vivere e crescere in un ambiente sano e sicuro. Il rituale magico richiede a chi vi partecipa di contribuire alla creazione di una treccia di canapa nella quale ognuno dovrà inserire una propria ciocca di capelli, per poi sussurrare al suo interno un pensiero positivo e di buon auspicio durante l’atto dell’intreccio. Così facendo il nostro duplice ruolo di streg ə e bambin ə ci spinge a creare un legame indissolubile, per poterci supportare in questa “Isola che non c’è” autogestita.