Orientizzati: 6°Festival del Giappone

Orientizzati: 6°Festival del Giappone "Orientizzati : uno sguardo sul Giappone "
giunge finalmente alla attesissima sesta edizione!

ORIENTIZZATI " UNO SGUARDO SUL GIAPPONE "

Fresco come un vento che preannuncia l’arrivo dell’ autunno, il festival sulla cultura Giapponese “ Orientizzati: uno sguardo sul Giappone “ presto tornerà a Spotorno. Dopo tre anni di pausa obbligata dalla pandemia, giunge finalmente alla attesissima terza edizione! Quest’anno il Festival del Giappone, che si svolgerà dal 23 al 25 Settembre nel cuore di Spotorno, offrirà a tutti i visitatori 3 giorni di incontri, laboratori, spettacoli e mostre. Non possiamo nascondervi la nostra felicità nel portare avanti la forte collaborazione con l’ associazione di cultura giapponese Kokoro e per aver ricevuto nuovamente l’approvazione del patrocinio da parte del Consolato Generale del Giappone a Milano. Orientizzati passo dopo passo cresce ed il nostro intento è proprio quello di renderlo sempre più esclusivo e particolare anno dopo anno! ORIENTIZZATI nasce proprio con il desiderio di sensibilizzare e coinvolgere più persone possibili nei confronti della bellezza dell’Estremo Oriente e in particolare di un paese magico: il Giappone.

11/10/2026

📍Quando un lottatore di sumo si ritira, centinaia di persone salgono sul ring, una alla volta, a tagliargli i capelli. Una forbiciata a testa. L'ultima spetta al suo maestro.

Si chiama danpatsu-shiki (断髪式), "la cerimonia del taglio dei capelli". E per capire perché riesca a far piangere un uomo di 150 chili davanti a migliaia di persone, bisogna sapere che cosa porta in cima alla testa.

I lottatori di sumo tengono i capelli raccolti in un nodo, il chonmage. È lo stesso nodo dei samurai, e il sumo è rimasto quasi l'unico posto al mondo in cui lo si porta ancora ogni giorno. Per tutta la carriera i capelli non si tagliano. Si lasciano crescere, si ungono con un olio denso e profumato, si affidano alle mani di un pettinatore che lavora solo per la scuderia, il tokoyama. Per i lottatori di rango più alto, nei giorni di gara, il nodo si apre sulla testa come una foglia di ginkgo.

Quel nodo non è un'acconciatura. È un'identità. Chi lo porta, per strada, in treno, al ristorante, viene riconosciuto al primo sguardo: è un rikishi, un lottatore. Lo è stato da ragazzo, quando è entrato in scuderia, e lo è ogni mattina della sua vita.

Poi arriva il giorno in cui smette.

Per i lottatori più amati la cerimonia si tiene nel grande palazzo del sumo di Tokyo, il Kokugikan. Lui siede su una sedia al centro del ring, nel kimono nero delle occasioni solenni. Il nodo è ancora lì, intatto. E cominciano a salire.

Uno alla volta. I genitori. I compagni di scuderia. I vecchi avversari, quelli contro cui ha perso e quelli che ha battuto. Gli amici d'infanzia. I sostenitori arrivati dal paese natale. Ognuno prende in mano un paio di forbici, fa un taglio piccolissimo, appena qualche capello, si inchina e scende. Possono essere cento persone. Possono essere trecento. La fila dura ore.

Nessuna di quelle forbiciate, da sola, cambia qualcosa. Il nodo resta in piedi. Ma ogni taglio è una persona che dice, senza parlare: io c'ero. Ho visto la tua strada. Adesso ti accompagno fuori.

Alla fine sale il suo maestro, l'oyakata, l'uomo che lo ha cresciuto. È lui a dare l'ultimo colpo. Il nodo si stacca. Ed è lì, quasi sempre, che il lottatore piange. Davanti a tutti, senza nascondersi.

Più tardi si fa sistemare i capelli corti, e ricompare in giacca e cravatta. Per la prima volta, chi gli vuole bene vede l'uomo che verrà dopo.

Mi colpisce soprattutto una cosa, in questo rito. Non c'è nessun discorso che spieghi che una vita è finita. C'è una fila di persone. È la fila, con la sua lunghezza, a dirlo.

Da noi le fini si fanno quasi sempre da soli.

Si va in pensione con una torta in ufficio e un regalo collettivo, e il lunedì dopo ci si sveglia in una casa silenziosa, con un'identità che nessuno ha salutato. Si chiude un'attività abbassando la saracinesca una sera qualunque. Finisce un amore e lo si racconta a tutti con un "è andata così", in fretta, per non pesare. Una fase intera della vita, quella in cui eravamo qualcuno di preciso per qualcun altro, si chiude senza testimoni. Usciamo dalla porta di servizio, e ci diciamo che è discrezione.

Il sumo dice una cosa diversa. Dice che una fine merita qualcuno che la veda. Che lasciare un'identità è un passaggio troppo grande per farlo in silenzio, e che non tocca a chi se ne va trovare il coraggio da solo. Tocca a chi resta salire sul ring, uno alla volta, e prendere in mano le forbici.

Mi è capitato di chiudere una stagione della mia vita senza dirlo quasi a nessuno. Pensavo fosse riservatezza. Col tempo ho capito che era un modo di non disturbare, e che a non disturbare ci si ritrova soli proprio nel giorno in cui si avrebbe più bisogno di una fila di persone.

Le fini non sono fatte per essere attraversate da soli. Sono fatte per essere tagliate piano, un capello alla volta, da tutte le mani che ti hanno voluto bene.

Ho scritto un libro con 19 storie sui concetti giapponesi più potenti e semplici, per portare l'antica saggezza della filosofia giapponese nella tua vita di tutti i giorni.

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Non è un libro sul Giappone. È un libro per chi vuole vedere la vita in un altro modo.

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07/10/2026
05/10/2026
16/06/2026

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06/05/2026
05/05/2026

🎏 Kodomo no Hi (こどもの日)🎏

🇯🇵 in Giappone Kodomo no Hi è la Giornata dei Bambini, celebrata ogni anno il 5 maggio. È una festa nazionale dedicata alla felicità, alla salute e alla crescita dei bambini.

Fa parte della cosiddetta Golden Week, una serie di festività giapponesi di inizio maggio.

🎏Le famiglie espongono le koinobori (carpe di stoffa colorate che sventolano al vento). La carpa simboleggia forza, perseveranza e successo, perché secondo una leggenda riesce a risalire la corrente.

I simboli di questa festa sono:
•Kabuto (elmi da samurai) che rappresentano forza e protezione
•Gogatsu ningyō (bambole guerriere) simbolo di coraggio

I Dolci tradizionali per Kodomo no Hi sono:
•Kashiwa mochi, dolcetti con ripieno di fagioli rossi avvolti in foglie di quercia
•Chimaki, dolce di riso avvolto in foglie di bambù

✨️ In passato questa festa era chiamata Tango no Sekku ed era soprattutto dedicato ai maschi, mentre il 3 marzo (Hinamatsuri) era dedicata alle bambine femmine.
Oggi il 5 maggio celebra tutti i bambini.

In Giappone in questi giorni tante carpe volanti dai colori vivaci sventolano ovunque, augurando ai bambini di crescere forti, sani e felici.

Una piacevole visita da parte di Francesca Prato!Referente dell’ ufficio culturale presso il Consolato Generale del Giap...
04/05/2026

Una piacevole visita da parte di Francesca Prato!
Referente dell’ ufficio culturale presso il Consolato Generale del Giappone a Milano ☺️🇯🇵
A seguire alcuni scatti del fantastico laboratorio creativo: disegnamo una nuova carta Pokémon, realizzato dall’ amico .artlab 🖌️🎨

🇯🇵Con ieri si è conclusa la sesta edizione di Orientizzati, il festival interamente dedicato alla cultura giapponese!  ⛩...
04/05/2026

🇯🇵Con ieri si è conclusa la sesta edizione di Orientizzati, il festival interamente dedicato alla cultura giapponese! ⛩️🏮🌸👘🗻🥁
Non ci sono parole per ringraziarvi della vostra grande partecipazione: ne siamo davvero lusingati.

Crediamo sia importante diffondere e far conoscere altre culture per aprire la mente e scoprire cosa c’è oltre i nostri confini. La cultura giapponese è ricca di significati e sfaccettature tutte da esplorare.

C’è chi un ponte lo immagina, e chi un ponte lo costruisce davvero. ✨ 🌉

Grazie all’Associazione Yamato di Casale Monferrato per aver camminato con noi in questo viaggio tra cultura italiana e giapponese, con passione, competenza e tantissimo cuore. 🙏❤️

04/05/2026

Indirizzo

Spotorno
17028

Sito Web

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