19/08/2026
Ricordi di una stagione… #9
“Voci spezzate” 🎬
Regia di Maddalena Galvan
Quattro giorni. Quattro donne uccise.
Ancora una volta la cronaca ci costringe a fare i conti con una realtà che non possiamo più permetterci di considerare “normale”.
Donne uccise perché hanno detto no.
Perché hanno scelto.
Perché volevano essere libere.
Perché qualcuno ha deciso che la loro vita valeva meno della propria ossessione, della propria rabbia, del proprio possesso.
È proprio da qui che nasce “Voci spezzate”.
E se, questa volta, fossero le vittime a parlare?
Giulia Cecchettin, Saman Abbas e tante, troppe donne alle quali è stata tolta la possibilità di scegliere, di amare, di dire no, di vivere.
Il nostro reading non racconta il femminicidio da lontano.
Le storie sono raccontate in prima persona.
Donne diverse — una sposa bambina, una manager, una velina, una commessa, una donna che avrebbe semplicemente voluto essere libera — tornano a parlare.
Parlano con ironia, con una semplicità quasi disarmante.
E proprio per questo fanno ancora più male.
Perché dietro un vestito, una scelta d’amore, un “no”, un desiderio di indipendenza, c’è sempre una persona.
Una persona che non dovrebbe mai pagare con la vita il prezzo della propria libertà.
Sul palco le parole diventano voci, silenzi, urla, sussurri.
Il rosso di un foulard diventa il simbolo di ciò che è accaduto.
Il violoncello accompagna dal vivo le storie, fino a quando quelle voci vengono, ancora una volta, spezzate.
Non è solo uno spettacolo.
È un ascolto necessario.
È memoria.
È denuncia.
È teatro che prova a dare voce a chi non ce l’ha più.
“Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie…
Tutte dormono sulla collina.”
Noi, invece, le facciamo parlare.
E forse, oggi più che mai, abbiamo bisogno di ascoltarle.