Le Fate - gruppo giovanile

Le Fate - gruppo giovanile Gruppo giovanile attivo a Sovicille. Punti fermi? Antirazzismo, solidarietà, voglia di costruire Socialità! Obiettivo? Avere uno spazio in cui promuoverla!

28/04/2020

25 aprile 2020, 75esimo anniversario della Festa della Liberazione.
È un compito piuttosto arduo riuscire a non banalizzare una giornata dal valore così importante, dandole l'importanza che merita ogni anno. Purtroppo le ricorrenze hanno spesso il difetto di ricondurre ad una dimensione più festiva e commemorativa che di riflessione e dibattito.
Ogni anno il 25 Aprile assistiamo sempre di più a un progressivo processo di sminuimento dell'importanza di questa data o alla peggio ad una strumentalizzazione della stessa.
Quest'anno più che mai ci siamo trovati di fronte ad una Festa della Liberazione emblematica e forse più significativa che mai, vista la situazione covid-19.
Quotidianamente siamo privati delle libertà più elementari con le restrizioni in vigore di cui è importante comprendere la necessarietà. Vogliamo però riflettere su quello che è avvenuto sabato mattina a Rosia, di fronte all'ex consorzio agrario.
Alcuni liberi cittadini (innocue a partire dal numero: cinque persone) si sono recati di fronte a questa struttura abbandonata, adottando tutte le precauzioni necessarie, con alcuni striscioni celebrativi della data e rivendicativi della sua attualità. Per questo motivo sono state identificate dalle autorità.

Ci chiediamo quanto una situazione del genere sia diversa dal formarsi di una fila al di fuori di un supermercato.
Purtroppo l'estremo cambiamento portato dal virus coinvolge tutti e spinge ognuno di noi ad una riflessione sui comportamenti collettivi da tenere, ma non deve essere il terrore a governare le nostre azioni, bensì la coscienza e la consapevolezza di fare il possibile per osservare certe norme ora necessarie, senza tuttavia incappare in una f***e pressione sui comportamenti individuali.

Il gesto spontaneo di giovedì ci vede solidali; al di là della caccia all'untore e del processo di criminalizzazione dell’individuo che si sta manifestando in tutta Italia contro ogni logica, crediamo legittima e in alcun modo pericolosa la necessità di queste persone essere presenti nelle strade del loro paese in una data così importante per un territorio pieno di storia partigiana.

Considerati i numerosi episodi simili verificatisi durante questa giornata in altre parti di Italia ci chiediamo:
Quanto questa attenzione specifica su chi festeggia il 25 aprile dipende da una motivazione politica e quanto è realmente indirizzato all'osservare e far rispettare certe regole?

Libertà di ricordare, libertà di resistere!25 Aprile tutti i giorni, buona festa della liberazione a tutt*Per chi voless...
25/04/2020

Libertà di ricordare, libertà di resistere!
25 Aprile tutti i giorni, buona festa della liberazione a tutt*

Per chi volesse scaricare il file audio del video cliccare su questo link:
https://soundcloud.com/lo-stollo/bella-ciao/s-aZHLYlyQ9gi

Siamo incredibilmente felici di presentarvi questo esperimento di coro virtuale in questo momento di difficile isolamento! Nessuno ostacolo, neanche la dista...

Lo strano paradosso italiano (ma alla fine è solo un problema di capitalismo). Una riflessione dalla quarantena. [tempo ...
21/03/2020

Lo strano paradosso italiano (ma alla fine è solo un problema di capitalismo). Una riflessione dalla quarantena.
[tempo di lettura: 2 minuti]

In questi giorni, con un po' più di tempo libero, si smette di fare attività ma non di ragionare tra noi e riflettere. Nel rispetto dell'isolamento, proviamo seppur con tanti limiti a rompere la solitudine e l'individualismo in cui questi tempi rischiano di costringerci.

Ci ha incuriosito la scelta del governo di ricorrere all'Esercito nelle strade per controllare che vengano effettivamente rispettate le disposizioni eccezionali in vigore: chi porta fuori il cane, quanto lo porta fuori, chi passeggia, dove e perché passeggia (ad ora il via libera solo in alcune regioni  https://www.corriere.it/politica/20_marzo_20/coronavirus-strada-anche-l-esercito-supermercati-passeggiate-arriva-nuova-stretta-c64b5e0c-6a3c-11ea-a8a1-df48c20e9d2e.shtml). Non è però questo il punto su cui ci vorremmo soffermare, ad alcuni questa stretta può risultare addirittura necessaria, noi oggi non entreremo nel merito. Ci sembra più importante focalizzarci su un'altra e più interessante questione. Per farlo dobbiamo mettere a confronto questa ulteriore stretta, con un’altra situazione che si sta verificando in questi giorni e settimane:

Da una parte si obbliga (certo, necessariamente, non è questo il punto) tutta la popolazione a stare in casa al fine di contenere il contagio e far fronte all'emergenza. Addirittura, si decide di mettere l'Esercito in mezzo alle strade e ai quartieri per far si che venga scrupolosamente rispettato il divieto. Una situazione di controllo estremo "per il bene di tutti". E va bene.

Dall'altra parte si obbligano (questo, invece, tutt'altro che necessariamente) i lavoratori del settore industriale e logistico a recarsi a lavoro in modo da non fermare la produzione e la distribuzione di beni di NON PRIMARIA NECESSITA'. Parlando con i corrieri, in questi giorni, potrete testare personalmente la loro rabbia nel dover consegnare scarpe, vestiti, e altri beni di non primaria necessità. Così come in molte fabbriche si sono verificati scioperi che chiedevano il rispetto delle disposizioni sanitarie previste per legge, il blocco delle produzioni inutili, affermando con forza che il profitto privato NON PUO' essere prioritario rispetto alla salute dei lavoratori (già messa a dura prova da condizioni di lavoro inaccettabili in moltissimi ambienti lavorativi al di là dell'emergenza Covid-19). [https://contropiano.org/news/politica-news/2020/03/20/coronavirus-troppa-gente-in-giro-allora-chiudete-le-attivita-non-essenziali-0125573].

Ecco come queste due situazioni vanno ad evidenziare una contraddizione profonda, ed un atteggiamento da parte della nostra classe dirigente che è un atteggiamento politico e che dunque non è dato solamente dalla situazione emergenziale in cui ci troviamo. Non sposiamo quindi del tutto la narrazione per cui "adesso però bisogna stare tutti uniti" come se si uscisse dall'emergenza regalando la chiave della città alla Madonna del Voto (vedere per credere https://www.radiosienatv.it/il-sindaco-de-mossi-dona-alla-madonna-del-voto-la-chiave-della-citta/) e non con il buon senso e la solidarietà collettive. E' ai nostri conterranei casomai che ci sentiamo uniti, non a questa classe dirigente.

Ma in che senso parliamo di scelta politica? Nel senso che è una scelta tutta politica (oltre che criminale) quella di non bloccare le produzioni non necessarie. In questo modo si mette drasticamente a rischio la salute dei lavoratori in questa fase emergenziale, mentre chi da quelle produzioni trae profitto sta a casa dietro a un computer a controllare le entrate, oltretutto costruite sulle spalle dei lavoratori già da ben prima del virus (attraverso anni di austerità made in U.E, annientamento dei diritti, precarizzazione crescente del lavoro, compressione salariale ecc). Come del resto è stata una precisa scelta politica (sempre made in U.E con l’avallo ossequioso dei nostri governi) il sostanziale definanziamento della sanità pubblica avvenuto negli ultimi ultimi anni a beneficio di un'opera di privatizzazione che ha portato il nostro Sistema Sanitario Nazionale ed il personale ospedaliero a non riuscire a far fronte a questa emergenza e a doverla affrontare in condizioni pessime, esponendosi ad un rischio di contagio altissimo in quanto spesso costretti a lavorare senza mascherine e misure sanitarie sufficienti (rimandiamo a questa lettera di una infermiera su questo ----> https://contropiano.org/documenti/2020/03/15/io-non-ci-sto-rabbia-e-lucidita-nella-lettera-di-una-infermiera-0125243).
Il virus è qualcosa di imprevedibile, una calamità assoluta per cui non si poteva fare di più, un messaggio che viene ripetuto a reti unificate in questi giorni, non si poteva sapere e le difficoltà sono inevitabili. Ma è davvero proprio così? Perché a noi sembra che, se lo scoppio dell’epidemia non è facilmente prevedibile, non ci sia invece niente di imprevedibile ed inevitabile nel tagliare per decenni la sanità pubblica per poi ritrovarsi in condizioni pessime di fronte ad una emergenza come quella che stiamo vivendo. Anche nel settore ospedaliero si sono avallati gli interessi del privato e non quelli della salute pubblica. Esattamente come tenere aperte le fabbriche in questo momento significa rispondere alle esigenze del grande imprenditore e non a quelle del reale contenimento del virus. E queste scelte politiche non sono venute dal nulla, visto che è in nome del processo di "integrazione europea" che si sono tagliati fondi alla sanità per anni, sotto i diktat di Bruxelles (https://coniarerivolta.org/2020/03/16/come-lausterita-ha-distrutto-la-sanita/). Così come non è dettata da altro se non da Confindustria, la scelta di non bloccare le produzioni non essenziali. Queste decisioni sono a tutela del profitto dei signori dell'economia (e dunque, in questo sistema economico, del mondo), non della salute delle persone. In questo momento va detto con forza, perché dopo l'emergenza nulla di tutto ciò dovrà ne potrà essere come prima, e questo davvero “per il bene di tutti”.

"È ciò che produce la mancanza di finanziamenti il problema: ho 63 anni e dico senza timore di smentita che se non sosti...
15/03/2020

"È ciò che produce la mancanza di finanziamenti il problema: ho 63 anni e dico senza timore di smentita che se non sostieni più una certa area di ricerca, lasciando morire competenze e laboratori, è difficile poi pensare di ricostruire una risposta efficace per fronteggiare emergenze quali quella in atto perché i nostri giovani, molto spesso precari, si sposteranno, come hanno fatto in questi ultimi anni, su altri filoni più finanziati o abbandoneranno la ricerca per professioni più sicure. Prima dell’iniezione di finanziamenti, o contestualmente a ciò, è fondamentale e necessario un cambio di mentalità da parte di chi ci governa sia a livello nazionale che locale."

Parla Guido Poli, professore ordinario di Patologia generale all’Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, che ci spiega come sia fondamentale un cambio di rotta permanente "in previsione di possibili, forse probabili, epidemie future”.

Dopo anni di mancati investimenti pubblici e di competenze lasciate morire, la ricerca pubblica italiana dedicata alle infezioni virali emergenti è inchiodata al “punto zero”. Come è stato possibile? Quali insegnamenti trarre in vista di probabili epidemie future? Intervista a Guido Poli, prof...

Il disagio e la rabbia tangibile di un operaio che in questi giorni è costretto a continuare a recarsi a lavoro per le s...
14/03/2020

Il disagio e la rabbia tangibile di un operaio che in questi giorni è costretto a continuare a recarsi a lavoro per le scelte irresponsabili e contraddittorie del nostro governo (che "resta in balia di quei trogloditi del profitto ben rappresentati da Assolombarda, la Confidustria regionale lumbard, da sempre rappresentante l’ultradestra del mondo imprenditoriale, che continua a premere – e a imporre – che le fabbriche restino aperte, contrapponendosi anche al resto del mondo imprenditoriale locale" ----> https://contropiano.org/news/politica-news/2020/03/12/pil-vita-governo-conte-sceglie-pil-0125120) ci sembra meritevole di essere diffuso e condiviso.
"Naturalmente un governo dignitoso avrebbe potuto dire di no a queste indecenti pressioni degli industriali, ma la nostra classe politica e stata selezionata da decenni per obbedire ad essi" afferma Giorgio Cremaschi (https://contropiano.org/news/politica-news/2020/03/13/parchi-chiusi-e-fabbriche-aperte-la-sacrosanta-rivolta-operaia-0125189), che spiega come "in un solo giorno a Brescia, con tutto chiuso – compresi i parchi – tranne le fabbriche, ci sono stati 500 contagi in più. Perché nelle realtà industriali, le fabbriche sono oramai le principali fonti di contagio."
Fortunatamente a questa incompetenza e subalternità del governo agli interessi padronali si contrappone in queste ore la determinazione di tanti operai con decine di fabbriche in sciopero. "Ora a Brescia e in tutto il paese decine di fabbriche si stanno fermando con l’accordo tra la direzione aziendale e i rappresentanti dei lavoratori, nonostante la dichiarata opposizione della Confindustria. È in atto una sacrosanta rivolta operaia che probabilmente porterà finalmente alla fermata degli impianti."

Condividiamo e invitiamo caldamente a leggere questo interessantissimo pezzo dal blog di Noi Restiamo"L’imprevisto Coron...
11/03/2020

Condividiamo e invitiamo caldamente a leggere questo interessantissimo pezzo dal blog di Noi Restiamo

"L’imprevisto Coronavirus sta dimostrando che solo una politica forte di pianificazione può fare fronte alle necessità di un sistema di sviluppo fragile. [...]

Adesso è il momento della solidarietà, dobbiamo augurarci che l’epidemia passi e far sentire tutta la nostra vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno lottando in prima linea contro questo virus. Ma dobbiamo farlo pretendendo che queste cose non accadano più: per risolvere le emergenze ci vogliono risposte strutturali, non a tempo!

È FONDAMENTALE il rientro del personale sanitario costretto ad andare all’estero in cerca di lavoro, un piano straordinario d’investimenti pubblici per la stabilizzazione, l’assunzione e la formazione delle nuove generazioni nei settori della formazione, della sanità e della ricerca.

È FONDAMENTALE la requisizione e la ripubblicizzazione di tutte le strutture fondamentali, e in prospettiva dei settori strategici, per il mantenimento della salute e dell’interesse generale.

È FONDAMENTALE che si affronti l’emergenza con il blocco dei licenziamenti, la cassa integrazione per i lavoratori costretti a stare a casa, l’estensione del reddito di cittadinanza, i congedi parentali e permessi retribuiti.

È FONDAMENTALE la rottura dei vincoli di bilancio per sostenere manovre economiche sistemiche, anche senza il permesso della UE."

La teoria elaborata da Nassim Taleb sinteticamente definisce il “cigno nero” come un evento particolarmente imprevedibile e carico di conseguenze, che ha un impatto enorme sulla società umana. In questi giorni, il nostro Paese si trova in una situazione di emergenza sanitaria come mai vista neg...

"Si stava generando un grande paradosso: la Regione Emilia-Romagna disponeva la chiusura di (quasi) tutti i luoghi di cu...
01/03/2020

"Si stava generando un grande paradosso: la Regione Emilia-Romagna disponeva la chiusura di (quasi) tutti i luoghi di cultura e socialità, quelli dove si sarebbe potuta elaborare insieme l’emergenza – scuole, musei, teatri, cinema – e vietava le manifestazioni mentre la gente continuava ad ammassarsi nelle stazioni e nei luoghi del consumo. [...]
Sia chiaro, non stiamo dicendo che dovevano chiudere anche quelli: al contrario, facciamo notare che lo scopo dell’ordinanza non era la profilassi."

Il Coronavirus, le mascherine, le ordinanze insensate, le responsabilità dei media, la provenienza dei nuovi virus... Tutto visto da Bologna.

"Cosa c'è che non va in noi? [...]Il tempo stringe, è evidente. Potremmo però impegnarci, domani, a tagliare radicalment...
16/02/2020

"Cosa c'è che non va in noi? [...]
Il tempo stringe, è evidente. Potremmo però impegnarci, domani, a tagliare radicalmente le nostre emissioni legate ai combustibili fossili e iniziare il passaggio alle fonti energetiche a impatto carbonico zero basate sul rinnovabile, compiendo una transizione completa nel giro di un decennio. Se lo facessimo, i mari continuerebbero a salire e gli uragani arriverebbero ancora, ma avremo molte più possibilità di evitare un riscaldamento davvero catastrofico [...]. Oggi, però, anziché fermare l'incendio, stiamo in realtà gettando altra benzina sul fuoco [...] Così, la mia mente continua a tornare alla domanda: che cosa c'è che non va in noi? Che cosa ci trattiene davvero dallo spegnere l'incendio che minaccia di ridurre in cenere la nostra casa collettiva?
Penso che la risposta sia molto più semplice di quello che molti ci hanno spinto a credere: non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché esse sono sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l'ideologia imperante nel periodo in cui cercavamo di trovare una via d'uscita alla crisi. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe - e di cui beneficierebbero la stragrande maggioranza delle persone - rappresentano una minaccia estrema per quell'elite che tiene le redini della nostra economia [...] "

Naomi Klein - "Una rivoluzione ci salverà", solo uno dei titoli che a breve potrete trovare nella nostra biblioteca alla Buca delle Fate!

Ancora una vittima della linea di gestione del fenomeno migratorio "made in" PD-M5S-Lega. Sugli individui (nell'articolo...
23/01/2020

Ancora una vittima della linea di gestione del fenomeno migratorio "made in" PD-M5S-Lega.
Sugli individui (nell'articolo si parla di 10, dieci!, agenti) in questione non ci esprimiamo perché non ci sovvengono parole che non portino alla censura di questo post. Il nostro affetto va tutto alla famiglia di Enukidze, il nostro dito puntato contro le politiche infami in tema di immigrazione portate avanti negli ultimi anni all'unisono da PD prima (con i decreti del Min. Interni Minniti sicurezza e immigrazione), Lega e M5S poi (con i decreti sicurezza firmati dal Min. Interni Salvini).

La denuncia degli attivisti sulla vicenda di un georgiano di 38 anni deceduto lo scorso 18 gennaio nel centro vicino a Gorizia: "Testimoni espulsi".

++ Attenzione: può contenere tracce di crumirismo avanzato +++PRATO - La CGIL PRATO (e anche il sindaco PD Matteo Biffon...
20/01/2020

++ Attenzione: può contenere tracce di crumirismo avanzato +++

PRATO - La CGIL PRATO (e anche il sindaco PD Matteo Biffoni, ma quello non ci stupisce più) condanna il corteo di solidarietà agli operai e alle due studentesse multate dopo il blocco stradale e legittima invece l'operato delle forze dell'ordine che hanno caricato il corteo che aveva deciso e pacificamente raggiunto piazza del Comune.

Che ci si vuol fare, nella vita servono delle sicurezze, tipo la CGIL dalla parte dei padroni 🙊

[qui le immagini della bella e numerosissima piazza di Prato, e in seguito della carica delle forze dell'ordine ---> https://www.youtube.com/watch?v=6IsKrYAksu4]

Grazie a tutti per la ampia partecipazione di venerdì per "Sostanze e dipendenze: riduzione del danno e narcotraffico" e...
19/01/2020

Grazie a tutti per la ampia partecipazione di venerdì per "Sostanze e dipendenze: riduzione del danno e narcotraffico" e a tutti i relatori intervenuti durante la serata!

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53018

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