“Noi che…” è la festa a tema “Anni 80” che già da numerose edizioni anima la movida calabrese nel giorno precedente o successivo al ferragosto. L’evento ha riscosso un notevole successo e si è ormai attestato come un appuntamento fisso che si aspetta con enfasi per le novità e le sorprese che ogni anno riesce a riservare. Per una notte è come ritornare nel decennio che ha segnato l’infanzia e giov
inezza di coloro che, nati tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70 riuscivano a divertirsi con niente: un pallone o una bambola a seconda del sesso, ma anche un pezzo di gesso per disegnare una campana, o una corda da saltare. Non c'era internet, non c'era google, non c'erano telefonini, reality show, ipad. Per conoscere le notizie bisognava aspettare il telegiornale, le ricerche si facevano in biblioteca, e per telefonare bisognava prima affidarsi a una macchina stranissima che convertiva le monete in gettoni, e poi trovare una cabina telefonica libera. Sono stati 10 anni pieni di cadute e ginocchi massacrati, di polmoniti sfiorate con corse a casa con le magliette zuppe di sudore, di pomeriggi pieni di pane e nutella, o pane b***o e marmellata. Forse ultimi bambini davvero ingenui e candidi, per cui non esistevano i doppi sensi e bastava una sguardo per arrossire. Con 500 lire ci si sentiva tanto ricchi da passare un intero pomeriggio in sala giochi. Mentre 10.000 lire sembravano una cifra astronomica, quando un ghiacciolo ne costava 150 e un pacchetto di figurine 50. Non c'era la playstation, al massimo Pong, con due biglie passavamo dei pomeriggi interi, mentre il "mondo reale" non era così cattivo. Un mondo meraviglioso che solo chi ha vissuto può capire, un mondo che rivive ogni anno sulla costa dei Saraceni a 20 minuti a sud di Catanzaro. Questa nostalgia degli anni andati fa amare, ancor di più quelli che furono i “ brand ” mitici, che accompagnarono quel periodo quali, l’immancabile “Coca Cola”, la “Peroni”, la “Timberland”, i “Levi’s 501”, la mitica “Jeep” ecc.. oggetti o bevande che accomunavano tutti e facevano sentir parte di un grande e unica comunità.