Tatiana Vielmi - RestArt

Tatiana Vielmi - RestArt Tatiana Vielmi - Restauratrice e Artista. Restauro di intonaco, affreschi e oggetti d'arte. Dipinti

Bombonierine per la festa della donna.🌼Confezionamento pronto!🌟
02/03/2026

Bombonierine per la festa della donna.🌼
Confezionamento pronto!🌟

01/03/2026

🥰 condivido

Ciao Tatiana,
How’s it going?
È domenica pomeriggio… e come ogni settimana voglio condividere con te 3 pensieri che mi sono rimasti in testa negli ultimi giorni.

Ready? Let’s go.

1. È peggio arrivare secondi o terzi?

Questa settimana pensavo a una cosa curiosa.

Perdere una finale e arrivare secondi… fa più male che vincere la partita per il bronzo e arrivare terzi?
Se ci pensi, il secondo è “meglio” del terzo.
Ma spesso è il terzo a festeggiare di più.

Perché?
Il secondo perde l’ultima partita.
Il terzo la vince.
Il secondo è a un passo dall’oro e lo sente scivolare via.
Il terzo è a un passo dal podio e lo conquista.
È un esempio perfetto di come il significato che diamo agli eventi cambi completamente l’esperienza.

Nel business succede la stessa cosa.
Puoi chiudere un anno incredibile…
ma se non hai raggiunto “quel” target che avevi in mente, ti senti in perdita.

Oppure puoi partire da un anno difficile, migliorare tanto, e sentirti orgoglioso anche se non sei “al primo posto”.

Io questa cosa l’ho vissuta in prima persona la settimana scorsa.
Sono un grande fan dell’hockey e sono andato a vedere la finale olimpica su ghiaccio: Canada contro USA, qui a Milano.
È stata una sconfitta devastante. Heartbreaking.
Essere lì, vedere il Canada giocare così bene ma arrivare secondo… fa male.

Ma allo stesso tempo mi sono fermato un attimo e ho pensato:
quanto sono fortunato ad aver potuto assistere dal vivo a una partita storica così?
Secondo posto. Sconfitta. Ma anche gratitudine enorme.

La lezione per me è questa:
non conta solo la posizione. Conta la narrativa che ti racconti.
Stai guardando ciò che hai perso…
o ciò che hai conquistato?

2. Il sole cambia tutto

Per me il sole cambia l’umore. Punto.
Bastano 20 minuti di luce vera, all’aperto, e mi sento diverso.
E non è solo una sensazione.

Ci sono studi che collegano l’esposizione alla luce solare alla regolazione della serotonina, al ritmo circadiano, alla qualità del sonno e perfino ai livelli di energia durante la giornata.

Più luce naturale → migliore umore.
Migliore sonno → migliore performance.
Eppure passiamo ore chiusi dentro.
Io per primo.

Quindi questa settimana mi sono imposto una cosa semplice: uscire di più, anche solo per una camminata breve.
Non serve una rivoluzione.
Serve costanza.

Se ti senti un po’ scarico ultimamente, prova questo prima di cercare soluzioni complicate:
più sole. Più aria. Più movimento.
A volte la soluzione è meno sofisticata di quanto pensiamo.

3. Un piccolo hack di marketing

Se vuoi migliorare le tue vendite, prova questo:
Guarda la tua comunicazione e chiediti:
sto parlando di me o del mio prodotto/servizio… o sto parlando del problema del cliente?

La maggior parte dei materiali di marketing (siti, social, ecc.) e delle conversazioni di vendita iniziano così:

“Siamo leader nel settore…”
“Offriamo soluzioni innovative…”
“Abbiamo 20 anni di esperienza…”

Al cliente interessa poco.
Prova a riscrivere tutto partendo da:

“Se stai vivendo questo problema…”
“Se ti senti bloccato in questa situazione…”
“Se vuoi ottenere questo risultato…”

È un cambiamento piccolo, ma enorme.
Passi da “chi siamo” a “cosa risolviamo”.
E quando una persona si sente capita, è molto più vicina a dire sì.
È tutto per oggi.

Questi sono i 3 pensieri che mi porto da questa settimana.

Spero che almeno uno ti sia arrivato nel momento giusto.
Buona domenica.

Talk soon,
Michael Carbone
Co-founder, Alice e Michael S.r.l. e Norma’s Teaching S.r.l.

Ciao Tatiana, How’s it going?È domenica pomeriggio… e come ogni settimana voglio condividere con te 3 pensieri che mi st...
15/02/2026

Ciao Tatiana, How’s it going?

È domenica pomeriggio… e come ogni settimana voglio condividere con te 3 pensieri che mi stanno girando in testa.

Ready? Let’s go!

1. Sentirsi “in ansia”… è normale.

Una cosa che noto in quasi tutti i documentari e libri su persone ad altissime performance è questa:

anche loro sono in ansia.

Prima di una gara.
Prima di salire su un palco.
Prima di una decisione importante.

Questa cosa mi ha sempre colpito perché io mi sento così spesso.

Prima di parlare in pubblico.
Prima di momenti che contano davvero.

Per anni ho letto quell’ansia come un segnale negativo.
Come qualcosa da eliminare.
Oggi la leggo in modo diverso: è normale.

Le uniche persone che non provano quel tipo di sensazione sono quelle che non si mettono mai in gioco.

Se senti tensione prima di qualcosa che conta, non è un difetto.

È semplicemente il prezzo da pagare per fare cose che contano davvero.

2. Il difficile non è iniziare. È continuare.

Molti pensano che la parte dura sia partire:
iniziare ad allenarsi, iniziare un business, iniziare una relazione.

In realtà no.
La parte davvero difficile arriva dopo.
Quando l’entusiasmo iniziale sparisce.
Quando non è più “nuovo”.
Quando non ti senti carico, ispirato, motivato.

Lì serve un’altra abilità, molto meno sexy ma molto più importante:

saper rigenerare energia anche quando non arriva da sola.

Creare stimoli.
Cambiare ritmo.
È così che si costruisce la longevità.
Nel lavoro. Nelle relazioni. In tutto ciò che vale la pena portare avanti nel tempo.

3. Nessun tool ti salverà

Una delle domande che mi fanno più spesso è:

“Che tool usi per X?”
“Che software usi per le Y?”
“Che AI usi per fare Z?”

Capisco la curiosità. Sembra sempre che esista lo strumento magico che, una volta scoperto, faccia fare il salto di livello.

Ma la verità è molto meno affascinante:
non è mai il tool.
Il tool è solo un mezzo. È il “come”.
Ma il risultato dipende dal “chi” e dal “perché”.

Ti faccio un esempio semplice.
Un pallone da calcio è un tool.
Lo dai a un giocatore di Serie A e crea valore per milioni di euro.
Lo dai a me e… probabilmente faccio una figuraccia.
Il pallone è lo stesso…
La differenza sono le competenze.

Stessa cosa con un software di copy, con un CRM, con un tool di AI.

Se non sai cosa vuoi ottenere, non sai che messaggio scrivere, non sai a chi stai parlando, il tool non può compensare quella mancanza.
Anzi, spesso la amplifica.
Oggi esce un nuovo tool ogni settimana.
Nuove AI, nuovi automations, nuove promesse.
Ma nessuno strumento è una scorciatoia per evitare di imparare.

Il tool non crea la strategia.
Non crea la chiarezza.
Non crea la capacità di prendere decisioni.
Amplifica quello che già sai fare.

Quindi sì, usa gli strumenti.
Ma investi molto di più su di te.
Perché in un mondo pieno di tool, vince sempre chi sa usarli.

Questi sono i 3 pensieri che mi porto da questa settimana.

Spero che almeno uno ti sia arrivato nel momento giusto.

Buona domenica.

Talk soon,
- Michael

Michael Carbone
Co-founder, Alice e Michael S.r.l. e Norma’s Teaching S.r.l.

08/02/2026

Condivido!

Tanta stima per Nanni! Anzi... secondo me potrei essere stata Nanni in una vita precedente!🤣
27/01/2026

Tanta stima per Nanni!
Anzi... secondo me potrei essere stata Nanni in una vita precedente!🤣

Ma vorrei ricordare la luceche entra dalle grandi vetrate a quest’ora del giornoe mette in corsivo ogni cosa che tocca.(...
03/01/2026

Ma vorrei ricordare la luce
che entra dalle grandi vetrate a quest’ora del giorno
e mette in corsivo ogni cosa che tocca.
(Billy Collins)

20/12/2013 di quel periodo invidio i pantaloni (che mi entravano tutti😅) e la frangetta👩"Che la forza sia con te" 😂
20/12/2025

20/12/2013 di quel periodo invidio i pantaloni (che mi entravano tutti😅) e la frangetta👩
"Che la forza sia con te" 😂

Muoio!!!🤣🤣🤣🤣🤣🤣
12/12/2025

Muoio!!!🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Sappiate che da qui a Natale vi delizierò postando quotidianamente delle .
Iniziamo con questa dove Giuseppe e Maria sembrano abbastanza turbati dalla nascita di un signore nano di mezza età, che provoca una sensazione di ribrezzo anche ai due animali, i quali cercano di guardare altrove, disgustati. Da notare, lo sguardo del bue, chiaramente il più traumatizzato fra i presenti.

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