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StudiosFun SONO IL VELENO SONO L'ANTIDOTO !! «E ancora meraviglia di essere / e di pensare / e parlare / e udire la eco / come in infinito / deserto Piove. Vuoi mettere!?

Un viso melanconico a rimirar la pioggia facendo breccia tra alitar su vetro e fine pioggia che opacizza, Cuoricini disegnati con le dita. Melanconico per niente, in verità. E De Andrè canta e mi tattua sull’anima "Per chi viaggia IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA." Sono a casa, mancavo dal 1989, 25 anni fa…. Questo è il mio paese, ma questi muri non mi appartengono più. Torno, trovo tutto più f

reddo e tanta puzza, cammino da giorni per le strade e non vedo amici, forse il tempo li ha risucchiati altrove, vedo il meticciato che avanza. Il centro una volta era il punto d’incontro della mia generazione, sono saltato via dal centro, mi sono perso e mi sono ritrovato, continuo a perdermi e a confondermi, forse sono nato per questo, per stare in continuo movimento. Dopo tanto “vagabondare”, un lavoro “normale”, il mio ufficio si trova nel centro di Bologna, a pochi passi dalla montagnola e dalla zona universitaria, diciamo che il contorno è vivace ma la vita da impiegato un po’ meno, ma di questi tempi ringrazio Dio di avere un lavoro. Mi alzo presto e mi confondo tra i pendolari, tribù dalla faccia triste, mi scrutano, mi osservano, ho invaso il loro territorio, forse dovrei presentarmi…ma non succederà. Al mattino il treno corre veloce, 30 minuti, addormentato nei pensieri alla ricerca di un ultimo sogno, scendo dal treno e non ricordo neanche più il loro viso, i loro occhi stanchi, me ne corro per via Indipendenza, sono ancora in stato ipnotico, non vedo e non voglio capire, riposo fino alla meta, ed ecco l’ascensore, 7 piani e sono tra le nuvole, Bologna dall’alto è bellissima, grappoli di case dai tetti rossi e le pareti color mattone, bordò, arancio, giallo che si elevano verso l’immensità della volta celeste e che, per essere prive di porte e finestre, sembrano aver imprigionato i loro abitanti all’interno, cazzo dove ho messo il badge? vabbeh è il rito del BADGE!! si nasconde ovunque poi salta fuori… Chiuso in una torre come in un video spento, lontano da re e regine cerco vie d’uscita, canticchio residui di suono del concertone del 1 maggio, autoritratto con tempie bendate “La vida es sueño”. Ma ecco i cieli: l' aria, o l' aura, in smisurati citrini e cilestrini lillà e argentei, fra il sorbetto di mela verde e la granita di arancia acerba. Ribolle l' anima romantica, onirica, metaforica, allegorica. Il tempo è uggioso, né pinguini né foche, tuttavia, sotto: gli stormi degli uccellacci, solo gufi da malaugurio in volo davanti alla luna o posati in una sinistra finestra gotica….. Lo stupore, la capacità di liberare la mia anima dalla scorza indurita dalle consuetudini, dagli stereotipi, dalle convenzioni del vivere contemporaneo, frenetico, assordante ed accecante. Mi libro in volo sulle ali delicate della fantasia e del sogno, riscopro la dimensione inconscia del mio essere, oltre il reale, al di là dei sensi. Ma la mia anima è spaventata, il mio cuore timoroso oppone resistenza. Soffro di vertigini, ma con passo ancora incerto, varco la soglia, mi addentro nel mondo fatato e mi lascio avvolgere dalla magia. Il mio cuore si dilata, le emozioni fluiscono libere, senza limiti, i miei sensi ardono e il velo si squarcia permettendo finalmente ai miei occhi e al mio intelletto di vedere. Sono al di fuori del tempo e dello spazio,
viaggio attraverso pianure, colline, mari, isole, foreste e nelle mie tasche di cercatore di pepite d'oro rimangono ogni sorta di ritagli, di immagini, di ricordi. Si confondono, si mescolano, si accavallano vorticosamente nell'istante di tempo, mentre attorno cambiano forma, si restringono, si allargano, turbinano muri invisibili. Scopro una chiave che apre porte inaspettate, dove per raggiungere un luogo, devo voltargli le spalle; dove per restare fermo, devo correre; dove per arrivare in un punto, devo averlo già superato; e il tempo corre all'indietro: prima il futuro, quindi il presente, infine il passato. Come Alice nel paese delle meraviglie e attraverso lo specchio, i grandi, limpidi occhi infantili di Alice rispecchiano fedelmente ogni minima notizia nel lago serio e incuriosito delle pupille. Non esiste il Peso né il Numero, e la tavola pitagorica impazzisce. L' "io", del quale noi siamo tanto fieri, si perde, insieme a quel supremo simbolo della identità che è la memoria. Nei giardini Margherita, assieme a Peter Pan vivono le fate: tra loro e il mondo umano non esiste nessuna vera distinzione. Le fate preparano la colazione, mungono le vacche, segano i funghi, tirano su l' acqua. Sono sempre indaffarate, come se non avessero un momento da perdere, ma non fanno mai niente di utile. Stanno in piedi quando dovrebbero sedere, e siedono quando dovrebbero stare in piedi: sono sveglie quando dovrebbero dormire, e dormono quando dovrebbero andare alla festa. Spesso si comportano male: mettono le dita nel burro o bevono troppo vino; sono dispettose, eccentriche, stravaganti. Qualche volta, avere rapporti con loro, come con tutto ciò che è fiabesco, è rischioso: senza accorgersene, ti fanno diventare una quercia sempreverde. Peter Pan è un bambino-uccello è un mezzo-e mezzo. Vola come un uccello, ma in parte si comporta come un bambino: tenta di afferrare le mosche con le mani invece che con il becco; ma, al tempo stesso, non è un vero bambino perché gioca in modo sbagliato, ignora cosa siano i secchielli o i palloncini colorati o cosa siano i baci. Vive sempre sul margine, sul limite, senza appartenere ad un mondo. È velocissimo, perché è molteplice e stravagante: è onnipresente e nascosto. Detesta gli adulti, le persone normali, la scuola, le abitudini e le istituzioni. Sta sempre da un' altra parte. Non vuole crescere e abbandonare le ali: ma, qualche volta, sembra stranamente senile. Non finisce mai di tentare i bambini, portandoli via con sé, in un eterno volo, Non conosce l' assoluto rigore matematico di Alice: pare sempre lievemente ebbro, come si fosse ubriacato con un liquore di corniole, distillato dalle fate. La sua è una fiaba, un vaudeville, un' avventura fantastica, una farsa, un racconto piratesco, un racconto filosofico, una fantasticheria, un arcobaleno, un gioco funambolico, una sonata di flauto - che deve assolutamente venire eseguita nel paese che non c' è. Sogno per vivere, con la consapevolezza di non poter avere una vecchiaia, perché morirò giovane di animo, ciò mi fa avere delle fantasie malsane. Penso alla mia vecchiaia. Il che mi rende profondamente disturbato. O come direbbe la mia amica Allegria, emotivamente disturbato. La noia, unita all’insonnia è una maledetta bestia malsana. Qualche riferimento al tempo si è creato, anche se non credo che il treno sia già passato. Che ore sono? Replica Giovanni Lindo Ferretti “Sono la Terapia, sono la Terapia”
Ascolto Big Mojo ….ora sono più calmo,
Nobody know the thruth
Selvaggio Blues per anime incazzate
Dovevo essere un medico, sono un nervo scoperto che urla
Urlo…Deep Passion….. Rocker from Outerspace
Sogno di Artista, con la A maiuscola…. Pioggia come lacrime…. E quando piove il posto migliore dove essere è il letto. Per Te. Le persone non cambiano. le persone non cambiano mai, anche se ci convinciamo a vederli con occhi diversi. Gli stronzi rimangono stronzi, esattamente come i bugiardi rimangono bugiardi, è la storia del mondo.

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