Novecento spettacolo teatrale

Novecento spettacolo teatrale 'Non sei fregato veramente, finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla'

     Carlo Vitale Alessandro Pellegrini       Alessandro Baricco
27/06/2026


Carlo Vitale Alessandro Pellegrini Alessandro Baricco

NOVECENTO promo video 2026Carlo Vitale Alessandro Pellegrini Mara Di Maio
17/06/2026

NOVECENTO promo video 2026
Carlo Vitale Alessandro Pellegrini Mara Di Maio

Novecento di Alessandro BariccoUno spettacolo di e con Carlo Vital...

  - 27NOVECENTO  Carlo Vitale Alessandro Pellegrini
11/06/2026

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NOVECENTO
Carlo Vitale Alessandro Pellegrini

11/06/2026

DAL WEB
Le recensioni della critica sullo spettacolo Novecento interpretato e diretto da Carlo Vitale concordano nel definire la messinscena un esempio eccezionale di teatro di narrazione puro, capace di rimanere fedele alla poesia originale di Alessandro Baricco pur rinnovandone la forza espressiva da quasi trent'anni. I principali elementi lodati dai critici teatrali includono:1. L'interpretazione e la centralità del "Logos" La critica definisce la performance di Vitale come "memorabile", "intensa" ed evocativa. L'attore mette al centro dello spettacolo il logos (la parola), che non viene semplicemente letta o recitata, ma letteralmente declamata per incantare i sensi dello spettatore. Attraverso l'uso del silenzio e di un'ironia ficcante, l'attore riesce a restituire sia la comicità che la profonda malinconia del testo.2. Il connubio perfetto tra teatro e musica dal vivo. Un punto di forza ampiamente celebrato dalle riviste di settore, tra cui Media e Sipario, è l'interazione simbiotica tra l'attore e il pianista Alessandro Pellegrini. La musica eseguita dal vivo non funge da semplice sottofondo, ma trasporta fisicamente il pubblico dal buio della sala direttamente sul transatlantico Virginian, alternando atmosfere ragtime, accenni jazz e sfumature blues che assecondano i cambi di ritmo della narrazione.3. Atmosfera e coinvolgimento emotivo. Secondo le testate specializzate (come Notizie in Controluce), l'allestimento ha la rara capacità di rendere visibile l'invisibile. Senza bisogno di imponenti apparati scenografici, la recitazione di Vitale e le note di Pellegrini permettono agli spettatori di "vedere" i passeggeri, i balletti sul seggiolino del pianoforte durante le tempeste e il mare profondo, toccando temi universali come la ricerca della libertà, l'amore e il riscatto personale. In sintesi, i critici lo considerano un piccolo gioiello teatrale intramontabile, capace di creare un'esperienza immersiva, che "rimane racchiusa per sempre in un angolo dell'anima dello spettatore".

11/02/2024

PO(rno)ST

Non ho mai pensato di appassionarmi al Festival di San Remo. Infatti lo confermo, ma da uomo di spettacolo, ed essere umano curioso della vita, guardandolo, mi ha portato ad alcune riflessioni e considerazioni. No, non parlerò del festival e dei suoi: bravi, non cantanti, straordinari interpreti, o grandiosi conduttori ecc. no! La mia riflessione è assolutamente interessata al parallelismo con il mio mondo, IL TEATRO. E' stata fatta una politica impressionante, scrupolosa, attenta e molto precisa su quale fosse la mission, cioè portare a creare il pubblico più giovane ad essere il vero protagonista dell'oggi ma soprattutto del domani. Ciò che purtroppo il teatro e i politicanti, le istituzioni, le istruzioni NON FANNO. La volontà è quella di rendere sempre più ignorante e beone il giovane pubblico, potenziale pubblico di domani. Farlo rimanere lontano dal teatro che se non è morto poco ci manca, o per noi poveri illusi rimane difficile pensare che sia già da tempo defunto. Non basta tutta la volontà che noi COMMEDIANTI, ci mettiamo, la tanta energia nella assoluta precarietà del settore che ci impone di amare gioco forza sempre più questo sistema che è divenuto per pochi eletti. (I RICCHI). Sì perché per poter continuare o addirittura iniziare ad intraprendere una carriera da attore, ballerino, cantante, musicista...devi avere non solo le spalle ma anche il c**o coperto. Non basta dunque la piacevole sensazione di stare facendo qualcosa di UTILE, in quanto quel qualcosa viene vanificato nel momento stesso in cui lo si fa. I giovani sotto i 30 anni, non vanno a teatro. Non più, non lo dico io lo dicono i sondaggi. I giovani sotto i 30 anni non sono più educati ad ascoltare per 1 ora 2, solo ascoltare e lasciarsi portare dalle emozioni per quel breve tempo rubato ai loro innumerevoli impegni 'social' o pseudo tali. Non sono certo io, o qualche mia collega uomo/donna che sia a poter invertire la tendenza. Non tocca a noi andare a prendere lo studente a casa o fuori dal pub per portarla a teatro. Dovrebbe toccare alle istituzioni alla CULTURA, o quelli che credono di poterla gestire. Il teatro non fa mangiare i potenti, ma non permette nemmeno a noi teatranti di sopravvivere.
'Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni' dice lo zio W***y, ma di soli sogni nel XXI esimo secolo di soli sogni non si vive, ci si spegne lentamente.

Indirizzo

Via Giulietti 74
Sirolo
60020

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