ARTE e NATURA nelle TERRE DI SIENA con Maddalena e Riccardo

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ARTE e NATURA nelle TERRE DI SIENA con Maddalena e Riccardo Scopri SAN GIMIGNANO e SIENA e il loro territorio con MADDALENA, Guida ambientale e turistica

CENNI DI FRANCESCO DI SER CENNI A VOLTERRA: UN ARTISTA RETRO'? Cenni di Francesco di Ser Cenni (Firenze, notizie 1369 – ...
30/08/2026

CENNI DI FRANCESCO DI SER CENNI A VOLTERRA: UN ARTISTA RETRO'?

Cenni di Francesco di Ser Cenni (Firenze, notizie 1369 – 1415 circa), qualche anno prima di affrescare la chiesa di San Lorenzo in Ponte a San Gimignano, dipinse nel 1410 a VOLTERRA, nella Ca****la della Croce di Giorno adiacente alla chiesa di San Francesco, un ciclo di affreschi con Storie della Croce e Storie di Cristo che è sempre stato giudicato con una certa severità dalla critica d'arte perché ritenuto non partecipe delle novità stilistiche che andavano affermandosi nella pittura in Toscana all'inizio del Quattrocento.

Anna Padoa Rizzo, nel 1979, vide in questo ciclo di affreschi un rispetto ad altre opere precedenti e successive dell'artista. Nonostante questi giudizi non propriamente lusinghieri, le Storie della Croce e Storie di Cristo di Cenni costituiscono, per l'eleganza delle immagini affollate da personaggi, il marcato colorismo e le articolate architetture, un'opera degna di nota e maggior considerazione.

Tra gli episodi narrati dall'artista, merita soffermarsi per la loro incisività sul Trafugamento della Croce da parte di Cosroè di Persia e la Strage degli Innocenti, le scene in cui Cenni di Francesco di Ser Cenni mostra un sicuro tratto di originalità rispetto all'anteriore ciclo di affreschi di analogo soggetto dipinto da Agnolo Gaddi tra il 1380 ed il 1390 nella Ca****la Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze che gli valse da modello di riferimento.

IL BACIO DI GIUDALa scena raffigura il Bacio di Giuda (altrimenti nota come la Cattura di Cristo) nella Collegiata di Sa...
21/07/2026

IL BACIO DI GIUDA

La scena raffigura il Bacio di Giuda (altrimenti nota come la Cattura di Cristo) nella Collegiata di Santa Maria Assunta a SAN GIMIGNANO.

Fa parte del ciclo di storie del Nuovo Testamento dipinto, stando alla moderna critica d'arte, tra il 1338 ed il 1340 (o 1345) da Lippo Memmi e da Tederigo (o Federico) Memmi, quest'ultimo anche battezzato con l'appellativo esegetico di "Compagno di Simone" [Martini].

Queste storie neotestamentarie sono tutte (Enzo Carli - Treccani - Enciclopedia dell'Arte Medievale - 1992 - voce "Barna"). La scena che raffigura il Bacio di Giuda rispecchia pienamente queste caratteristiche ed è forse la più emblematica e nota dell'intero ciclo pittorico.

Osservate lo sguardo torvo dell'Iscariota che incrocia gli occhi impassibili di Cristo che esprimono la consapevolezza del tradimento, impeccabile trasposizione in pittura delle parole del Vangelo di Luca (22.47-48):

AFFRESCHI CON ANGELI MUSICANTI NELLE TERRE DI SIENAProviamo a chiudere gli occhi davanti alla corona di angeli in gloria...
12/07/2026

AFFRESCHI CON ANGELI MUSICANTI NELLE TERRE DI SIENA

Proviamo a chiudere gli occhi davanti alla corona di angeli in gloria che contorna la Madonna con Bambino nell'Oratorio adiacente alla chiesa di San Lorenzo in Ponte a San Gimignano (foto da 1 a 6) o di fronte alle schiere di angeli che cantano e suonano dipinte sulle vele della crociera del coro nella chiesa dell'Eremo di San Leonardo al Lago (foto 7 e 8).

L'affresco di San Gimignano é opera di Cenni di Francesco di Ser Cenni e fu eseguito agli esordi del secondo decennio del Quattrocento. Il coro della chiesa di San Leonardo al Lago fu affrescato da Lippo Vanni tra il 1360 ed il 1370.

Possiamo solo immaginare la melodia celestiale eseguita dagli strumenti e dai cantori ma ci é possibile ragionare sugli angeli, affascinanti figure spirituali che collegano il Cielo e la Terra.

Prescindendo dalle gerarchie e ordini in cui sono ripartiti, nell'arte, per la funzione svolta, si distinguono quattro tipi di angeli: anzitutto i Messaggeri. Dall’annuncio biblico alle espressioni rinascimentali, la figura che porta la speranza e la Parola.

Quindi i Custodi. L’angelo che veglia e protegge, simbolo della premura e amorevolezza divina, sempre presente nella vita e nel cammino dell'Uomo.

Ancora i Viandanti. Figura di prossimità e condivisione, l’angelo viandante incarna la presenza celeste che guida, accompagna e orienta il cammino dell’Uomo nelle sfide del suo tempo.

Per concludere con i Musicanti, come a San Gimignano e a San Leonardo al Lago e in numerose altre opere d'arte, in particolare del Rinascimento.

In tutti e quattro i casi, l’angelo è una figura celeste. La sua natura spirituale non gli impedisce di manifestarsi anche con sviluppi corporali che prendono l’apparenza maschile, femminile, come pure infantile.

L’angelo potrà prendere il volto d’uomo per esprimere la sua forza soccorritrice e protettrice, come di donna per manifestare una tenerezza materna.

TRE CAMPANE DI MAGISTER LORENZO TRA SAN GIMIGNANO E LA VAL DI PESA La campana che si trova sulla Torre Rognosa di San Gi...
07/06/2026

TRE CAMPANE DI MAGISTER LORENZO TRA SAN GIMIGNANO E LA VAL DI PESA

La campana che si trova sulla Torre Rognosa di San Gimignano, detta della Misericordia, anticamente del Banco, venne fusa nel 1295 dal maestro fiorentino Laurentius. Originariamente era una delle tre campane che si trovavano sulla Torre Grossa.

Leone Chellini nel suo volumetto "San Gimignano e dintorni" del 1921 riporta il testo dell'iscrizione a rilievo sulla campana: >.

Di questo maestro fonditore che operò a San Gimignano non abbiamo notizie dettagliate, ma sappiamo che un maestro fiorentino che si firmava "Lorenzo" realizzò pochi anni prima, nel 1290, due campane per la chiesa di San Bartolomeo a Palazzolo (Tavarnelle in Val di Pesa), oggi custodite nel chiostro della pieve di San Pietro in Bossolo, sempre nel territorio del comune di Tavarnelle.

Riccardo Chellini, in un suo saggio ("Tre campane medievali dall'area del Chianti", in Dal Fuoco all'Aria - Tecniche, significati e prassi nell'uso delle campane dal Medioevo all'Età Moderna, a cura di Fabio Redi e Giovanna Petrella, Pisa 2007), ce le descrive con precisione:

>.

La similitudine del nome (Laurentius / Lorenzo) nelle iscrizioni e la quasi coincidente cronologia induce a ritenere che il maestro della campana di San Gimignano sia lo stesso che fuse le due campane conservate a San Pietro in Bossolo.

I LONGOBARDI A SAN GIMIGNANOAnzitutto, perlomeno a quanto ci risulta, è d'obbligo precisare che non ci sono evidenze arc...
10/05/2026

I LONGOBARDI A SAN GIMIGNANO

Anzitutto, perlomeno a quanto ci risulta, è d'obbligo precisare che non ci sono evidenze archeologiche né documenti che testimoniano il passaggio o la presenza dei Longobardi a San Gimignano. Tuttavia il toponimo con il quale è denominata la parte più elevata del borgo, Montestaffoli, lascia legittimamente presumere che questa popolazione germanica sia transitata e forse abbia stazionato nel territorio di San Gimignano.

Come noto, nel 568, guidati da Alboino, i Longobardi si insediarono in Italia, dove diedero vita a un regno indipendente che estese progressivamente il proprio dominio sulla maggior parte del territorio continentale e peninsulare.

A San Gimignano, nel punto più alto del centro abitato, conosciuto come Montestaffoli, si trovano i resti della fortezza voluta dai Fiorentini dopo l'assoggettamento della città avvenuto nel 1353 (in foto, la porta della rocca dall'interno con sullo sfondo la Torre Grossa). Ebbene, il termine "Staffoli" ha con ogni probabilità origini longobarde: potrebbe derivare dalla parola "stafal" o "stafhal", da cui discenderebbero le parole "stafili" o "staffil" che significano cippo o palo di confine.

Crediamo lecito avanzare questa ipotesi in considerazione del fatto che ancora oggi vi è una frazione del comune di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa, denominata Staffoli. Anticamente era un accampamento fortificato, chiamato "castrum Staffili", noto fin dall'ottavo secolo, situato sulla via di Monte Bardone.

Nell’Alto Medioevo i Longobardi contendevano ai Bizantini il territorio della pen*sola. L’esigenza di collegare Pavia, capitale del Regno Longobardo e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura determinò la scelta di un itinerario che varcava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa e, dopo la valle del Magra, si allontanava dalla costa in direzione di Lucca. Per non avvicinarsi alle zone controllate dai Bizantini questo percorso, che prese il nome di via di Monte Bardone, attraversava solo territori controllati dai Longobardi e infine conduceva a Roma. "Staffili" era dunque una "terra di confine", situata lungo questo itinerario.

Quando la dominazione longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, la via di Monte Bardone cambiò il suo nome in via Francigena: essa si affermò come la via principale da cui passavano mercanti e pellegrini e sul suo tracciato si sviluppò San Gimignano a partire dal XI secolo.

Il Montestaffoli di San Gimignano potrebbe pertanto essere stato una "terra di confine" dei Longobardi al pari del "castrum Staffili" tra le odierne Altopascio e Santa Croce sull'Arno.

LE CASE-TORRI DI SAN GIMIGNANOMerita leggere un recentissimo libro di Marco Marino, "Il lato nascosto della citta' medie...
03/05/2026

LE CASE-TORRI DI SAN GIMIGNANO

Merita leggere un recentissimo libro di Marco Marino, "Il lato nascosto della citta' medievale - Il progetto di San Gimignano - Macerata, 2026" dove troviamo una descrizione della funzione e dell'utilizzo delle torri a partire dagli inizi del XIII secolo, talvolta erroneamente ritenute solo simboli verticali di potere e prestigio.

Marino sostiene che, nella prima metà del 1200

Ecco le foto scattate durante la passeggiata naturalistica organizzata per il giorno di Pasquetta dall'Azienda agricola ...
07/04/2026

Ecco le foto scattate durante la passeggiata naturalistica organizzata per il giorno di Pasquetta dall'Azienda agricola biologica LA TAVERNA di Gambassi Terme. All'iniziativa, finalizzata al riconoscimento delle piante, hanno partecipato tante belle persone.
È stato un piacevole pomeriggio!
Grazie a tutti.

A PASQUETTA VIENI CON ME A SCOPRIRE IL BOSCO INTORNO A NOI !!!
05/04/2026

A PASQUETTA VIENI CON ME A SCOPRIRE IL BOSCO INTORNO A NOI !!!

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