17/06/2024
Ogni tanto ci sono gesti o immagini che è importante cogliere, perché illuminano quello che accade. Elisabetta Casagli, socia del Centro e partecipante al gruppo di scrittura, ci ha restituito questo dopo il nostro pomeriggio di donne fiorite. Grazie Elisabetta.
Donne fiorite
Note di musica cubana si uniscono a quelle degli uccellini che popolano gli alberi del magnifico giardino, alle campane della città che suonano nelle ore principali della giornata, ai tamburi delle contrade percossi con ritmi antichi da mani giovanili: è la festa dei fiori che le donne del Mara Meoni si preparano a passare insieme.
Tutte disposte sui tappetini nella posizione yoga della corolla di fiore a mostrare perché fiore e donna vanno insieme: è l’accoglienza, il grembo e la corolla che si aprono come bacinelle per raccogliere acqua, sole, vita e anche solo le parole di questa musica dolce, d’amore che fa muovere i fianchi come a far uscire ciò che è stato accolto in una nascita nuova.
La vita si muove intorno sotto forma di energie colorate, dalle curve morbide della serenata, ai colori rosa degli scialli che svolazzano per il vento dispettoso; dalle voci che insieme riproducono parole intonate accompagnate dal ritmo delle mani che battono in coro, ai profumi dei frutti dei nespoli, delle rose e delle altre erbe che non riconosco; dalle pietanze cucinate la sera prima per l’occasione disposte nei vassoi, al profumo d’incenso che sale visibile nell’aria con spire che si sfaldano nelle stesse forme che prendono al vento i nostri capelli lunghi riccioli, lisci, rossi, neri, bianchi.
Dalle finestre soprastanti il giardino in cui si svolge la festa si affacciano volti di donne resuscitate dalla musica, che sorridono e guardano verso l’orizzonte per riacchiappare ricordi buttati come panni sporchi che la musica ha rivestito delle vestigia giovanili, riportando nei nervi del corpo debole, bianco, ormai rassegnato, scosse e vibrazioni e un sorriso come espressione fisica di partecipazione alla danza.
È la festa dei fiori e delle donne, è una condivisione ancora primaverile come ci fa sentire l’aria freddina che ci fa rifugiare nelle stanze dove i libri prendono il posto delle piante, le chiacchiere quello dei cinguettii, e la musica ci scalda assieme ai bicchieri di vino.
A tarda sera si esce con germogli, piantine grasse sementi, strumenti avvolti nelle loro custodie, libri sotto braccio e un brusio di tonalità allegre, vive, note musicali anche nelle semplici parole che si spandono giù per i Pispini fino alle auto.