14/02/2026
Mi chiamo Anna Kuliscioff. Sono morta esattamente 100 anni fa, e la mia vita è stata come un incendio che ha attraversato la storia.
Cento anni sono tanti, dal 1925 al 2025, e il mondo che ho conosciuto è davvero cambiato come mai avrei immaginato.
Ma non sono qui per darvi una lezione di storia. Sono qui per raccontarvi cosa significa lottare quando tutto il mondo sembra volerti in silenzio.
Dalle pianure della mia Crimea, dove sono nata come Anna Rosenstein, fino al cuore pulsante di Milano, la mia strada è stata segnata da in'infinità di eventi, di storie e di incontri che non posso certo raccontarvi nel tempo che mi è stato concesso, meno di mezz'ora.
Voglio però che sappiate di Andrea Costa, il mio primo vero amore, l'uomo delle barricate. Con lui ho condiviso l'ardore dell'anarchia e il peso del carcere. Ma quando ho capito che la rivoluzione non può essere solo un'esplosione di rabbia, ma deve diventare costruzione, le nostre strade si sono divise. Andrea voleva l'insurrezione pura; io volevo scuole, diritti e pane per i figli dei lavoratori.
E poi è arrivato Filippo. Filippo Turati. Se Andrea è stato il fuoco, Filippo è stato il respiro. Insieme a lui, nel nostro salotto di Milano, abbiamo fondato il Partito Socialista Italiano.
Il nostro non è solo stato un legame d'amore. È stata una fusione di intelletti. Tra le pagine della "Critica Sociale", abbiamo sognato un'Italia moderna, giusta e libera, curando con la medicina e con la politica le piaghe di una società malata.
Quanti ricordi meravigliosi.
Ma non posso ignorare i ricordi più terribili. Come il ricordo di un giovane romagnolo dagli occhi "spiritati", un fabbro, un bakuniano della corrente più estrema del nostro partito. Lo chiamavo "il brigante". Mentre molti compagni restavano stregati dal suo carisma brutale, io già vedevo in lui l'anima di un dittatore. Mussolini scambiava la violenza per rivoluzione e il cinismo per forza. Gli dissi in faccia che era un pericolo per tutti noi, e purtroppo, il tempo mi ha dato ragione.
In questo video vi racconto anche della mia scelta di diventare la "Dottora dei Poveri", delle mie battaglie solitarie per il voto alle donne e di quel 29 dicembre 1925, quando persino al mio funerale le squadracce fasciste ebbero paura della mia bara.
Non guardate questo video per ricordarmi. Guardatelo per continuare le mie battaglie. Perché finché una donna sarà discriminata e un lavoratore sfruttato, la mia battaglia non sarà finita.
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Mi chiamo Anna Kuliscioff. Sono morta esattamente 100 anni fa, e la mia vita è stata come un incendio che ha attraversato la storia.Cento anni sono tanti, da...