26/07/2026
Desidero esprimere la mia gratitudine alla Cooperativa Sociale "Al di là dei Sogni" per avermi onorato dell'incarico di realizzare il Premio "Buona Vita"che si tiene il 24 luglio, giorno della commemorazione dell'uccisione di Alberto Varone vittima innocente di camorra, a cui il bene confiscato è intitolato,
ormai alla IV edizione.
Un'opera dal profondo valore simbolico, sia per l'alto profilo del destinatario a cui è rivolta, sia per la significativa storia che essa racchiude. Rinnovare questa collaborazione rappresenta, ogni volta, un'esperienza artistica e umana di straordinaria intensità e coinvolgimento.
Il Premio "Buona Vita" trae la sua linfa dal saluto che Federico, primo ospite della cooperativa Al di là dei sogni, donava a chiunque incrociasse sul suo cammino.
La sua esistenza era stata un lungo transito attraverso l'oscurità. Segnato dalla perdita precoce della madre, aveva conosciuto il soffocamento dei mille metri di profondità nelle miniere.
Fu poi prigioniero di guerra, vittima di maltrattamenti e testimone dell'orrore della Shoah.
Eppure, sopravvissuto a un simile abisso, Federico non permise alla bruttura di consumare il suo amore per la bellezza della vita.
Con profonda gratitudine verso il presente e grande sensibilità per la musica, amava intrattenersi con i passanti offrendo loro la purezza di una melodia: sceglieva con cura una foglia e la trasformava in uno strumento a fiato che riproduceva il suono di un kazoo e, prima di congedarsi, sigillava quell'incontro con un augurio luminoso: "Buona vita".
L'Opera , fonde la durezza dell'acciaio e la memoria ancestrale della terracotta in una narrazione visiva densa di simbolismo.
-La foglia centrale:
modellata nella terra, fluttua come il perno emotivo dell'opera.
Rappresenta l'incanto della semplicità, il talismano con cui Federico evadeva dal dolore per tessere legami umani.
-La struttura in acciaio:
Un metallo che sa piegarsi senza spezzarsi, metafora di resistenza, evoca la forma di un acchiappasogni, quei sogni a cui Federico non aveva mai smesso di rinunciare.
-Gli elementi pendenti:
Come frammenti di vita sospesi in balia del vento, che diventano musica evocando la leggerezza dell'anima.
-Un bozzolo di ceramica, uno dei simboli più potenti di metamorfosi e rinascita che porta in dono un Kazoo, emblema di un'arte democratica che chiunque può suonare per esprimere il proprio canto.
Il premio "Buona Vita", è un monumento alla capacità umana di trasformare la sofferenza in melodia e il ricordo in benedizione.