09/06/2020
Ludi Latini a Senigallia. Una opportunità per crescere.
Le interrogative indirette sono una br**ta bestia. E in più, se tenti di addomesticarle ti mordono.
Riflettiamo bene su questa frase di Seneca: “Ogni giorno mostra quanto noi siamo nulla”, che in latino ci è giunta in due forme: “Omnis dies ostendit quam nihil sumus/simus”.
Noi professori di latino - lo sapete tutti - siamo fissati con le regole. E voi ragazzi la pagate cara se non le rispettate.
Ma le regole, alcune volte sono come i baci di Catullo: “dammene dieci, cento, mille, tanto poi li mescoliamo, così gli invidiosi non sapranno mai quanti ce ne siamo dati”, nel senso che certe volte le regole saltano dal "pattuito canonico" (proprio come i baci) e si piegano alla libera scelta dello scrittore.
Per capirci meglio, una per tutte: la regola del complemento di luogo è "in+ablativo". Ma poi se vai a leggere gli autori latini trovi di tutto e di più. Hanno sbagliato!
No, semplicemente è accaduto (e ancora accade) questo: le “regole”, in latino (ma anche in ogni altra lingua), sono il risultato di una casistica, di una percentuale, di una “frequenza”; insomma, di ricorrenze che sono state numerate, studiate, classificate, etichettate, osservate, apprezzate ed infine ammirate, seguite ed imitate: nasce così la Lingua, nella sua inesauribile e stupefacente armonia di forme, formule, idiomi. Fiume placido, ma sempre in piena; mai fermo ma sempre immobile. Sempre identico ma mai uguale. Vestito buono ed elegante spesso tirato per la giacca dai disinvolti, gettato su con sciatteria dagli impacciati, ostentato con orgoglio dai “poeti laureati”, stropicciato dagli incolti , sgualcito dai dilettanti, amato dagli innamorati della scrittura, infilato su con fretta dai bottegai, portato con eleganza dagli elzeviristi, indossato con fatica immensa e attenta cura dai poeti e dagli scrittori.
Ma torniamo alla frase di Seneca: “sumus” o “simus”?
Carissimi miei straordinari e fantastici amici di facebook che siete giunti a leggermi fin qui: volete che importi qualcosa ai ragazzi che abbiamo invitato a partecipare ai “Ludi Latini” (che, come dice la parola ‘ludi’ è un lieto Certamen che serve ad impegnarsi con serietà sorridente) sapere se Seneca abbia scritto sumus o simus?
Casomai interesserà noi proff., perché Seneca si scosterebbe dalle regole che regolano le subordinate (in questo caso l'interrogativa indiretta).
Bene, chiariamo; la versione “sumus” è edita dalla Editrice Zanichelli, che è anche la versione del Virgilio Paladini e dei prof. Paolo Fedeli e tantissimi altri.
La versione edita dall’Utet riporta invece “simus”.
Molti son andati a leggere su internet (fonte di verità sicure e luce inesauribile di certezze) dove ovunque c'è “simus”, per una versione che sarebbe stata assegnata alla Maturità nel 1965. Peccato che in quell’anno erano stati assegnati un brano di Plinio il Giovane (nella I sessione) e uno di Apuleio (nella Il).
Ma lasciamo perdere, e chiudiamo qui, a tenaglia con l’incipit: le interrogative indirette, proprio come tutte le costruzioni sintattiche che si rispettano, le subordinate, le oggettive, le soggettive, le dubitative, hanno regole certe e definite. Che vanno assolutamente rispettate. Ma anche loro, scrivevo sopra, possono rivelarsi brutte bestie quando l’autore vuole, perché possono assumere sfumature che le regole non sopporterebbero; non obbediscono a una sola regola, ma si adattano ad un ventaglio di possibilità, discostandosi dalle 'canoniche' ragioni sintattiche e restando un po’, come dire, in obliquo, per consentire, ai lettori più raffinati, il piacere di cogliere sfumature, entrare nel cuore di chi scrive e compiacersi con lui. Ecco perchè ci sono i Grandi scrittori.
Seneca, lo vogliate o non lo vogliate, (lo dico ai colleghi che seguono la lectio "simus") voleva proprio dirci che “Noi non siamo proprio nulla”, e NON che “forse” non siamo nulla (pensiero che avrebbe dovuto esprimere ricorrendo al congiuntivo e scrivendo “simus”). Che facciamo? Andiamo a dissotterrarlo e gli diciamo che deve rispettare le regole latine?
In questa scelta, assieme ai Proff e alla Casa Editrice sopra citati, ci sono diversi altri autori, distribuiti nei secoli, che posto qui, in edizione tratta e ‘fotografata’ dalle fonti autentiche di Biblioteche Universitarie tedesche e francesi.