01/04/2023
Sarà che teniamo tanto al nostro territorio e che pensiamo sia opportuno cogliere le occasioni uniche che certe volte capitano.
E’ anche per questo che ci ritroviamo nuovamente a fare un appello pubblico e collettivo a tutti e tutte, in primis al nostro paese e all’amministrazione che lo governa: cosa succederà con il progetto BORGHI LINEA B DEL PNRR che ha visto Seneghe come paese affidatario nel giugno 2022?
E’ passato quasi un anno e purtroppo non abbiamo ancora capito quale sia lo stato attuale della storia, se il comune stia procedendo con l’accettazione, se abbia rinunciato, se stia provando a modificare il progetto o se, in un’ottica di visione personale, ritenga inopportuno portare avanti i lavori, oppure pensi che questo progettato sia inutile. Non sappiamo nulla se non una sorta di sospensione ad interim del procedimento. Uno stato di eccezione ormai perenne che si conferma quanto una "sospensione" strutturale; regola generale e generalizzata del governo del pubblico.
Molti si chiederanno cosa c’entri Perda Sonadora in tutto questo. Perda Sonadora all’interno del progetto è affidataria di due fondi specifici, uno destinato al Cabudanne de sos Poetas e uno destinato al progetto di costruzione di un archivio della poesia, una rivista e una serie di attività annesse.
Siamo quindi parte in causa. Alcuni si cimenteranno sicuramente nella goffa attività dialettica definendoci quasi affetti dalla fasulla patologia Nimby, ma abbiamo le spalle abbastanza larghe per ribaltarne il concetto.
Non esiste infatti nessun fenomeno culturale, politico e quindi sociale di interesse che non passi legittimamente per una forma di interesse locale. Abbiamo un interesse che il progetto consegnato e valutato sia portato avanti nella sua interezza per noi, la nostra comunità e nel rispetto di tutti i soggetti partner che hanno investito e creduto nell’operazione “Seneghe”.
Il BANDO BORGHI LINEA B prevede per i comuni “vincitori” un affidamento di circa 1 milione e seicento mila euro per determinate attività e azioni dedicate al grande mondo della cultura e della formazione. Tutti i nostri compaesani hanno avuto modo di leggere a dicembre scorso una documentazione generale del progetto.
Seneghe è stato tra i primi 5 comuni in italia per punteggio e il primo in Sardegna. Un riconoscimento non da poco per chi come noi santi in paradiso ne ha pochi.
A questo, stando a quanto dicono le fonti ministeriali farà seguito un fondo dedicato all’imprenditoria locale dei paesi vincitori.
Dalla pubblicazione delle graduatorie ad oggi è passato quasi un anno. Il progetto doveva partire nel 2022 ma non è andata così. Siamo nel 2023 e per ora non abbiamo ancora ricevuto soddisfacenti informazioni sulla partenza dell’iniziativa, non siamo stati convocati a nessuna riunione congiunta e non ci pare ci sia stata l’intenzione di condividere tra amministrazione e soggetti partecipanti lo stato dell’arte.
Non sappiamo bene cosa dire se non fare una riflessione generale che prende spunto dalle numerose critiche mosse ai bandi di questo tipo. Purtroppo, infatti, dobbiamo constatare che la capacità gestionale dei fondi pubblici da parte delle amministrazioni locali è drammaticamente scarsa e che questa mancanza di competenze, personale qualificato e risorse collaterali per il sostegno amministrativo dei progetti, costino alle nostre comunità molto di più di quanto certe volte questi progetti eroghino sui territori “selezionati” in termini non solo economici.
Abbiamo più volte sollecitato i nostri amministratori. Abbiamo chiesto loro chiarezza, impegno, coesione, abbiamo offerto loro sostegno e garantito che non sarebbero stati i “bersaglieri” di questo progetto.
Ad oggi però non sappiamo come le cose stiano andando, tutto tace nel massimo riserbo contribuendo così a quel lungo cammino di incertezza a cui vogliono abituarci.
Come associazione culturale riteniamo che già in questa fase preliminare siano decadute molte delle prospettive che lo stesso Bando Borghi ritiene necessarie per la sua buona riuscita.
Come si può pensare che un progetto di rigenerazione culturale possa infatti essere gestito dall’amministrazione in totale autonomia senza che esso rappresenti cosa pubblica e condivisa?
Come si può pensare di spendere i fondi senza la costruzione di una programmazione strutturata e agita con i giusti tempi senza dover rincorrere solo le scadenze?
In che condizioni sono le nostre amministrazioni locali che oggi non sono capaci nemmeno di spendere su un triennio meno di due milioni di euro al di fuori oltretutto dei bilanci ordinari dei comuni?
È molto interessante notare come la regione Sardegna abbia abbandonato, o almeno è questa l’impressione, ogni tipo di sostegno ai comuni affidatari dei fondi PNRR e come gli assessorati di competenza non si siano minimamente interessati alla questione.
Noi nel nostro piccolo non sappiamo più che fare. Per Perda Sonadora il progetto BORGHI è un’opportunità non solo per strutturare meglio il Cabudanne, ma per poter garantire una sua miglior programmazione e iniziare a immaginare di poter dare un sostegno lavorativo più stabile ad alcuni dei nostri storici collaboratori e collaboratrici purtroppo precari.
Accanto ad esso un’inevitabile opportunità per il nostro paese derivante dal progetto.
Capiamo quanto sia difficile interagire con le nostre amministrazioni locali, non sappiamo bene perché, ma questo rimane ancora un enorme gap che rischia a lungo andare di dover solo peggiorare le nostre condizioni di cittadini qui nei piccoli centri del mondo.
Per chi come noi ha scelto di vivere nei centri periferici siamo certi che non possa essere in nessun modo possibile costruire posterità e presente senza apertura e coinvolgimento reciproco tra i cittadini e il pubblico. Oggi, il dato che riscontriamo è che le istituzioni di prossimità come i comuni, i gal le unioni ecc.. siano ormai tanto distanti quanto gli organismi nazionali e regionali. Una continuità che ci preoccupa e che vede nella nostra esperienza con la vicenda del BANDO BORGHI, il rischio dell’ennesima vertenza esplicativa di tutte le nostre preoccupazioni.
Non ci nascondiamo, questi nostri pensieri si configurano anche come appello nei confronti di chi governa il nostro paese e il nostro territorio. Richiedere chiarezza sul nostro futuro piaccia o no è un nostro diritto, sempre nella speranza che queste richieste non vengano strumentalizzate, derise o identificate come sterili proteste.
Continuare a vivere nella perenne incertezza è oggi una forma consolidata di gestione della cosa pubblica e delle nostre vite. A questo ci opponiamo fermamente sicuri che anche il nostro operato e perché no le nostre opposizioni pubbliche siano strumento e motore di cambiamento, costruzione e garanzia di un futuro migliore.
Parte di di queste riflessioni le porteremo con noi tra meno di un mese a Bari, dove siamo stati inviatati come relatori alla ArtLab23 Bari/Matera nel panel "Reti e sistemi di valorizzazione territoriale nel PNRR e nelle Politiche di coesione". Un appuntamento così importante che quasi non ci capacitiamo del perché ci abbiano chiamato 🙂.
La speranza è che sia un appuntamento utile per Seneghe e che ci dia modo di continuare il nostro percorso di confronto, crescita e rientrare in Sardegna con buone idee capaci di implementare le nostre pratiche.
https://artlab.fitzcarraldo.it/it