12/03/2018
Inaugurata a Palazzo Maestri la personale di Mario Bortolami
“A Valdagno, c’è una stradina che scende dal centro storico, via Festari, che però nessuno conosce per il suo vero nome, ma se si dice “la via del pittore” allora tutti sanno qual è”.
Con queste parole, sabato 10 marzo, Michele Vencato, vice Sindaco del Comune di Valdagno, ha introdotto un personale ricordo del suo concittadino illustre, Mario Bortolami, pittore figurativo della seconda metà del Novecento di rilievo internazionale e poeta, le cui opere sono esposte, in questi giorni, nella sala “De Zanche” di Palazzo Maestri.
Considerato dal critico Zavattini quale “vero erede di Antonio Ligabue”, Mario Bortolami, nasce nel 1924 nel quartiere padovano di Voltabarozzo, per poi trasferirsi a quattordici anni a Valdagno nella casa del fratello, dove si avvicinerà ad un mestiere - quello di idraulico - e alla passione di una vita, quella per i colori ad olio. Dopo aver vissuto il dramma della prigionia in Germania nel ‘43, tornerà nel padovano dopo la guerra, dove dedicherà la sua vita all’arte, con riconoscimenti e apprezzamento internazionale, sino al 2001, anno della sua scomparsa.
Come ricordato anche dall’assessore Giovanna Rossi, presente all’inaugurazione della mostra assieme al vice sindaco Saponaro: “Bortolami, prim’ancora che un grande artista, è stata una persona semplice, che pur praticando una professione umile e senza aver studiato alle grandi accademie, è stato capace di essere testimone del suo secolo e del territorio, grazie al suo straordinario talento.”
Sulle tele scene domestiche di vita quotidiana, nelle quali la spontaneità dei sentimenti la fa da padrone, alternate a visioni oniriche raffiguranti una natura viva, immersa in paesaggi a tratti fantastici, con colori accesi, un segno denso e tinte vibranti.
La mostra sarà accessibile gratuitamente, presso la sala “De Zanche” di Palazzo Maestri, nei consueti orari di apertura della biblioteca, sino al 31 Marzo.
Testi e video - Giulio P.