Poesia Mondadori

Poesia Mondadori POESIA è un osservatorio permanente sull’attività letteraria internazionale per orientare il lettore nel panorama della poesia classica e contemporanea.

POESIA "Lo Specchio". Un osservatorio sull’attività letteraria internazionale, una piattaforma che orienta i lettori nel panorama della poesia classica e contemporanea. La pagina è curata da Mary Barbara Tolusso e Melissa Pilotti, con il coordinamento di Elisabetta Risari e Luigi Belmonte.

La morte potrebbe arrivareleggera, lieve, attutita,come un colpo di sonnoper fare la pace con se stessiovunquecome una l...
02/09/2026

La morte potrebbe arrivare
leggera, lieve, attutita,
come un colpo di sonno
per fare la pace con se stessi
ovunque
come una lu**ca
la consistenza appiccicosa
o
un momento di panico
pentimento
una saggezza di emozione così sepolta
ogni improvviso tradimento

Carlo Bordini 2 settembre 1938 - 10 novembre 2020



Istruiti nell’amoreper diecimila libricolti per il tramandarsidi gesti immutabilie giuramenti stolti –ma solo quiiniziat...
01/09/2026

Istruiti nell’amore
per diecimila libri
colti per il tramandarsi
di gesti immutabili
e giuramenti stolti –

ma solo qui
iniziati all’amore –
quando la lava discese
e il suo alito ci colse
al piede del monte,
quando infine il cratere sfinito
più non trattenne la chiave
per questi corpi serrati –

Entrammo in spazi incantati
e illuminammo il buio
con la punta delle dita.

Ingeborg Bachman
Traduzione di Luigi Reitani

NAPOLI
MILLE COLORI
La poesia e la città
A cura di Fabio Pedone


IL NEMICOLa mia giovinezza fu solo una tenebrosa tempestaattraversata qua e là da splendidi soli;tuono e pioggia hanno f...
31/08/2026

IL NEMICO

La mia giovinezza fu solo una tenebrosa tempesta
attraversata qua e là da splendidi soli;
tuono e pioggia hanno fatto un tale disastro
che nel mio giardino restano ben pochi frutti vermigli.

Eccomi arrivato all’autunno delle idee
e devo usare il badile e i rastrelli
per rimettere a posto la terra inondata
dove l’acqua scava buche grandi come tombe.

Chi sa se i nuovi fiori che sogno
troveranno in questa terra lavata come un greto
il mistico elemento che li renderà forti.

Dolore! Dolore! Il Tempo mangia la vita
e l’oscuro Nemico che ci divora il cuore
cresce e si rafforza con il sangue che perdiamo!

Traduzione di Milo De Angelis

Charles Baudelaire, 9 aprile 1821 - 31 agosto 1867



Quando tutti gli altri erano fuori a messaio ero tutto suo mentre pelavamo patate.Rompevano il silenzio, lasciate cadere...
30/08/2026

Quando tutti gli altri erano fuori a messa
io ero tutto suo mentre pelavamo patate.
Rompevano il silenzio, lasciate cadere una a una
come lacrime di stagno colanti dal saldatore:
fredde consolazioni poste fra noi, cose da condividere
luccicanti in un secchio di acqua chiara.
E cadevano una dopo l'altra. Piccoli piacevoli tonfi
del lavoro di entrambi ci facevano tornare in noi.

Così mentre il parroco al suo capezzale
recitava vigorosamente le preghiere dei morenti
e qualcuno rispondeva e qualcuno piangeva
io ricordavo la sua testa china verso la mia,
il suo respiro nel mio, i nostri fluidi coltelli immersi
mai tanto vicini per tutto il resto della nostra vita.

Traduzione di Francesca Romana Paci

Seamus Heaney, 13 aprile 1939 - 30 agosto 2013


In me il tuo ricordo è un fruscìosolo di velocipedi che vannoquietamente là dove l’altezzadel meriggio discendeal più fi...
28/08/2026

In me il tuo ricordo è un fruscìo
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l’altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull’estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d’anime che se ne vanno.

E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.

Vittorio Sereni

MILANO
PORTO DI MARE
La poesia e la città
A cura di Luca Mastrantonio


Ma la notte ventosa, la limpida notteche il ricordo sfiorava soltanto, è remota,è un ricordo. Perdura una calma stupitaf...
27/08/2026

Ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perdura una calma stupita
fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago
ricordare.

Talvolta ritorna nel giorno
nell’immobile luce del giorno d’estate,
quel remoto stupore.

Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli
dove tutte le cose del giorno, le coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte
e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
e di foglie e di nulla.

Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo
di quel vivere assorto, nella luce stupita.

Cesare Pavese, 9 settembre 1908 - 27 agosto 1950

[...]Venere e Marte sono tornatiStanno baciandosi folli d’amoreDavanti a questi luoghi innocentiDove sotto le rose in fe...
26/08/2026

[...]

Venere e Marte sono tornati
Stanno baciandosi folli d’amore
Davanti a questi luoghi innocenti
Dove sotto le rose in fervore
Vanno gli dèi nudi e belli a danzare

Vieni la mia tenerezza governa
Tutto il fiorire che qui si rivela
Dove natura è bella e toccante
Pan nella selva va fischiettando
Le umide rane stanno cantando

Traduzione di Maurizio Cucchi

Guillaume Apollinaire, 26 agosto 1880 – 9 novembre 1918



Mira esce di casa e prende dalla scatola una perlaTim esce dal borgo e raccoglie un sasso per stradaJarka esce dal giard...
26/08/2026

Mira esce di casa e prende dalla scatola una perla
Tim esce dal borgo e raccoglie un sasso per strada
Jarka esce dal giardino e prende un nocciolo d'albicocca
Vira esce di casa e non prende niente
tanto torno presto, dice
e non prendo niente

Mira dalla perla ha coltivato una scatola
e ci fa crescer dentro una nuova casa
Tim da quel sasso ha fondato una città
Una città quasi sua
ma non si vede il mare
Jarka ha piantato il nocciolo dell'albicocca
il nuovo giardino è il suo giardino ormai

E Vira,
lei che non ha preso niente,
racconta questa storia
Quando lasci la casa,
dice,
La casa si fa più piccola
per conservarsi

La casa diventa
un sasso grigio
una perla
un nocciolo dell'albicocca dell'anno scorso
un vetro che ti taglia la mano per strada
un pezzo di Lego
una conchiglia della Crimea
un seme di girasole
un bottone della divisa di tuo padre

Così la casa ci sta in una tasca
e dorme

Tirala fuori
in un posto sicuro
quando sei pronto

La casa crescerà piano piano
E tu mai,
ricordatelo, mai
sarai senza la tua casa

E tu cosa hai preso?

Solo questa storia
sul ritornare
Eccola che vede la luce del sole
E Cresce

Viktorija Amelina (1986), deceduta nel luglio del 2023 a causa delle ferite riportate in un bombardamento. La poesia è stata composta nel maggio del 2022.

Traduzione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha Possamai.


Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;ogni apparenza t’è contraria. Il soleindora la città, brilla nel mare.D’ogni sorta vei...
25/08/2026

Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;
ogni apparenza t’è contraria. Il sole
indora la città, brilla nel mare.
D’ogni sorta veicoli alla riva
portano in giro qualcosa o qualcuno.
Tutto si muove lietamente, come
tutto fosse di esistere felice.

Umberto Saba, 9 marzo 1883 – 25 agosto 1957



Ti offro povere strade, tramonti disperati, la luna dei laceri sobborghi.Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato ...
24/08/2026

Ti offro povere strade, tramonti disperati, la luna dei laceri sobborghi.

Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato a lungo, molto a lungo, la luna solitaria.

Ti offro i miei antenati, i miei morti, i fantasmi che i vivi hanno onorato oggi
col bronzo: il padre di mio padre ucciso ai confini di Buenos Aires con due pallottole dentro i polmoni, morto barbuto che i suoi soldati avvolsero in una pelle di v***a;
il nonno di mia madre, ventiquattrenne appena quando guidò la carica dei suoi trecento uomini in Perù, ormai spettri su cavalli svaniti.

Ti offro ogni intuizione racchiusa nei miei libri e quanta virilità o buon umore ha la mia vita.

Ti offro la lealtà di un uomo che non fu mai leale.

Ti offro la mia essenza, salvata non so come, quel centro del cuore che non tratta parole, non traffica coi sogni e non è mai toccato dal tempo, dalla gioia
o dalle avversità.

Ti offro il ricordo di una rosa gialla vista anni fa al tramonto, prima che tu nascessi.

Ti offro spiegazioni di te stessa, teorie su di te, notizie vere e sorprendenti
al tuo riguardo.

Ti posso dare la mia solitudine, le mie tenebre, la fame del mio cuore; cerco di allettarti con l’incertezza, il pericolo, la sconfitta.

Traduzione di Ilide Carmignani

Jorge Luis Borges, 24 agosto 1899-14 giugno 1986


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