27/07/2022
Siamo agli sgoccioli. Presto uscirà “L’illusione dei numeri 1”, una riedizione di “Numero 0” da parte di una casa editrice piccola e arrembante che non ha avuto paura di esporsi.
Quando ho iniziato a scrivere questo libro ero davvero con l’acqua alla gola, con l’occhio spento e la voglia di vivere dei lunedì mattina di febbraio. Così un po’ per rabbia, un po’ perché ho sempre voluto farlo, mi sono messo a fare un canovaccio dei temi che mi stavano a cuore e ho visto una linea che li collegava.
Poi c’entra che ogni volta che mi lamento mi costringe a guardare anche le cose positive. Quando lo fa la odio, ma ammetto che ha ragione lei. Così un giorno mi ha detto di “non fare un libro che sia un lamento, ma che getti una luce di speranza”.
Dopo un po’ di tempo e di studio e quando le cose iniziavano ad andare un po’ meglio, ecco che ho ripreso il testo, l’ho aperto a metà, ho aggiunto un sacco di pagine nuove, l’ho scompaginato e risistemato con una nuova forma, che contenesse anche qualcosa in più della semplice descrizione di uno stato vegetativo, ma anche qualche ricetta per cambiare, per tornare a respirare.
E credo sia questo che ha convinto a pubblicare “L’illusione dei numeri uno”. Perché è un testo solido, che ho scritto, riscritto, sistemato, reimpaginato per almeno due anni; su studi che mi porto avanti da almeno 10 anni; e dall’analisi emotiva e psicologia delle situazioni che, nella mia vita, mi hanno portato più vicino all’esaurimento da performance.
È tutto qui. È davvero tutti qui. Appunto per questo, credo possa valerne la pena.
(Ringrazio Michi, modello d’eccezione)