22/06/2026
Spyro 2: Gateway to Glimmer
PlayStation, 1999
Credo di averlo menzionato molteplici volte nel corso degli anni, fatto sta che da piccino sono sempre stato del partito pro-Crash: il mio affetto per il marsupiale di Naughty Dog fu talmente grande che glissai brutalmente tutta la trilogia di Spyro fino a recuperarla molto tempo dopo, innamorandomi istantaneamente del primo storico capitolo.
Quando poi giocai il secondo più in là nel tempo, speravo mi seppe prendere come il primo, ma non ci riuscì. Ancor meno quando lo rigiocai sulla Reignited Trilogy, spendendoci pure le notti in bianco, ma tra i tre giochi inclusi nella compilation fu quello che mi piacque di meno.
Ebbene, dopo averci ri-ri-rigiocato posso dire che mi sbagliavo alla grande.
Già di base, rispetto alle altre volte, questa run è stata molto più divertente perché ho fatto sostanzialmente a gara con un mio carissimo amico per chi riuscisse a completarlo per primo (spoiler: ho vinto io - però grossi kudos a lui per averci giocato durante il downtime a lavoro CON MOUSE E TASTIERA), ma poi anche perché, data la mia consapevolezza accumulata e la maggiore esperienza rispetto a 7-8 anni fa, ho avuto modo di ottimizzare quanto più possibile la run limitando il (seppur poco e limitatissimo ad alcune aree) backtracking e concedendomi anche un minimo di sequence break nel primo livello, dato che sono riuscito a completarlo tutto al primo colpo nonostante in teoria servisse uno dei potenziamenti permanenti che si ottengono in seguito - altra grande novità introdotta in Spyro 2, che espande e non di poco l'arsenale del draghetto viola in aggiunta ai power-up temporanei.
Perfino la missione dell'alchimista, notoriamente la missione peggiore del gioco anche perché collegata ad una successiva che richiede i suddetti potenziamenti, è stata meno peggio di quanto credessi, anche perché ho deciso di affrontarla solo più avanti per evitare di doverla ripetere apposta per fare poi la missione con Hunter.
In passato ammetto di essere stato, oltretutto, un gran fesso, perché non tenevo da conto la mappa (che in Spyro 2 per PS1 c'è ma per qualche strana ragione è disattivata di default) che però non solo dà l'idea di quanto i livelli siano più compatti e meno dispersivi di quanto mi ricordassi, ma soprattutto è una manna dal cielo per capire dove possano essere le aree non ancora esplorate, rendendo quindi il completamento dei livelli molto semplice anche per chi non è ferratissimo con questa saga.
Infine parliamo dell'argomento boss: anche se sono solo tre (Crash, Gulp e infine Ripto) sono tra le note più alte del gioco perché ok, non sono particolarmente complesse, ma sono discretamente impegnative, soprattutto Ripto che ha ben tre fasi e non possiamo permetterci di morire altrimenti la battaglia ricomincerà da capo.
Forse, la vera delusione del gioco è l'ultimissima parte; non tanto perché sia br**ta o mal studiata, tutt'altro - è che è estremamente breve, soprattutto se paragonata alla parte centrale: infatti ha pochissimi livelli e l'hub world stesso è parecchio piccolo.
Questo dà la sensazione che Spyro 2 fosse un gioco, almeno nella mente di Insomniac, con molte più idee (non a caso il gioco ha tre hub world relative alle stagioni - Foresta d'estate, Tundra d'autunno e Tundra d'inverno - ma ne manca una quarta e come detto la Tundra d'inverno è estremamente breve, specie se paragonata alla seconda) ma mancando il tempo per inserirle tutte si sono visti costretti ad interrompere l'aggiunta di livelli e aree e di impacchettare il gioco così come lo avevano fatto fino a quel momento.
Fortunatamente questo non ha influito negativamente sul tutto, perché Spyro 2 era e resta sempre un giocone da urlo, ma mi chiedo come sarebbe potuto essere se gli sviluppatori avessero avuto modo di completare la loro visione per questo titolo come l'avevano intesa.
Un po' come Sonic 2 per Mega Drive, pensandoci bene.
Just food for thought.
Status:
- Completato al 100%.