29/09/2026
Unreal
PC, 1998
La mia storia con Unreal è una delle più peculiari della mia carriera da videogiocatore.
Sì, perché fu il mio primissimo FPS, giocato in giovanissima età in una compilation che comprendeva anche altra roba, e nel quale non andai mai oltre il secondo livello.
Tuttavia io ai tempi non conoscevo il titolo del gioco (probabilmente perché il gioco era piratato, per cui ogni riferimento al suo nome o ai suoi creatori - Epic Games, la stessa che poi tra gli altri avrebbe creato molti anni dopo Gears of War - era stato presumibilmente rimosso), e non ero assolutamente consapevole del fatto che si trattasse di una pietra miliare della storia dei videogames; l'unica cosa che ricordavo erano i nemici del secondo livello che, armati di lanciarazzi (!), decidevano di usarmi come carne da macello.
Per cui, questo gioco rimase un ricordo lontano nella mia mente, finché non ne trovai per caso un gameplay su YouTube e mi accorsi che quello sparatutto di cui avevo ricordi nebulosi era proprio Unreal: una pietra miliare, come l'ho definito prima, in quanto è il primissimo titolo a fare uso dell'Unreal Engine (ovviamente la nomenclatura comune non è un caso, essendo il motore stato creato apposta per questo gioco), lo stesso Unreal Engine che oggi è utilizzato come standard da tantissimi sviluppatori in tutto il mondo.
Per cui, solo per questa ragione, stiamo parlando di un titolo estremamente importante nella storia videoludica.
Potete quindi immaginare il mio entusiasmo nell'aver scoperto cosa avessi giocato nella mia infanzia, ancor di più quando me ne sono procurato una copia.
Iniziato, giocato, finito: e quindi?
Eh, e quindi...
Sono molto combattuto.
Da un lato abbiamo un gioco che dal punto di vista tecnico, per effetti di luce, grafica e realismo visivo, era il top del top per il 1998: una roba graficamente così bella e complessa rarissimamente si trovava, perché nessun motore offriva le possibilità dell'Unreal Engine all'epoca.
Però un gioco non è solo grafica: è anche e soprattutto GIOCO, ed è lì che Unreal comincia a peccare.
Le ambientazioni non sono male, ma non tutte le mappe sono create in maniera equa: fate conto che il gioco è composto da quasi una quarantina di livelli, ma diversi di essi hanno una struttura decisamente arzigogolata e non è sempre chiaro dove si debba andare - per contro, alcuni durano letteralmente un minuto, e non si capisce il perché non integrare questi mini livelli con quelli precedenti o successivi a seconda di dove abbia più senso ficcarli.
I nemici: vi ricordate dei nemici coi lanciarazzi del secondo livello che ho menzionato prima? Ecco, quelli sono solo la punta dell'iceberg, e trovo molto difficile sopravvivere ad essi nelle prime fasi di gioco senza aver recuperato l'armatura nel livello precedente. E la cosa bella è che da quel punto in poi è tutto in salita: i nemici diventano sempre più aggressivi, cominciano ad attaccare in gruppi enormi soprattutto negli ultimi livelli, diventano sempre più intelligenti schivando attacchi in sequenza (ed è palese che i trigger per la schivata dei nemici si attivino quando il giocatore spara, rendendo ogni encounter molto più frustrante del dovuto), il che non sarebbe un problema se le armi non facessero così tanto schifo.
Unreal ha 10 armi diverse, dalla pistolina monca con le munizioni infinite fino ad un fucilazzo calibro 50, ciascuna delle quali provvista di un fuoco primario e di uno secondario a seconda delle caratteristiche dell'arma stessa.
Ecco, sappiate che almeno la metà di esse diventano inutili: le due pistole cadranno molto presto nel dimenticatoio e diverranno utili solo per aprire le casse in cui si trovano le munizioni per le altre armi (la pi***la automatica, poi, ha una precisione bassissima per cui usarla non è nemmeno conveniente di base); il Razorsharp diventa rapidamente poco pratico perché avendo dei proiettili rimbalzanti ed essendo che i livelli avanzati si svolgono in ambienti chiusi e spesso angusti, il rischio è di ve**re colpiti e uccisi dai nostri stessi proiettili piuttosto che dai nemici; il biofucile ha un rateo di fuoco ed una gittata ed un rateo di fuoco così bassi che è meglio non usarli mai; il fucile .50 e la mitragliatrice automatica sono tanto potenti ma così avare di munizioni che è meglio usarle solo per i boss; alla fine, le uniche armi veramente decenti del gioco sono il fucile ASMO che è praticamente un hitscan ed è uno dei pochi modi per colpire i nemici senza che schivino, l'8-Ball che è un lanciagranate devastante e può essere usato anche negli spazi stretti col fuoco secondario, e infine il FLAK che è un ibrido fucile a p***a + lanciagranate, che è diventato la mia arma preferita perché sega quasi ogni nemico in 2-3 colpi al massimo.
Insomma, da quel lato lo trovo molto deludente, specie se pensiamo che altri titoli dello stesso genere precedenti ad Unreal avevano armi molto più interessanti e complessivamente più utili.
Infine, uno dei tanti punti alti millantati da Unreal era l'avere un'ambientazione suggestiva con una lore interessante da scoprire.
Ora.
L'ambientazione è effettivamente suggestiva, e il pianeta Na'Pali dà l'idea di un luogo tanto inospitale quanto misterioso e ricco di storia; però il gioco, in sè e per sè, non veicola niente, e se non fosse che me lo sono andato a vedere su Google mai avrei saputo che la popolazione nativa del pianeta, i pacifici Na'Li (praticamente un incrocio tra i Na'vi di Avatar, Goro di Mortal Kombat e i Watussi), sono stati schiavizzati e imprigionati dagli Skaarj, alieni rettiloidi alla ricerca di un elemento minerario molto abbondante sul pianeta. Noi, nel ruolo del personaggio giocabile, rappresenteremmo il compimento di una profezia Na'Li che annunciava la venuta di un salvatore proveniente dallo spazio.
Nulla di tutto ciò, però, è esplicitato nel gioco: lo si può reperire leggendo i vari log che si possono trovare in giro per i livelli, à là Metroid Prime; potete quindi facilmente intuire che la voglia di andarmi a cercare e leggere tutte queste info mi è passata molto alla svelta.
Detto tutto ciò: che parere ho su Unreal?
Ehhhh... molto combattuto.
Da una parte non posso negarne l'importanza storica, d'altro canto però lo considero complessivamente inferiore ad altri giochi dello stesso genere, anche usciti prima e meno complessi (nel 1998, ricordiamolo, Doom faceva ancora scuola e non per caso); un aspetto che per forza di cose non ho minimamente toccato è stato il multiplayer, ma è proprio su quello che la serie di Unreal sboccerà definitivamente perché sarebbe diventato la base su cui si fonda tutto quell'ecosistema chiamato Unreal Tournament.
Status:
- Gioco completato.