20/05/2026
Iran | In dialogo con Meysam Aal-e-Mahdi
📍 CSA Arcadia | Via lago di Tovel 18, Schio
🗓 Venerdì 29 maggio, ore 20.30
In un mondo dove la voce dell'estrema destra diventa ogni giorno più forte, quanta speranza ancora ci può essere nei movimenti in lotta?
In questa fase di regime di guerra e neoliberismo bellico, sfociato con l'invasione israelo-statunitense in Iran, è di prioritaria importanza dare una lettura diversa dai mass media, fanatici e ossessioniati da una narrazione semplicista e alienante; è necessario contrastare uno sguardo che vede questa fase come un risiko tra i potenti, che ignora e annulla volutamente il ruolo dei popoli e i loro movimenti dal basso nei territori colpiti.
Con Meysam Aal-e-Mahdi (میثم آلمهدی), operaio e attivista iraniano, vorremmo approfondire ciò che rimane del corpo ferito della soggettività politica dei movimenti operai (e tutte le lotte dal basso come quella di "donna, vita, libertà") e quanto può incidere nel futuro del popolo Iraniano e nella sua autodeterminazione.
Meysam Aal-e-Mahdi (1984) lavorava come operaio nella Società Siderurgica del Khuzestan nella città di Ahvaz. La società è stata privatizzata e il mancato pagamento degli stipendi ha scatenato proteste e una serie dei scioperi - il piu lungo di 40 giorni - che lui, insieme ad altri, ha organizzato (2016-2018). Quelle proteste sono state tra le più grandi lotte operaie in Iran dopo la rivoluzione e per questo ha subito la repressione delle forze di sicurezza.
La Società Siderurgica del Khuzestan è una delle industrie più importanti dell'Iran dove hanno lavorato fino a diecimila operai; è stata colpita di recente dai bombardamenti americano-israeliani.
Ora sono passati cinque anni da quando Meysam Aal-e-Mahdi, dopo un lungo periodo vissuto nascosto in Iran, è uscito dal paese. Attualmente si è concentrato sulle forme organizzative delle lotte operaie e l'autogestione delle fabbriche.