Nel primo fine settimana di settembre, Scarperia si prepara al Palio del Diotto trasformandosi in quel “borgo rinascimentale”, sede di Vicariato di tanto tempo fa I contadini, giunti all’alba, portano i prodotti delle loro terre che verranno venduti al mercato, mentre dalle strade laterali giunge il suono del martello del “mastro coltellinaio” che, battendo sull’incudine, forgia la lama che diverr
à “ferro tagliente”, un arte che ancora oggi rende famosa Scarperia. Lungo le vie del borgo si possono incontrare dame e cavalieri, mentre le guardie di palazzo fanno la ronda, controllando che in mezzo al popolo non si nascondano agitatori di folla che potrebbero attentare la nobile figura del Vicario. Per l’occasione gli avventori possono acquistare e vendere le loro merci con la moneta corrente, il “fiorino di Scarperia”, coniato appositamente per l’evento, che viene cambiato dai “tesorieri” alle casse poste ai due ingressi del centro storico. Lungo la strade coperte di paglia si svolgono spettacoli con musici, sbandieratori, giullari, artisti di strada. Per chi volesse rifocillarsi la “locanda del vicariato” è il posto ideale dove poter gustare piatti tipici del tempo e del luogo, mentre in lontananza si odono le voci dei “cantori” che animano la giornata con le loro melodie in compagnia di “giullari” e “mangiafuoco”. Nell’occasione, su prenotazione, si può visitare il Torrino (opportunità gentilmente concessa dal proprietario) che è l’antica torre del bastione a sud ovest, magnificamente conservata, e sono visibili le originarie mura del 1300.