Scandicci e dintorni tra arte e storia

Scandicci e dintorni tra arte e storia Alla scoperta dei beni culturali di Scandicci e dintorni.

18/06/2026

Avrà una superficie totale di circa 650 metri quadrati, con scaffalature ignifughe. La sindaca Sereni: "Struttura all’avanguardia che ci garantisce la valorizzazione".

L'articolo completo al link nel primo commento 🔗

Giogoli. Tra le tombe del locale cimitero degna di nota è quella - piuttosto sobria - del sacerdote Egidio Bergantini (1...
18/06/2026

Giogoli. Tra le tombe del locale cimitero degna di nota è quella - piuttosto sobria - del sacerdote Egidio Bergantini (1867-1944), nominato «in virtù del R[egio]. Patronato» pievano di Sant’Alessandro a Giogoli nell’agosto del 1909.

Fu lui, intorno alla metà anni Venti del secolo passato, a guidare il progetto di "rimedievalizzazione" della vicina pieve di Sant’Alessandro.

Il suo obiettivo era assai ambizioso: eliminare le stratificazioni sei-settecentesche dell’edificio per riportare alla luce il Medioevo più “autentico” della struttura architettonica ecclesiastica scandiccese ( Lamberini 1990; cfr. anche Frati 2004).

Un gesto quasi “filosofico”, nato dal desiderio di creare un “ponte” tra la “modernità” novecentesca e un'epoca in cui il contatto col divino era quotidiano, quasi “tangibile” ( cfr. Castelnuovo, Sergi, 2004, vol. IV).

Un modo per riscoprire una fede che lui sentiva più genuina.

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Quando Scandicci fa parlare di sé: i cimiteri di Giogoli e Scandicci (Sant’Antonio)Per gli storici dell’arte, i cimiteri...
15/06/2026

Quando Scandicci fa parlare di sé: i cimiteri di Giogoli e Scandicci (Sant’Antonio)

Per gli storici dell’arte, i cimiteri rappresentano veri e propri repertori artistici, poiché riflettono non solo l’evoluzione della scultura e dell’architettura funeraria degli ultimi due secoli e mezzo, ma anche le dinamiche sociali e culturali di una comunità.

A Casellina e Torri, fino all’Ottocento inoltrato, i defunti più “prestigiosi” venivano sepolti all’interno delle cappelle gentilizie delle ville signorili locali, nei recinti cimiteriali o nelle navate delle chiese.
Alcuni preziosi inventari, parzialmente trascritti da Lamberini (1990) e dall’autore della guida della chiesa di Santa Maria a Greve (2016), elencano, ad esempio, numerose lapidi terragne nel pavimento della chiesa di Santa Maria a Greve, oggi scomparse, e, nella chiesetta San Martino a Scandicci Alto, la tomba seicentesca del senatore Leone de’ Nerli e della moglie Caterina Pandolfini

Avvicinandosi al XIX secolo, si apprende che intorno al 1850 venne ampliato il vecchio camposanto «parrocchiale» di Torri, mentre una delibera comunale del 2 giugno 1863 evidenzia l’assenza di acattolici sepolti a Casellina e Torri («israeliti e protestanti»), confermando, ancora una volta, il contesto “provinciale” della comunità, sebbene alcuni “forestieri”, come i Bouturline, frequentassero il territorio già nel Settecento, all’epoca però percepito come una semplice “appendice” di Firenze: un grande “giardino” costellato di ville e chiese.

Successivamente, nel corso degli anni 1870-1880, il Comune di Casellina e Torri, col concorso di alcune associazioni locali, promosse una serie di importanti opere pubbliche, come la costruzione della rete idrica, l’ampliamento di vecchi cimiteri e la costruzione ex novo di nuovi siti, tra cui i cimiteri di Giogoli (1876, progetto di Tommaso Agostini) e di Scandicci/Sant’Antonio (benedetto da don Alessandro Cioppi nel gennaio del 1877), quest’ultimo edificato su un terreno degli eredi Doney.

Queste strutture cimiteriali salirono agli onori delle cronache alla fine del XIX secolo: il camposanto di Giogoli — all’epoca posto sotto la giurisdizione del Galluzzo — nell’agosto del 1890, per ordine della giunta comunale fiorentina, accolse le salme dei membri della famiglia Brichieri Colombi, traslate dall’oratorio di San Carlo de’ Barnabiti, mentre nel cimitero di Scandicci venne inumato l’attore Alamanno Morelli, morto a Scandicci nel 1893, il cui monumento funebre fu scolpito da Mario Salvini, figlio dell’illustre Tommaso.

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Per saperne di più…

C. CRESTI, L. ZANGHERI, Architetti e ingegneri della Toscana dell’Ottocento, Firenze, UNIEDIT, 1978.

M. GUIDI, Un borgo della periferia fiorentina: Casellina e Torri, 1861-1913, Scandicci, Centro Libro, 2006.

G. GARBARINO, Salire in alto…Passeggiate storico-artistiche sulle colline di Scandicci, 1, Firenze, AB Edizioni, 2015.

San Carlo de’ Barnabiti. Il consolidamento del sistema voltato: dalla documentazione al cantiere di restauro, a cura di A. Conti, L. Fiorini e C. Mastrodicasa, presentazione di T. Montanari, quaderni di Pristina Servare, quaderno 8, Firenze, Altralinea Edizioni s.r.l., 2022.

L. COLICIGNO TARQUINI ( L. COLICIGNO), 130° anniversario della morte di Alamanno Morelli, articolo del 7 gennaio 2023, Isolotto Legnaia Firenze ( link: https://www.isolottolegnaia.it/alamanno-morelli/; ultima consultazione 14/03/2026).

S. LEVATI, Fuori le mura: la genesi dei cimiteri extraurbani nell’Italia napoleonica (1806-1814), Roma, Viella, 2024.

10 giugno 1949: muore Amedeo Benini, pittore e restauratore di Scandicci.Finiti gli studi, Amedeo, insieme allo zio Cesa...
10/06/2026

10 giugno 1949: muore Amedeo Benini, pittore e restauratore di Scandicci.

Finiti gli studi, Amedeo, insieme allo zio Cesare Benini sr., iniziò ad affrescare negozi e abitazioni signorili con un repertorio di numerosi “ismi” che abbracciava i gusti neoclassico, neomedioevale e Liberty, in costante dialogo con la poetica neorinascimentale — linguaggio unitario della borghesia liberale e industriale dell'epoca.

Alla morte dello zio (1909), Benini proseguì l'attività sperimentando nuove tecniche, come il “graffito” sulle facciate, che avrebbe poi applicato al proprio villino in Piazza Matteotti a Scandicci.

Insieme ai figli Cesare jr. e Lamberto, Benini trasformò la propria ditta in un punto di riferimento per il restauro fiorentino. Oltre alla manutenzione ordinaria di palazzi e tabernacoli, la sua attività fu protagonista di eccezionali ritrovamenti ( Basilica della Santissima Annunziata (1922, 1935-36): ritorno alla luce delle opere di Andrea del Castagno (i santi Giuliano e Girolamo).
Santa Maria Novella (anni Quaranta): scoperta degli affreschi dell’Orcagna sotto la decorazione quattrocentesca della volta della ca****la Tornabuoni).

Parallelamente alla carriera artistica, Benini dedicò la vita alla propria comunità. Eletto consigliere comunale nel 1923, fu l'anima dell'edificazione della sede della Pubblica Assistenza “Humanitas”, su terreno donato dal marchese Migliore Torrigiani. Ne fu presidente dal 1924 fino alla morte, lasciando traccia del suo talento anche nelle raffinate miniature dell'albo d'oro dell'associazione.

Una figura che ha saputo coniugare sapienza artigiana, rigore scientifico nel restauro e impegno civile.

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Per saperne di più

La “Bottega” dei Benini. Arte e restauro a Firenze nel Novecento, catalogo della mostra ( Scandicci, Palazzina Direzionale, ottobre 1998), coi contributi di F. Gurrieri, S. Gori, F. Petrucci et al., Comune di Scandicci, Assessorato alla Cultura, Firenze, Edizioni Polistampa, 1998.

M. CIATTI, Appunti per un manuale di storia e di teoria del restauro. Dispense per gli studenti, Firenze, EdiFir-Edizioni Firenze, 2009.

L. COLICIGNO TARQUINI ( L. COLICIGNO), Un pittore-restauratore di Scandicci: alla scoperta della vita e delle opere di Amedeo Benini, articolo del 5 febbraio 2024, Isolotto Legnaia Firenze ( link: https://www.isolottolegnaia.it/amedeo-benini-un-pittore-restauratore-scandicci-isolottolegnaia-it/)

ID., ‘Amedeo Benini. Un pittore-restauratore di Scandicci del primo Novecento', Noi Caffè Michaelangiolo, 13 (2024), pp. 50-51

ID., ‘Santa Maria a Greve di Scandicci', Noi Caffè Michaelangiolo, 14 (2024), pp. 44-46

Nota: I contributi su 'Noi Caffè Michaelangiolo' sono stati recentemente segnalati dalla newsletter dell'Australian Early Medieval Association (AEMA) tra le pubblicazioni di rilievo dell’autore.

Un piccolo, interessante dettaglio.Scandicci, ponte XXVIII Febbraio: il “Grevometro” (XX secolo), utilizzato per monitor...
06/06/2026

Un piccolo, interessante dettaglio.

Scandicci, ponte XXVIII Febbraio: il “Grevometro” (XX secolo), utilizzato per monitorare il livello della Greve.

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L’antica nicchia con decorazioni «alla rustica» (Foto 1), un tempo inserita nel giardino di pertinenza di villa Boccini,...
04/06/2026

L’antica nicchia con decorazioni «alla rustica» (Foto 1), un tempo inserita nel giardino di pertinenza di villa Boccini, versa oggi in un avanzato stato di degrado. Trasformato nel tempo in un tabernacolo devozionale dedicato a Padre Pio e attualmente celato da una f***a vegetazione, il manufatto conserva ancora, nell'originale piedistallo in pietra serena, l'evidente traccia di una scultura che ne costituiva l'elemento focale ( cfr. Sottili, Cammilli 2019).

Le radici architettoniche del complesso di villa Boccini risalgono, probabilmente, ad una casa-torre trecentesca. Nel corso dei secoli, la proprietà è stata oggetto di numerosi passaggi di mano, appartenendo,
per esempio, ai Corsini e ai Martelli. Nel XVIII secolo, l’edificio scandiccese pervenne alla famiglia Marsuppini, per poi essere acquistato, nel 1827, dal gioielliere Gherardo di Andrea Boccini.
Nel XX secolo, il complesso è stato ulteriormente frazionato e ceduto, fino ai passaggi di proprietà avvenuti nel secondo dopoguerra ( Lamberini 1990).

Di particolare interesse storico-artistico risulta anche la vicina ca****la di Santa Rosalia (Foto 3), edificata nei primi anni del XVIII secolo su commissione del cavalier Carlo Gregorio Marsuppini ( cfr. Ibid. e Romeo 1982).

La conservazione della villa è stata, sin dalle origini, messa a dura prova dall’idrografia locale. Le frequenti piene del fiume Greve hanno imposto nel tempo complessi interventi di manutenzione; una condizione ben documentata in una denuncia presentata da Pier Filippo Pandolfini agli Uffiziali della Decima, in cui si lamentava la criticità del contesto fluviale: «[...] deb[b]o far riparî dal fiume di Grieue, dal quale riceuiamo ogni anno grandissimo damno.» ( Carocci 1907).

Redazione

Oggi, 31 maggio, Scandicci entrava ufficialmente nella Storia.Il 31 maggio 978 d.C. Willa, madre di Ugo «il gran barone»...
31/05/2026

Oggi, 31 maggio, Scandicci entrava ufficialmente nella Storia.

Il 31 maggio 978 d.C. Willa, madre di Ugo «il gran barone» di dantesca memoria, donava alla Badia Fiorentina ( chiesa da lei stessa fondata intorno al 970 d.C.; Tigler 2016) una ventina di case e cascine del contado fiorentino-fiesolano, castelli e chiese; i monaci della Badia Fiorentina si trovarono così ad amministrare anche le chiese di Santa Maria a Greve, San Martino a Scandicci Alto ( nella foto qui sotto) e San Bartolo in Tuto ( oggi San Mina, per ulteriori approfondimenti si consultino i contributi di Lamberini 1990 e Colicigno 2025) e il «castellum qui dicitur Scandicio (sic!) cm corte ad Greue».

Il toponimo Scandicci deriverebbe dal latino barbarico ‘Scandiscere’, “salire”, imboccare ( molto probabilmente) la cosiddetta «ertuccia» ( pendenza della strada 20% ca.) per raggiungere il Castello di Scandicci, sulle cui rovine sarebbe stata costruita la monumentale villa Passerini (Lari 2024).

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Pochi giorni dopo la scomparsa di Alessandro Manzoni, anche la nostra Scandicci — anzi Casellina e Torri — volle far sen...
29/05/2026

Pochi giorni dopo la scomparsa di Alessandro Manzoni, anche la nostra Scandicci — anzi Casellina e Torri — volle far sentire la propria voce.

In questo breve ma significativo passaggio, leggiamo la volontà della locale Società ( Accademia) Filodrammatica, presieduta dal Bianchi, di rendere omaggio al grande letterato, arrivando addirittura a "delegare rappresentanza" per i suoi funerali.

È molto probabile che sia stato proprio in quel periodo, o subito dopo, che la Filodrammatica decise di intitolarsi ufficialmente al Manzoni. E, con ogni probabilità, è a questo legame che dobbiamo l'intitolazione del teatro cittadino — lo storico Teatro Manzoni ( si rinvia ai puntuali studi di Bagni per ulteriori approfondimenti).

Da Alessandro Manzoni e i suoi scritti per Antonio Balbiani, Milano, Tipografia Editrice ‘Dante Alighieri’ di Enrico Politti, 1873 (da Google Libri).

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In base ai dati del censimento del 1911, la popolazione di Casellina e Torri contava 19.542 abitanti, suddivisi in 1.121...
26/05/2026

In base ai dati del censimento del 1911, la popolazione di Casellina e Torri contava 19.542 abitanti, suddivisi in 1.121 tra cittadini «benestanti» ed esercenti, 10.934 coloni e 7.487 operai.

All’epoca, il fenomeno dell’emigrazione risultava assai contenuto, poiché molti preferivano stabilirsi nell'area fiorentina: nel 1905, solamente 11 nostri concittadini si trasferirono all’estero, un dato che nel 1909 si attestava intorno alle 12 unità.

La speranza di vita rifletteva le condizioni storiche del periodo: l’età media, che nel 1866 si aggirava intorno ai 48 anni, raggiunse i 59,5 anni nel 1911. Anche le dinamiche matrimoniali presentavano peculiarità interessanti. Se nel 1871 l’età media al matrimonio era di 30 anni per gli uomini e 26 per le donne, nel 1911 si registrò un lieve abbassamento, con molte unioni celebrate già intorno ai 21 anni.

Per quanto concerne il tessuto lavorativo della “Città della Fiera”, gli scandiccesi di allora si dedicavano a una vasta gamma di professioni. Tra le attività maschili si annoveravano, tra le altre, quelle di abbozzatore di alabastri, barbiere, bronzista, barcaiolo, fabbro ferraio, ca****laio, falegname, fonditore, contadino, scultore, tipografo, maestro di musica, pittore, verniciatore, operaio, possidente, orefice e orologiaio. La componente femminile era invece rappresentata da maestre elementari, domestiche, infermiere, ostetriche, trecciaiole, sarte, ca****laie e persino proprietarie terriere.

Non mancavano inoltre gli stranieri residenti, come alcune ricche vedove inglesi che, nelle loro dimore scandiccesi, si fecero installare dei telefoni privati.

Redazione

Fonti principali:

L. Bortolotti, G. De Luca, Come nasce un’area metropolitana: Firenze, Prato, Pistoia, 1848-2000, Firenze, Alinea Editrice S.r.l., 2000.

M. Guidi, "Un borgo della periferia fiorentina. Casellina e Torri 1861-1913", Scandicci, Centrolibro, 2006.

Tanti auguri, Scandicci! O meglio, gli auguri andrebbero fatti a Casellina e Torri, ma poco importa.Nell’ambito delle ri...
23/05/2026

Tanti auguri, Scandicci! O meglio, gli auguri andrebbero fatti a Casellina e Torri, ma poco importa.

Nell’ambito delle riforme leopoldine, che coinvolsero profondamente la vita amministrativa, civile e religiosa del Granducato, il 23 maggio 1774 veniva istituita la Comunità della Casellina e Torri, in sostituzione delle precedenti leghe della Casellina e di Torri.

Le origini di tale assetto sono ancora oggi visibili nello stemma del Comune: una casetta, che rappresenta la Casellina (l’umile dimora contadina della “piana”), affiancata da due monumentali strutture turrite, un tempo ben visibili anche sul versante collinare. Un simbolo che ben sintetizza l'unione tra la piana e le verdeggianti colline nostrane. Sebbene fosse stato richiesto già dal 1775, lo stemma venne adottato ufficialmente solo nel 1848 ( Guidi 2006).

Fu solo nel 1929 che il Comune assunse l’attuale denominazione (R.D. 7 novembre 1929, n. 2020), dal nome della frazione che, dal 1868, ospitava gli uffici comunali all’interno del “Comune Vecchio”.
Attorno a questo nucleo, a partire dagli anni 1870, si sviluppò un significativo tessuto urbano: villini signorili, edifici residenziali per le locali classi borghesi e operaie (es. lungo via Roma), la sede della fratellanza fra gli operai, il cimitero di Sant’Antonio (benedetto nel 1877) - questi ultimi costruiti su terreni un tempo di proprietà dei Passerini e degli eredi Doney- ed il Teatro Manzoni (poi Cinema Cabiria).

Va infine ricordata la celebre Fiera, istituita nel 1866: un evento di tale successo che l’amministrazione dell'epoca decise- da Firenze- di demolire un edificio rurale — definito «[un] incomodo biscanto»— per permettere l’ampliamento della via principale del territorio, ovvero il tratto di via di Scandicci Basso che attraversava l’omonimo “villaggio” (Ibid.; cfr. Gamannossi 2016 e Aiazzi Jaff 1997).

E allora… tanti auguri alla Nostra Scandicci!

LCT

Indirizzo

Piazza Piave, 13
Scandicci
50018

Sito Web

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