13/08/2026
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Non solo terra di pittori e scultori: Scandicci e i suoi grandi architetti e ingegneri
Chi di noi, passeggiando per le strade di Scandicci, si sofferma a riflettere sull'importanza delle figure che hanno contribuito a modellare il nostro patrimonio architettonico e culturale? Spesso, ci dimentichiamo di quanto sia fondamentale riconoscere e rendere omaggio a coloro che hanno dedicato la propria vita alla costruzione di una città che non solo accoglie, ma anche racconta storie. Tra i nomi meno noti ( almeno per chi “viene da fuori”) ma di fondamentale importanza spicca quello di Francesco Martelli, l'autore del “Comune Vecchio”.
Il vecchio municipio di Scandicci, completato nel 1870, è un simbolo della monumentalità neorinascimentale che caratterizzava il periodo in cui fu concepito. Questo edificio non nasce dal nulla; fu influenzato dai canoni di monumentalità neorinascimentale quattro-cinquecentesca fiorentina proposti da esempio dal Poggi per la nuova capitale del Regno d’Italia. Martelli, con la sua visione e le sue competenze, ha saputo dare forma ad un palazzo che non è solo funzionale, ma che si erge come testimone della storia di Scandicci. La scelta di costruire su un terreno appartenuto alla famiglia Poccianti aggiunge un ulteriore strato di significato, un legame tra passato e presente che rende il “Comune Vecchio” parte integrante dell'essere scandiccesi.
Ma il contributo del Martelli alla città non si limita a questo. L’ingegnere ha infatti approvato la costruzione del Teatro “Manzoni” ( oggi Cinema Cabiria), progettato dal modenese Vincenzo Micheli. Questo teatro non è soltanto un luogo di intrattenimento, ma rappresenta un'autentica culla culturale per la comunità, un punto di riferimento per l’arte e per la socialità.
La realizzazione di spazi pubblici come un teatro-cinematografo evidenzia l'importanza di avere infrastrutture che favoriscono la crescita culturale di un territorio e lasciano un’eredità duratura.
In parallelo a questi progetti, troviamo anche la figura di Enrico Carloni, ingegnere incaricato del riordinamento del locale acquedotto.
Non possiamo dimenticare il contributo di Enrico Romoli, architetto fiorentino probabile autore della facciata “neopalladiana” di Villa Sevoli-Bizzarri. Il suo lavoro richiama uno stile architettonico classico, per certi aspetti “esotico” per la storia architettonica toscana, che arricchisce il panorama estetico di Scandicci, creando un dialogo con l’ambiente circostante e attraverso i secoli.
Tuttavia, è Arduino Matassini ( 1894-1975) ad emergere come una delle figure più significative del panorama ingegneristico e architettonico locale.
Laureatosi in ingegneria a Pisa nel 1920, il fiorentino Matassini si distinse come capo dell’ufficio tecnico del Comune, dove portò avanti una serie di progetti cruciali per la città. La progettazione del campo sportivo di Scandicci e della nuova scuola elementare intitolata a «S. A. Il Duca degli Abruzzi» sono solo alcune delle sue realizzazioni. Emerge qui un’importante continuità, un “fil rouge” che collega Matassini ai progetti precedenti e dimostra come l'architettura e la pianificazione urbana siano frutto di un pensiero collettivo.
La facciata della chiesa di Santa Maria a Greve, realizzata sempre dal Matassini secondo le linee del razionalismo “italico”, è un altro esempio tangibile del modo in cui l’architettura possa rispondere alle esigenze contemporanee pur mantenendo una parziale connessione con le tradizioni artistiche precedenti (la chiesa infatti è citata nel X secolo ed è stata ristrutturata nel corso dei secoli XVII e XIX).
Quando nella primavera del 1937 fu inaugurata la nuova facciata della chiesa, la partecipazione del cardinal Dalla Costa - chiamato a benedire Santa Maria a Greve- segnò un momento di grande festa e orgoglio per la comunità, sottolineando l'importanza di tali opere non soltanto sul piano estetico, ma anche “spirituale”.
LCT
Fonti:
C. Cresti, L. Zangheri, Architetti e ingegneri nella Toscana dell’Ottocento, Firenze, UNIEDIT S.p.A., 1978.
M. Cozzi, G. Carapelli, Edilizia in Toscana nel primo Novecento, Firenze, EdiFir, 1993.
Edilizia in Toscana fra le due guerre, a cura di M. Cozzi, Firenze, EdiFir, 1994.
G. Garbarino, Salire in alto…passeggiate storico-artistiche sulle colline di Scandicci, 2, Firenze, AbEdizioni, 2019.
L. Colicigno Tarquini [ L. Colicigno], Storia dell’architettura scandiccese fino agli anni Trenta del XX secolo, «Prospettive. Organo del Centro Studi Rotariani», gennaio 2024, pp. 27-32.