18/02/2022
(ANSA) - FIRENZE, 17 FEBBRAIO
Toscana terra dei beluga fossili.
E' quanto emergerebbe da un nuovo ritrovamento ad Arcille (Grosseto) a conferma di una scoperta, resa nota nel 2019, del primo monodontide fossile mai trovato nel bacino del Mediterraneo, proveniente da depositi della Toscana centrale, datati al Pliocene inferiore, conosciuto con il nome di Casatia thermophila. Si tratta dell'antenato del beluga, cetaceo appartenente insieme al narvalo alla famiglia dei monodontidi che vive nelle acque ghiacciate di Russia, Canada, Groenlandia e Alaska. Allora i resti furono rinvenuti in una cava di sabbia situata ad Arcille, portando a ipotizzare un areale caldo di queste forme artiche, che un tempo popolavano anche il Mare nostrum. Ora un secondo ritrovamento sempre ad Arcille, pubblicato sulla Rivista italiana di paleontologia e stratigrafia dai ricercatori dell'Università di Pisa, in collaborazione con il Gruppo Avis mineralogia e paleontologia Scandicci (Gamps). La nuova scoperta, si spiega in una nota, ha riguardato altre ossa fossilizzate, in particolare del cranio e alcuni frammenti di rostro con alveoli dentari ancora conservati e diverse vertebre riferibili proprio a Casatia thermophila. Nonostante il cranio fosse fortemente compresso, "i caratteri per l'identificazione si erano conservati, rendendo possibile l'attribuzione dei reperti proprio all'unica specie di monodontide fossile mai trovata nei depositi mediterranei" si spiega. Sono stati anche aggiunti "nuovi dati e informazioni sul modo in cui questi cetacei vivevano. Ad esempio, la presenza di piccoli alveoli, molto ravvicinati tra loro, sono indice di una dentatura omodonte (cioè costituita da denti uguali), dando così informazioni sullo stile di caccia, molto più simile a quello di un delfino che a quello di un beluga". Marco Merella, del dipartimento scienze della terra dell'Ateneo pisano, primo autore del lavoro scientifico, afferma che questo nuovo ritrovamento conferma la presenza di Casatia thermophila nel Mediterraneo pliocenico e lascia ipotizzare che sotto pochi centimetri di sedimento, si nasconda uno scheletro ancora più completo che aspetta solo di essere scoperto. (ANSA).