In Amor Arte

In Amor Arte La mia vita è un'opera d'arte ed io sono l'Artista

24/01/2024

La dipendenza affettiva

Si soffre tanto per amore… Ma quando è vero? Talvolta ci ritroviamo a credere di amare, ma invece dipendiamo soltanto: l’amore diviene una droga, quando perde il suo vero significato…

“Io non vivo senza te”
Le canzonette sono piene di frasi che inneggiano all’indispensabile presenza dell’altro che dia un senso alla nostra vita. Già Platone ci definiva mezze mele in cerca di una precisa, specifica metà…

E’ socialmente accettato soffrire per amore, socialmente sostenuto ed auspicabile per perpetuare la specie, scegliere un partner, vivere in coppia, riprodursi. Precocemente ed in genere incessantemente si cerca un legame, una relazione, stabile, unica e che possibilmente duri per sempre.

E’ un comportamento adattivo ricercare un partner ideale per la riproduzione dei propri geni, meno adattivo è invece crearsi un’ossessione per quel partner. E ancora meno adattivo è morire per amore. Eppure accade. Succede di trovarsi invischiati in una relazione “tossica”, ossessionati dall’importanza dell’altro al punto da perdere di vista se stessi.
Qui non si parla più di amore. Entriamo nel campo della dipendenza: Love Addiction.

Dell’originario sentimento d’amore, dove il cuore batte più forte all’arrivo dell’amato, dalle commosse lacrime di fronte al primo mazzo di fiori, si passa all’incubo del distacco, alla sofferenza se l’altro non c’è. Dell’amore non rimane che un remoto desiderio, vagheggiato, struggente anelito.

Vi sono relazioni dannose, malate, mortali (Robin Norwood), da cui diventa impossibile staccarsi, fuggire.

Alcune dipendenze della nostra cultura (occidentale) sono codificate ufficialmente tra le patologie del DSM IV (ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), classificazione multiassiale delle malattie mentali.
Per tossicodipendenza si intende l’abuso di sostanze tossiche (o comportamenti, procedure) che danneggiano l’individuo dal punto di vista della salute, del lavoro, delle relazioni sociali, occupando quasi interamente il suo tempo, i suoi pensieri, le sue attività che vengono totalizzate dalla dipendenza impedendogli di svolgere una regolare vita.
Altre dipendenze sono sommerse, tuttavia dilaganti ed altrettanto invalidanti. Al punto che in America sono stati coniati neologismi combinati con la parola ALCOHOLIC (che definisce l’alcolista). Da qui Sexaholic, Workaholic, Shopaholic, Foodaholic, Sportaholic. Oppure combinate con la parola Addiction (DIPENDENZA) da cui Love Addiction, Net Addiction, Gambling Addiction (che definisce la dipendenza dal gioco d’azzardo).

E’ evidente che alcune dipendenze hanno esiti più nefasti, talune sono socialmente più tollerate. Tra queste la più silente resta quella affettiva.
Non dà effetti collaterali eclatanti, non fa molto rumore, se non nella mente di chi ne è posseduto. Poiché quando l’altro diventa l’unica ragione di vita, anche a scapito di se stessi, si è in preda totalmente all’ossessione.
Il primo pensiero del mattino, l’ultimo della sera.
Sembra una frase da cioccolatino. In realtà nasconde una trappola feroce, quella dell’abnegazione malsana di se stessi, per rincorrere l’altro. Perché quando c’è dipendenza affettiva non si è ricambiati.
Vi è una relazione. Un legame fortissimo, ma il copione segue uno schema preciso che non è quello della reciprocità. Uno insegue, l’altro fugge. Lasciando a parte il banale luogo comune in cui si dichiara che “in amor vince chi fugge”, tale schema diventa più simile al bracconaggio, all’inseguimento della “preda” fino a sfociare a volte nella molestia (stalking).

Uno rincorre, l’altro si fa rincorrere.
Uno vuole, l’altro si nega.
Uno dice “ho bisogno di te” e l’altro si volta da un’altra parte.

Apparentemente uno è dipendente, l’altro “anti-dipendente”. In realtà si tratta di una vera “folie à deux”. Entrambe le mezze mele hanno bisogno dell’altra metà per esistere, per poter agire il proprio ruolo.
Quando l’altro diventa più importante della nostra stessa vita non è amore. E’ dipendenza. E' patologia.

Il bisogno di inseguire nell’uno è speculare al bisogno di rifiutare nell’altro. Bisogno di fondersi e bisogno di differenziarsi (Klein) sono entrambi veri e agiti. Colui che fugge è punitivo, negandosi inconsciamente castiga l’altro, in cui vede forse il genitore “cattivo” che non ha soddisfatto i suoi bisogni quando era necessario. E’ interessante osservare però che se per caso colui che fugge si ferma e diventa all’improvviso accettante e bisognoso i due ruoli si invertono, colui che prima inseguiva implorante inizia a prendere le distanze, diventa a sua volta fuggitivo… Ma la danza resta uguale.

Questo tipo di relazione è tipica nelle coppie dove uno dei due è alcolista. L’altro si erge quindi a “salvatore” (Norwood). In realtà sono entrambi “alcolisti”, uno dipende dalla bottiglia, l’altro dipende da colui che dipende dalla bottiglia. A parte il complicato gioco di parole, è una triste realtà la condizione di quelle donne che non riescono a lasciare il marito alcolista, fanno una vita di umiliazioni ed infelicità, si immolano sull’altare della devozione.

“Prometto di esserti fedele sempre. In salute e malattie fin che morte non ci separi?”
La causa di tali legami non ha radici religiose. Ma psicologiche! L’altro diventa la bottiglia del non-alcolista. Salvarlo diventa lo scopo della sua vita. Nobile intento, in apparenza. Impresa impossibile, tempo sprecato, inutile lotta in realtà. Nessuno potrà mai cambiare o smettere qualcosa perché glielo dice un altro, ma solo e soltanto se lo vuole nel profondo del suo essere.

Chiameremo per convenzione la persona che vuole salvare l’altro il co-dipendente.

Identikit del co-dipendente

Co-dipendente è colui che controlla, vuole cambiare l’altro a suo piacimento. A fin di bene, per ca**tà! Bere fa male alla salute, giocare d’azzardo rovina la vita a se stessi e alla propria famiglia, dipendere dal lavoro porta via tempo per esistere, vivere di sport impedisce una vita normale ecc. ben lo sanno i partner di costoro. I quali si armano di pazienza e coraggio e al motto di “io ti salverò” (io ti aggiusterò) partono per la loro crociata, strada costellata di spine… il co-dipendente è convinto che l’altro abbia qualcosa da aggiustare. Ma non solo, è anche convinto di poter risolvere i problemi che affliggono l’umanità e il partner in nome del suo “amore”. Il co-dipendente si crede onnipotente, più forte dell’alcol, del vizio, dell’altra moglie, della suocera ecc. non importa a chi ha dichiarato guerra. E’ far la guerra che conta, perché VINCERE è l’obiettivo, vincere per riavere l’amore dell’altro tutto per sé. Pura mera illusione.
Lo schema cognitivo del co-dipendente è molto semplice, obbedisce al mantra “Se solo non ci fosse…
l’alcol, l’altra donna, il gioco, il calcio, la cocaina, e così via..
"Io lo potrei avere tutto per me..e finanalmente sarò felice"

Così l’altro diventa qualcuno da convincere, carpire, controllare, guidare, curare, guarire, possedere, sistemare, ecc, ecc.
Perché lo si vuole TUTTO. E si sente che lui, lei non c’è… L’altro è TUTTO preso da altro… che sia la droga, l’alcol, il lavoro, il gioco o il sesso anonimo e compulsivo.
L’altro è altrove.
E il co-dipendente è tutto incentrato, votato, devoto, perso, focalizzato totalmente sull’altro.
Quindi anch’egli è altrove. Entrambi hanno una cosa in comune. Non ci sono per loro stessi, sono incapaci di stare, ascoltare ed accudire i propri bisogni senza ricorrere a sostanze o persone esterne.
Entrambi sono incapaci di stare in una relazione sana: uno, intero, di fronte all’altro, intero.
Sono entrambi mezzi. E cercano di riempire il proprio buco vuoto con ALTRO da sé. Nel caso dell’alcolista, tossicodipendente o “aholics” vari, facendo ricorso ad una sostanza o un comportamento nocivo, nel caso del co-dipendente cercando di riempire la propria esistenza con l’esistenza dell’altro che ha “il problema da risolvere”.

E’ qui l’inganno, la distorsione. Torniamo a Platone. Egli si sbagliava. Non è la metà su cui insistere, ci ha proposto un’immagine falsata. E’ sull’essere UNO il segreto, il sentirsi interi non ci porterà a vagare in cerca di qualcosa o qualcuno che ci riempa.
Questo bisogno di sentirsi uno ha origini remote, nel grembo materno.
Lì facciamo l’esperienza di sentirci un tutt’uno. Fusi, accuditi, nutriti, contenuti, in simbiosi. Alla nascita creiamo un legame di attaccamento col care-giver (Bowlby), se tale legame è soddisfacente il genitore buono verrà interiorizzato (Winnicott) e avremo dentro di noi la una presenza calda, amorevole, capace di farci tollerare la frustrazione, l’assenza, il distacco (Klein), il no (Bion).
Se questo passaggio non è avvenuto restiamo con una spina in mano e cerchiamo una presa a cui attaccarci per funzionare, per sentirci di nuovo UNO. Non tutte le prese funzionano. Solo quelle che ci portano a risentirci fusi simbiotici. Nasce così un legame struggente, totalizzante. Da cui presto uno dei due sente il bisogno di fuggire perché si sente inghiottito dal bisogno dell’altro.

Inizia la danza, che diviene dramma e spesso sfocia in tragedia.
Il distacco , quando l’altro va a bere, a drogarsi, a fare altro, viene vissuto come intollerabile, insopportabile, la mancanza, l’assenza, la nostalgia diventano devastanti.
L’altro diventa la droga del co-dipendente, la possibilità di sentirsi uno.
Ma deve fare i conti con il distacco , la fuga dell’altro che rifiuta, si nega, si rifugia nell’alcol, o altrove. Perché a sua volta si sente risucchiare dal bisogno infinito ed inappagabile del partner.

A vuole B, ne ha necessità estrema, inizia il tunnel.
B è preso da un vizio,o da altro, non sa prendersi cura nemmeno di sé ed è chiamato ad accudire il co-dipendente, che insiste per trascinarlo sulla retta via, così potranno vivere felici e contenti.. B inizia a fuggire, a ribellarsi agli ordini e ai controlli di A che si fanno sempre più pressanti,incalzanti, esigenti. B può diventare sempre più distante, ribelle, violento, anafettivo, crudele, o semplicemente assente, inizia a fuggire, non regge alle richieste, al controllo, non vuole essere aggiustato. Tuttavia poi si riavvicina, è inesorabilmente attratto da A, ne ha altresì bisogno, di quell’attimo perfetto di unione, illusorio tuttavia vitale, indispensabile ma tossico..
Vittima e carnefice, l’uno con il bisogno estremo dell’altro.

Si innesca così una lotta senza fine. Poiché in questa storia non c’è libertà, non c’è rispetto, non c’è amore. C’è bisogno, a volte violenza, lotta per il potere. C’è fame, e l’altro viene fagocitato, viene vampirizzato (Abraham) ma mai visto per ciò che è in verità. (dal web)

AvventoGiorno 2 Il   ad oggi per me è descrivibile con una parola.   ✨Per questo ringrazio il momento in cui sono divent...
02/12/2023

Avvento
Giorno 2
Il ad oggi per me è descrivibile con una parola. ✨
Per questo ringrazio il momento in cui sono diventata madre. Lì, questo sentimento di magia è tornato a far parte di me ed ora ogni giorno mi impegno nel mantenerlo vivo come si fa con il 🔥. Passare più tempo prezioso con le persone a cui si vuole bene, pensare a quale pensiero potrebbe essere più gradito e perché. , Canzoncine, Lucine, , ... Tutto questo mi fa sentire il cuore molto caldo. ❤️

Avvento Giorno 1 (meglio tardi che mai)           sono i miei valori più importanti che mi accompagnano ad oggi nel mio ...
02/12/2023

Avvento
Giorno 1 (meglio tardi che mai)






sono i miei valori più importanti che mi accompagnano ad oggi nel mio percorso di vita.

Un valore che collegato all'altro mi aiuta a rimanere connessa e piena di energia positiva.

🌱Forza e coraggio per uscire da situazioni e rapporti poveri, ma anche per proseguire nel proprio cammino dell'anima, spesso avvolto da tante resistenze.

🌱Presenza e fede per rimanere in ascolto di sé stessi, nel proprio respiro e continuare a credere che io possa raggiungere qualsiasi obiettivo desideri.

🌱Cuore e gentilezza per donare magia in ogni attimo della mia esistenza.

Quali sono i tuoi valori più importanti?

Grazie ai consigli di per questo calendario dell'avvento speciale, alla vostra scoperta di me stessa.

Con Amore, Gloria

Il flusso.Yemanja deriva da “lye” (madre), “omo” (figlio) e “eja” (pesce) “madre i cui figli sono i pesci”. Questa dea c...
28/11/2023

Il flusso.

Yemanja deriva da “lye” (madre), “omo” (figlio) e “eja” (pesce) “madre i cui figli sono i pesci”. Questa dea ci insegna a muoverci liberamente attraverso le del cambiamento e i cicli della .

Secondo alcune leggende, il primo regalo di all’umanità fu una , grazie alla quale si sarebbe sempre potuta sentire la sua voce (cioè la voce del ).

Donate ai vostri .

Da dove nasce l'arte e che cos'è per voi? Per me l'arte è tutto ciò che si riesce a trasformare. È alchimia. È dare un n...
17/11/2023

Da dove nasce l'arte e che cos'è per voi?

Per me l'arte è tutto ciò che si riesce a trasformare.
È alchimia.
È dare un nome all'emozione che pervade la mia pancia, la passione, il fuoco interiore dal quale riesco a creare quello che desidero.
Nel mio corpo risiede proprio lì, nella profondità del ventre. Tramite la manifestazione riesco a fare fluire tutta questa energia nel corpo.
Lo stato d'animo che occupa me stessa in quei momenti è forte ma allo stesso tempo sensibile. Ogni dettaglio anche piccolo fa la differenza.

Mi piace aiutare le donne a riconnettersi con il loro fuoco interiore e trovare i loro poteri ancestrali. Per questo sto creando le basi per mettere a disposizione questo desiderio. A breve tutte le informazioni.

Che il fuoco sia sempre parte integrante di tutte noi ❤️🔥


Quando faccio un dono con il Cuore non aspetto altro indietro ma se penso alla nostra amicizia che ci lega da tanti anni...
28/11/2022

Quando faccio un dono con il Cuore non aspetto altro indietro ma se penso alla nostra amicizia che ci lega da tanti anni sento come un dare e avere ci sia sempre stato.

Una tela vista dal primo momento impressa dentro di me e materializzata con entusiasmo e gioia per voi. Le parole dedicate che risvegliano la parte poetica dentro di me riflettendo come ci sia collegamento tra Arte e Poesia.

"Tenersi per mano, sostenersi, accompagnarsi, dedicarsi, viversi, amarsi."

Acrilico, fiori stabilizzati, fiori essiccati, filo per la cucitura.

Foto:

26 Agosto 2022
Alice e Thomas sposi

"L'Amore non dà scelta.L'Amore è la scelta. Una scelta senza tempo. Che si rinnova in ogni Respiro. Ti attraversa. Ti ap...
19/10/2022

"L'Amore non dà scelta.
L'Amore è la scelta.

Una scelta senza tempo.
Che si rinnova in ogni Respiro.

Ti attraversa.
Ti apre il Cuore.
Guida azioni e parole l'Amore.

Ti fa Sussurro.
Ti fa Opera.

Con semplicità.

Ti fa Sua.
Così che possa sgorgare da Te, dal tuo Cuore pieno di Lui.

Così che possa manifestarsi attraverso i tuoi occhi.
Che possa accarezzare con le tue mani.
E benedica e ristori attraverso le tue parole.

Si fa carne l'Amore.

E si mostra e dona a te anche attraverso l'altro.

Cosi che tu possa gioire e godere di Lui e con Lui completamente.
Nel cuore, nella mente, nel corpo.

Così che, ancora più facilmente, tu possa sentire il suo abbraccio, il suono sostegno, il suo calore.

Come in Cielo così in Terra."
(Maria Antonietta Scarafile) 🌸

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